Elisabetta Maùti - Giorgino mangiabombe (Erickson, 2010)

Scritto da  Martedì, 13 Dicembre 2011 

Elisabetta Maùti - Giorgino mangiabombeE altre storie per bambini che non hanno paura delle emozioni. Questo libro nasce con una duplice finalità: raccontare una bella favola e fornire uno strumento utile per aiutare i genitori ad accompagnare i figli nella consapevolezza e nell'elaborazione di emozioni talvolta talmente forti da far fatica ad essere elaborate.

 

 

 

Elisabetta Maùti

Giorgino mangiabombe

e altre storie per bambini che non hanno paura delle emozioni

pagine 141 - €15,00

 

Questo libro nasce con una duplice finalità: raccontare una bella favola e fornire uno strumento utile per aiutare i genitori ad accompagnare i figli nella consapevolezza e nell'elaborazione di emozioni talvolta talmente forti da far fatica ad essere elaborate.

Tre storie, la principale delle quale dà il titolo al libro:

un bambino, Giorgino, viene lasciato dai genitori a casa dei nonni per le vacanze estive, senza che la decisione gli venisse precedentemente comunicata.

Il ritrovarsi improvvisamente solo, senza aver avuto neanche la possibilità di salutare i genitori perché se ne sono andati via mentre lui giocava, innesca in Giorgino un senso di rabbia ed abbandono.

È grazie all'aiuto dei nonni che “le bombe” che ha nel cuore, quelle che esplodono e gli fanno avere reazioni eccessive per episodi apparentemente insignificanti, vengono disinnescate, imparando a riconoscere qual è la miccia che le innesca...

Far sì che i bambini imparino a parlare delle proprie emozioni, delle proprie paure è l'obiettivo dell'autrice, che riesce a creare una modalità vincente e riproponibile per essere un sostegno attivo allo sviluppo dei bambini.

Ritengo la figura dei “nonni-guida” un elemento di spunto catartico per lo sviluppo positivo di qualsiasi ragazzo che non saprebbe in alcuni casi dove dirigere ed incanalare sentimenti forti e, in alcuni casi, potenzialmente distruttivi.

Le altre due storie proposte, ben scritte ed articolate, perdono un po' la finalità rispetto alla prima, ma sono comunque racconti molto validi per una lettura finalizzata all'esplorazione di sé.

 

Mi è piaciuto perché: poter proporre ai bambini questa storia come una modalità di approccio alle proprie emozioni significa dargli uno strumento in più, per la crescita di se stessi

 

 

Articolo di: Simona Iocca

Grazie a: Riccardo Mazzeo, Communication and Rights Manager di Edizioni Erickson

Sul Web: www.erickson.it

 

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