“L'eleganza del riccio” di Muriel Barbery

Scritto da  Concetta Padula Domenica, 16 Luglio 2017 

“Madame Michel ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente intelligenti.”

 

Renèe Michel è una vedova di cinquantaquattro anni che per sbarcare il lunario fa la portinaia presso il Palazzo 7 di Rue de Grenelle, un condomino abitato da inquilini molto facoltosi ma al tempo stesso poco inclini alla “vera cultura”. Ha frequentato la scuola fino alla quinta elementare e dopo i genitori l’hanno ritirata dagli studi per farle svolgere le incombenze domestiche. Non ha grande stima di sé, si reputa un po’ bruttina, e forse per questo si è fiondata nello studio come autodidatta. Il suo sapere spazia dalla letteratura alla filosofia, dalla sociologia alla medicina, alla metafisica ecc…

Accanto a lei c’è un’altra protagonista: Paloma di 12 anni, enfant prodige, intelligentissima, figlia di ministro e di una professoressa di letteratura, finge di essere ottusa. Ha progettato il proprio suicidio per il 16 Giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, con una morte atroce e lenta (incendiando l’appartamento di famiglia). Manuela è la migliore amica di Renèe, gustano il rito del the insieme ogni martedì e giovedì, osservando il gatto Lev.

Costitution e Parlement sono i gatti di Paloma e proprio iniziando a parlare di gatti, col tempo, le due riescono a instaurare una sincera amicizia. La tranquillità, l’equilibrio del condominio vengono a rompersi dopo la morte di uno degli inquilini dello stabile. L’appartamento viene venduto a un giapponese il signor Ozu che ama il cinema e tutto ciò che arricchisce l’anima.

I tre personaggi: Renèe, Paloma e Ozu, incontrandosi, dialogando, sembra che vivano in un mondo a parte, quasi estraniati dalla realtà. Vivono in una realtà “fuori dal tempo nel tempo”. Insieme coltivano la convinzione che: “l’arte strappa l’uomo dalla sua bramosia, è emozione senza desiderio. Abbiamo un riscatto della portinaia che da persona sciatta e in ciabattata accetta l’invito a cena del dotto e ricco giapponese.nLa sua felicità, il benessere che coltiva dentro di sé verrà spezzata da un evento inspiegabile e di conseguenza anche il destino, il corso della vita dei suoi amici subirà un cambiamento drastico e repentino.

Un libro che scava nel profondo, che coinvolge il lettore il quale si identifica nei personaggi principali o secondari e nelle diverse situazioni. Tocca e fa vibrare le corde più delicate dell’animo umano.

L’insegnamento più grande ci viene dalla considerazione che : “Vivere, morire: sono solo le conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene.”

L'eleganza del riccio
di Muriel Barbery
Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2007
Pagine: 384 p., Brossura
EAN: 9788876417962

Articolo di Concetta Padula

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