Donato Zoppo - Amore, libertà e censura. Il 1971 di Lucio Battisti (Aerostella, 2011)

Scritto da  Domenica, 03 Luglio 2011 

Donato Zoppo - Amore, libertà e censura.  Il 1971 di Lucio Battisti (Aerostella, 2011)Donato Zoppo, autore eclettico, deejay radiofonico ed appassionato di musica, inquadra il 1971 di Lucio Battisti. Il libro “Amore, libertà e censura.  Il 1971 di Lucio Battisti” abbraccia un excursus di 10 anni circa. Dagli inizi di Battisti, prima come musicista, poi come cantautore, fino all’incontro con Mogol. Soffermandosi infine su “Amore e non Amore”. Un album speciale, uno dei primi “concept” all’italiana.

 

 

 

Amore, libertà e censura. Il 1971 di Lucio Battisti

Zoppo Donato

Pagine 325 - € 22.00

 

 

Donato Zoppo, autore eclettico, deejay radiofonico ed appassionato di musica, inquadra il 1971 di Lucio Battisti, anno che segnò la carriera del cantante di Poggio Bustone. Un anno fatto di episodi importanti quali il passaggio da una major all’altra ma soprattutto il passaggio dal Lucio Battisti di “Acqua azzurra acqua chiara” a quello, più maturo, di “Il mio canto libero”, “Anima Latina” etc.

Accanto a lui, un turbinio di nomi celebri, da Mogol al gruppo de “I Quelli”, attraverso una Italia fatta di gente semplice, di paesini sperduti, di odore di campagna e passeggiate a cavallo, lontana dal consumismo di oggi ma le cui radici, la cui vena ecologico-politica già allora era ben presente nei testi di Mogol.

Il libro “Amore, libertà e censura.  Il 1971 di Lucio Battisti” abbraccia un excursus di 10 anni circa. Dagli inizi di Battisti, prima come musicista, poi come cantautore fino all’incontro con Mogol. Soffermandosi infine su “Amore e non Amore”. Un album speciale, uno dei primi “concept” all’italiana. Metà strumentale, metà cantato. Titoli lunghissimi (“Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi”) che anticipano di anni la crisi ecologica mondiale e di cui Battisti è stato promotore. Un album che ha in sé le radici di quel Battisti musicista a trecentosessanta gradi, che ritroveremo molto più in la, da Panella in poi.

Il libro, fondamentalmente diviso in due parti, vede nella prima la nascita di Lucio autore prima e cantante poi, mentre nella seconda troviamo l’analisi attenta e approfondita di “Amore e non amore”, dalla copertina, alle foto, ai musicisti, alla censura in cui incappò l’album.

Interessanti inoltre le inserzioni di interviste ai vari musicisti, da “I Quelli”, che saranno la futura PFM, a Radius, a Mogol e ovviamente allo stesso Battisti. In questo turbinio di nomi famosi e non che hanno fatto la storia del Rock e del progressive italiano non sarebbe stato stonato inserire un album fotografico, almeno per dare un volto ai molti personaggi che intervengono. Purtroppo le uniche fotografie presente sono due, centrali, poco conosciute di Lucio ad opera di Cesar Monti, uno dei suoi fotografi ufficiali.

La leggibilità del testo di Donato Zoppo è assicurata da un taglio giornalistico sì ma accessibile là dove non ci si perde in dettagli tecnici che faranno la felicità dei musicisti, un po’ meno di chi non mastica note e spartiti. Senz’altro il pregio di “Amore, libertà e censura” è di inquadrare il lavoro di Battisti non solo interno all’album “Amore e non amore”, protagonista del testo, ma di gettare una luce sul pre e sul dopo, sulle curiosità, sugli aneddoti non senza nascondere un amore di fondo per il cantante reatino.

Donato Zoppo fa centro con un libro che vola alto nella qualità, distinguendosi tra i molti saggi postumi al grande Lucio; indicato sia per gli appassionati di musica che per chi vuole lasciarsi andare alla nostalgia dell’Italia dei nostri papà. Quell’Italia dove ancora si faceva buona musica, dove Itunes non era ancora arrivato e i dischi si vendevano a milioni.

 

 

Articolo di: Mario Fazio

Grazie a: Ufficio Stampa Synpress44

Sul web: http://donatozoppo.blogspot.com/

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