“Dalla parola al silenzio” Di John Main - Via semplice alla meditazione

Scritto da  Ilaria Guidantoni Lunedì, 14 Aprile 2014 

Un libro insolito per credenti e non, perché introduce ad un mondo affascinante quanto misterioso, la meditazione. Si tratta di una pratica che da un po’ di tempo mi incuriosisce e leggendo questo testo, breve ed estremamente lineare, che introduce senza diventare una guida alla meditazione – niente a che vedere con i cervellotici “Esercizi spirituali” di Sant’Ignazio di Loyola – conferma la mia sensazione della difficoltà dell’uomo contemporaneo a concentrarsi, disperso tra mille rivoli, bombardato dal mondo, poliedrico e simultaneo fino alla dissociazione. E’ intanto una rieducazione alla vita, al rispetto di sé e quindi degli altri, un esercizio primariamente fisico, poi di riequilibrio psicologico, quindi spirituale, infine religioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La meditazione cristiana ha la finalità di ricongiungere il singolo, l’individualità irripetibile, a Dio e all’umanità, attraverso una rinuncia a se stessi; non un rinnegarsi o una fuga da sé, al contrario una riappropriazione profonda, un ‘conosci te stesso’ socratico depurato dall’elemento meramente mentale e conoscitivo, per essere comunione spirituale.


John Main (1926-1982) è un monaco benedettino che ha prestato la sua opera a lungo in Estremo Oriente, del quale conosce bene la spiritualità, fondando poi tra l’altro il Priorato Benedettino di Montreal e dando vita ad una comunità spirituale diffusa in tutto il mondo. La regola base è il silenzio quale strumento di ascolto e accoglienza, rispetto alla parola che mi fa venire in mente quella radice del Logos greco, atrofizzato nella storia della cultura moderna. La prima nota che colpisce è che il messaggio della meditazione non è per eletti, o religiosi, o istradati sulla via della fede, ma per tutti ed è di estrema semplicità, pratico e autentico. Si tratta di un percorso nel quale ciascuno deve trovare la propria modulazione di frequenza compiendo un viaggio alla stregua di un pellegrinaggio. Mi ha colpito l’idea che la meditazione sia un percorso corale di corrispondenza ed empatia quanto però individuale e in qualche modo insindacabile nel quale l’io è insostituibile. La meditazione ha un aspetto molto semplice e di armonia fisica: essere in un luogo tranquillo, in una posizione comoda, seduti ma con la colonna vertebrale dritta, sebbene non contratta, respirare in modo naturale con gli occhi chiusi. Il fondamento è la ripetizione, o mantra, che nel caso cristiano è ma-ra-na-tha, scansione sillabata e silenziosa di una parola aramaica che significa “Signore vieni con noi” e che per altro fonda idealmente tutti i tipi di meditazione.


E’ interessante altresì l’idea che sia un processo di consapevolezza, ma non di conoscenza intellettuale così come la si intende normalmente né che possa essere realizzata per obiettivi, accelerando. E’ quindi agli antipodi di ogni attività tipicamente occidentale: è un processo di concentrazione e di astrazione dalle frivolezze quotidiane, graduale, faticoso, che richiede disciplina e costanza – almeno 20 minuti al giorno, meglio se due volte al giorno – ed una regolarità che difficilmente la vita contemporanea consente.


La meditazione così come illustrata da John Main è la vera preghiera interiore non fatta di tante parole, di richieste, confessione dei propri peccati e nemmeno di ringraziamento: è l’ascesa profonda dentro noi stessi e attraverso noi nella comunità umana in Dio. E’ una realizzazione piena concepita in modo completamente diverso dalla pienezza mondana: affollamento di azioni e loro finalizzazione ad obiettivi. E’ un’attività quasi imprendibile per un occidentale di oggi, eppure assolutamente naturale, rispetto alla quale le meditazioni orientale e laica sono dei possibili passaggi, anche se il loro fine arriva molto prima. La concezione secondo la quale “la meditazione sarebbe un mezzo per raggiungere il rilassamento, per mantenere la pace interiore a dispetto dei disagi e delle difficoltà del moderno vivere urbano, non è di per sé errata”; secondo Main è però ben poca cosa rispetto all’orizzonte cristiano. Il punto di partenza è lo stesso e in questo la meditazione cristiana non è diversa da altre forme di pratica: si tratta innanzi tutto di recuperare un rapporto con se stessi, una semplicità complessa potremmo dire con un ossimoro. La meditazione genera armonia perché crea una corrispondenza tra l’individualità e la totalità come tra l’Atman e il Brahma, ma nell’indissolubilità tra il singolo e la totalità senza il venire meno della individualità – perché lo stesso Dio si fa carne – e Gesù è Persona, risiede l’originalità della meditazione cristiana.


Il libro, senza un impianto teorico, dà anche qualche spunto storico citando Giovanni Cassiano e le sue Collationes che sono alla base del monachesimo benedettino, quindi del monachesimo occidentale tout court con ampi riferimenti soprattutto a San Paolo. Tra l’altro lo stesso Giovanni Cassiano nel IV secolo dopo Cristo intraprese un viaggio in Oriente e in particolare in Egitto, per incontrare un punto di vista diverso sulla meditazione e la spiritualità. Come a dire che esiste un’esigenza universale dei giovani a cercare altrove per appagare la propria curiosità, il bisogno di trovarsi e di scoprirsi in una fuga che è sempre verso Oriente.


Uno degli aspetti convincenti del libro è la grande umiltà dell’autore, che sottolinea il grave limite della chiesa nel far credere di avere tutte le risposte mentre, pur confermando la propria autorevolezza nella guida, deve consentire ad ognuno di trovare la propria via. C’è in generale una comprensione dell’uomo che si avvicina alla ricerca e che l’autore sembra guardare con tenerezza mettendolo in guardia dal Grande Inquisitore per ricordargli che Dio vuole abnegazione, non già rifiuto del sé. Infine è un libro che si può leggere quasi universalmente a livelli molto diversi, fino ad utilizzarlo come preludio alla meditazione o come supporto nel primo stadio della stessa. In generale è un invito a non avere paura del silenzio, del porsi delle domande, ma a prendere il coraggio di far tesoro delle enormi potenzialità dell’essere umano che si realizzano in Dio, superandosi, ma attraversando la propria individualità. Un concetto anti-moderno sebbene ultra-moderno. Una lettura insolita, uno spunto di riflessione.


Dalla parola al SILENZIO
Di John Main
Via semplice alla meditazione
Edizioni Appunti di Viaggio
Euro 15,00


Articolo di Ilaria Guidantoni

 

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