“Cyber intelligence - Tra libertà e sicurezza” di Mario Caligiuri

Scritto da  Domenica, 28 Agosto 2016 

Lavoro di breve respiro quanto di agile lettura ma niente affatto superficiale, quello di Mario Caligiuri che recensiamo su queste pagine: Cyber Intelligence – Tra libertà e sicurezza (appena pubblicato dalla Donzelli di Roma) contiene già nel titolo le coordinate che denotano la più stringente attualità degli argomenti trattati nel testo e l’estremo interesse che il lavoro potrebbe essere in grado di suscitare non solo presso esperti e/o accademici ma anche all’interno di categorie di lettori meno specializzati.

Il saggio di Caligiuri (che è docente presso l’Università della Calabria) verte soprattutto su tutto ciò che rende irrinunciabile, nell’ambito di ogni singolo paese, l’adeguamento in termini culturali e soprattutto operativi dei propri apparati di sicurezza; tali adeguamenti appaiono oggi sempre più indispensabili a quei governanti che intendessero perseguire l’istituzione di sistemi di intelligence avanzati ai fini della gestione e dell’utilizzo della cosiddetta cyber intelligence e dei big data per far fronte alle problematiche di non poco conto (che possono coinvolgere la privacy delle persone, la sicurezza e l’ordine pubblico dei paesi, la possibilità di incidere sui conflitti e sul terrorismo internazionali, e cosi via) che scaturiscono dal sempre più diffuso nel nostro pianeta utilizzo del web, soprattutto della parte, per così dire, “nascosta” di esso. Per rendersi conto di quanto siano attuali gli argomenti affrontati dallo studioso calabrese, sia sufficiente riflettere sulla notizia circolata nei giorni scorsi secondo cui l’attentatore della strage di Monaco di Baviera di alcune settimane fa è forse riuscito a reperire le armi che gli sono servite ad uccidere le dieci vittime del massacro su alcuni siti che non sono raggiungibili utilizzando l’area “visibile” del web. “Caligiuri”, sostiene Umberto Gori (Università di Firenze) che ha curato la prefazione del libro, “insiste opportunamente sulla necessità che l’intelligence sia una <disciplina scientifica e operativa> destinata a <stabilizzare e armonizzare il potere politico> […] l’importanza dell’intelligence dovrebbe essere riconosciuta a livello accademico in Italia […] tanto più che essa <rappresenta il terreno di battaglia dove sempre di più si vince o si perde nella società della globalizzazione>”.

Il singolo individuo, oggi, di fronte alle tecnologie digitali sempre più complesse e al dilagare dei sistemi di comunicazione messi a disposizione dalla rete, soccombe e rischia di vedere annullate in tutto e per tutto le proprie prerogative umane. I poteri invasivi e pervasivi della rete uniti a quelli della tecnologia, peraltro, rischiano di creare danni serissimi e addirittura irreversibili se non adeguatamente controllati.

E’ buonsenso, oggi, parlare di cyber spazio come un luogo a se stante”, sostiene Caligiuri, che aggiunge: “E quest’ultima considerazione si applica pure ai conflitti contemporanei. L’esistenza di un nuovo continente <senza patria, spazio e confini> sta radicalmente modificando la vita delle persone e delle istituzioni”.

Secondo dati recenti, in un futuro molto vicino i dispositivi connessi ad internet potrebbero ammontare a 50 miliardi (il quadruplo, cioè, della popolazione mondiale), mentre sembra che il c.d. web oscuro (una sorta di terra di nessuno dove è possibile trovare tutto e il contrario di tutto, dalla droga ai documenti contraffatti e alle armi, dal materiale pedopornografico al denaro falso) sia maggiore di ben 500 volte il web “visibile”. Sono dati sconcertanti su cui va fatta una attenta riflessione, anche perché pongono da un lato il problema della gestione, ai fini di un loro possibile utilizzo, di una mole di dati e di informazioni ridondanti o addirittura fuorvianti, dall’altro lato l’assoluta irrinunciabilità, ai fini della valutazione e dell’analisi dei dati stessi, del c.d. “fattore umano”. Scrive Caligiuri: “Ritorna pertanto alla ribalta l’elemento più antico dell’intelligence, quello umano, però orientato contemporaneamente all’analisi e all’operatività, come gli attentati del 2015 a Parigi e del 2016 a Bruxelles confermano. Possiamo, in teoria, disporre delle più raffinate tecniche di raccolta delle informazioni ma, se queste non vengono analizzate e interpretate tempestivamente per agire sul campo, tale complessa attività non fornirà alcun vantaggio, risultando anzi costosa e controproducente”.

Irrinunciabili, quindi, il sapere umano e le capacità di apprezzamento e di discernimento dell’individuo: hanno un sapore “umanistico”, le parole di Caligiuri, un sapore che in qualche modo, in un’epoca in cui le attitudini dell’uomo sembrano essere sempre meno tenute nella debita considerazione, riesce a sorprenderci.

Utilissime a chi volesse approfondire o effettuare ricerche sugli argomenti letti, il volume contiene una esauriente e aggiornata bibliografia, una filmografia e una sitografia riferite alle tematiche analizzate al suo interno.

Cyber Intelligence
Tra libertà e sicurezza
Interventi Donzelli
Donzelli Editore

Grazie a Francesca Pieri, Ufficio stampa Donzelli Editore

Articolo di Giovanni Graziano Manca

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