"Come mosche nel miele" di Francesca Tassini

Scritto da  Sophie Moreau Lunedì, 25 Maggio 2020 

Romanzo di formazione quasi scanzonato e crudo ad un tempo, scritto come un diario da parte della protagonista che si immerge nella Milano underground degli Anni ’90, un nuovo Zoo di Berlino, racconto autobiografico, violento, non senza improvvise fughe liriche, anche nello stile.

 

Sullo sfondo la Milano degli Anni ‘90 riconoscibile, topografica, come Berlino – quella del Tacheles, zona occupata piena di artisti, o Torino. Non ha niente della capitale della moda, è la città del sottobosco, dei parchi dove imperano gli spacciatori, delle fabbriche abbandonate, residenze improvvisate di gente alla deriva, lungo la via Ripamonti, che comincia dal centro e arriva in luoghi malfamati. Questa arteria diventa la metafora della protagonista che non racconta di sé se non attraverso l’attrazione del gorgo, degli ambienti tossici, che rivelano da parte sua una provenienze diversa. In questa comunità ai margini, il gruppo, anzi il branco, è il vero protagonista dove la narratrice scopre una strana fratellanza il cui collante è melmoso tra tossici e rave party, pronti poi a tradirsi per nulla, per la disperazione. Come ogni buco nero, l’esperienza della droga, devastante, dopo la prima ‘scoppiatura’, trascina in modo irreparabile verso il fondo, in un vortice che sembra non aver fine. In questo ambiente degradato resiste però anche se in modo malato l’amore che continua a muovere tutto con logiche che non stanno in piedi in un mondo allucinato. Paradossalmente in mezzo a tanta promiscuità c’è posto per sentimenti come la gelosia che fanno pensare a un mondo codificato e bene educato. Lo stile è diretto, parlato, ‘degradato’ come i suoi protagonisti, ossessivo, ripetitivo come tutte le storie di droga dove le giornate e soprattutto le notti sembrano uguali, dominate da un solo pensiero. Non mancano però punte di lirismo improvviso che fanno pensare alle migliori pagine di On the road. Trovo ben rappresentata la riemersione, lenta, incerta, verso il recupero della coscienza, senza mistificazioni, senza scorciatoie.

Francesca Tassini nasce nel 1979 a Milano. A sette anni comincia a scrivere racconti, riviste (a uso e consumo proprio) e fumetti, anche per evadere da una realtà che non le va del tutto a genio. Silenziosa e osservatrice, a quattordici anni esplode e comincia a vivere la strada, immersa nella vasta scena underground degli anni Novanta. Nel 2004 completa con successo il corso biennale alla Scuola Civica di Cinema di Milano, diplomandosi come sceneggiatrice e autrice.


Come mosche nel miele
Romanzo, Romanzo di formazione, Autobiografico
di Francesca Tassini
Casa editrice: Solferino
2019
Isbn: 9788828201229

Articolo di Sophie Moreau

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