“Claudio Abbado - Ascoltare il silenzio”, a cura di Gastón Fournier-Facio

Scritto da  Venerdì, 08 Gennaio 2016 

In una vecchia intervista degli anni Novanta (si veda il numero di Febbraio 1995 della rivista CD Classica, alle pagine 28-30) alla domanda su come fosse nel corso degli anni cambiata la sua visione dei grandi della musica, Claudio Abbado rispose che:

Innanzitutto, devo premettere che, oggi come oggi non sono assolutamente soddisfatto delle mie vecchie incisioni di Mahler, per esempio: salverei solo quella della Settima, mentre la prima, incisa con la Chicago Symphony, la trovo troppo schematica. Adesso cerco di interpretarla in modo più libero, soprattutto nel trio del secondo movimento. In secondo luogo, c’è una naturale evoluzione nel mio modo di intendere Mahler, dovuta all’esperienza, alle tante esecuzioni; poi Mahler, come tutti i geni, consente sempre di scoprire particolari nuovi nelle sue monumentali opere.

Appare, la riflessione del maestro milanese, rivelatrice di un particolare aspetto dell’indole artistica di Claudio Abbado: quello che lo vuole musicista sempre calato nell’attualità del tempo in cui vive e opera rapportandosi quotidianamente con il proprio pubblico, con i tantissimi artisti di varia estrazione e i musicisti che con lui collaborano. Legato da grande amicizia ad Abbado, direttore dei Berliner Festspiele dal 1973 al 2000, nel libro che si va a esaminare Ulrich Eckhardt tratteggia un profilo del maestro italiano scrivendo che:

“La musica non è un fenomeno incondizionato: essa vive come ogni arte all’interno del momento storico e all’interno di contesti sociali. Abbado non fugge da un presente poco ospitale, ma, al contrario, è assai cosciente della necessità di rendere attuale la musica e di farsi carico dell’epoca e dei suoi problemi, del fatto che, come artista, il suo compito è mandare segnali di umanità. Abbado utilizza le sue capacità al fine di osservare ed elaborare questioni scottanti. A tenerlo desto sono la curiosità e la sensibilità.”

Lo stesso Abbado in una conversazione con Julia Spinola a pagina 299 del volume sostiene che:

“La grande musica è inesauribile. Nella musica, come nella vita, non esistono confini. Per questo ogni volta che riprendo in mano una partitura cerco di studiarla come se fosse la prima volta. Altrimenti sarebbe troppo facile, oltre che molto noioso.”

Sono caratteristiche umane e professionali, quelle che vengono riflesse dalle brevi citazioni, che hanno consentito ad Abbado il raggiungimento di obiettivi artistici inarrivabili per i più e segno distintivo di uno dei direttori d’orchestra e degli interpreti più attenti e apprezzati del repertorio contemporaneo, teorico della necessità di continua rilettura e reinterpretazione del repertorio dei più grandi geni della musica secondo canoni che meglio si adattano ai tempi d’oggi. E’ bene precisare che tale esigenza di rilettura costante implica per Abbado anche l’imprescindibilità e ugualmente la necessità di esistenza di legami stretti tra musica del passato e musica del presente. E’, l’atteggiamento dell’artista - musicista - direttore d’orchestra, anche uno degli aspetti peculiari della personalità di Abbado che con maggiore forza emergono dalla lettura del libro Claudio Abbado - Ascoltare il silenzio, contenente saggi e testimonianze di autori vari e curato da Gastón Fournier-Facio in collaborazione con la Fondazione Claudio Abbado. Il volume esce nel 2015 per l’editrice milanese Il Saggiatore.

L’opera è composta da ventotto sezioni che esaminano la vita e le molteplici iniziative ed attività la realizzazione delle quali ha consentito a Claudio Abbado di diventare uno degli chef d'orchestre che maggiormente hanno lasciato il segno nella musica della seconda metà del secolo scorso.
Le attività multiformi e le attitudini progettuali di Abbado vengono inserite nel libro e prese in considerazione autonomamente e non secondo regole rigorosamente cronologiche. L’approfondimento delle varie tappe della straordinario curriculum artistico musicale del direttore lombardo, semmai, avviene attraverso l’adozione di un criterio che consente di riferire con dovizia di particolari su ciascuna delle singole fasi artistiche o ciascun singolo progetto artistico seguito da Abbado.
Vengono con molta attenzione raccontate la stretta amicizia del Maestro con altri due grandi della musica italiana, il musicista Luigi Nono e il pianista Maurizio Pollini e le sue relazioni con registi e cantanti incontrati in occasione dell’allestimento delle numerose opere interpretate. In maniera altrettanto accurata vengono esaminate le esperienze multiformi del direttore milanese: si va da quelle maturate alla Scala a quella sviluppata con i Berliner, dal lavoro svolto con la London Symphony Orchestra agli anni di Vienna con i Wiener Philharmoniker, dalla Gustav Mahler Jugendorchester alla Orchestra Mozart. Il volume, più che consigliabile a tutti gli amanti della musica classica, contiene una esauriente discografia e una serie di interessanti scatti fotografici risalenti a periodi diversi della carriera di Abbado.

Claudio Abbado. Ascoltare il silenzio
a cura di Fournier-Facio Gastón
in collaborazione con la Fondazione Claudio Abbado
Il Saggiatore
Milano 2015
ISBN 9788842821281
Pagine 334
€ 45.00

Grazie a Giulia Serena Paganini, Ufficio stampa il Saggiatore

Articolo di Giovanni Graziano Manca

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