“Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di giustizia e libertà” a cura di Valdo Spini

Scritto da  Sophie Moreau Giovedì, 15 Giugno 2017 

Con una capacità sintesi notevole e grande immediatezza, il libro ci restituisce una pagina di storia poco raccontata e apre alla storia di una famiglia ebrea singolare, figlia del Risorgimento e dell’ondata mazziniana, nella quale cultura e impegno sono stati un matrimonio indissolubile. Il testo è l’occasione per saldare l’Italia e la città di Firenze con un respiro europeo e oggi torna di particolare attualità. Soprattutto è lo spunto per una riflessione sulla democrazia nel senso più alto quale matrimonio tra Giustizia e Libertà, un gioco da equilibristi, sulle orme del socialismo e dei socialisti in chiave anti-marxista. Quando il pensiero è coraggioso e “scomodo” perché autentico rimane inascoltato.

 

Il testo – corredato di un’autobiografia sintetica e inquadrata nelle vicende del periodo storico trattato – racconta le vicende drammatiche di tre fratelli, Aldo, il maggiore, nato a Vienna nel 1895, medico; Carlo e Nello Rosselli nati a Roma rispettivamente nel 1899 e nel 1900, morti il primo in guerra dov’era andato come volontario nel 1916 e gli altri due in un attentato per opera della cagoule francese nel 1937 a Bagnoles-de-l’Orne, in Normandia, su mandato della polizia fascista italiana: un delitto europeo. Il primo con una formazione in politica economica, uomo d’azione, ha scritto testi importanti in particolare sul Socialismo liberale, mentre Nello, il teorico dei due, era uno storico. Il cuore della pubblicazione è legato all’analisi del pensiero rivoluzionario proiettato nel contesto politico italiano, con un’attenzione mirata al rapporto tra Italia e Francia, complice di quel “delitto europeo” irrisolto e al monumento celebrativo anch’esso a suo modo innovativo. L’autore sottolinea l’importanza del recupero di quello che fu un Movimento – e non un partito – promosso dai fratelli Rosselli, che resta di grande attualità, ma da sempre inascoltato perché incompreso nonché rifiutato da molti proprio per la spinta innovatrice e al di là degli schemi. Giustizia e libertà si configura come la rappresentazione dei due poli della democrazia e si inquadra nel socialismo liberale, oltre il marxismo, oltre lo stesso socialismo sia massimalista sia riformista. Il Socialismo liberale dei fratelli Rosselli, ponendosi al di là del liberismo, intende tenere insieme due spinte diverse, quella individuale, dell’autoaffermazione, e quella sociale: una proposta che resta tanto attuale quanto inattuata. Secondo Valdo Spini il vero unico tentativo di realizzare il pensiero di Giustizia e libertà è stato messo in campo dal Governo inglese laburista tra il 1945 e il 1951 e anche da alcuni governi del centro-sinistra italiano tra gli anni Sessanta e Settanta, non a caso eredi del disciolto Partito d’Azione. Il libro parte dal 9 giugno 1937 e la barbara uccisione dei due Rosselli che lasciò la madre, Pincherle Rosselli, sola e sotto choc dopo il lutto prematuro del giovane Aldo. Il viaggio prosegue al cimitero di Père Lachaise a Parigi da dove le salme furono rimpatriate al cimitero di Trespiano a Firenze. Quest’omicidio, sottolinea l’autore del libro, dopo il più celebre e celebrato delitto Giacomo Matteotti del 1924, fu un vero spartiacque nella storia italiana. Se la partenza è la ricostruzione storico-biografica il centro dell’esile e densa pubblicazione resti il pensiero che. Sebbene poco noto e, secondo Valdo Spini, non studiato adeguatamente, resta alla base del Manifesto di Ventotene redatto tra il 1941 e il 1944 da Altiero Spinelli, alla base dell’impianto dell’Europa di oggi. Secondo l’autore si tratta di una visione che attualmente è ancora più vera non potendo essere la giustizia una dimensione nazionale. Il flusso migratorio consistente rendono ancora più necessaria una dimensione sovranazionale. Il nucleo del pensiero di Giustizia e libertà è post-marxista e si pone al di là del marxismo, con un approfondimento specifico sul sindacato in particolare inglese e sul tema del lavoro come snodo per definire la libertà. Il tentativo di sintesi tra liberalismo e socialismo, al quale ho accennato, muove dalle due istanze dell’Ottocento, qualificando la prima come un mezzo e un fine ad un tempo ma non un fine in se stesso, diversamente da quanto predicato dal liberalismo. Il socialismo invece viene definito come “l’alfiere dinamico della classe più numerosa, misera e oppressa.” L’auspicata sintesi si traduce ad un invito alla responsabilità che è ad un tempo personale e sociale, dove la collettività non sostituisce la dimensione individuale. Per i Rosselli l’azione sindacale ha un’influenza determinante ma non sufficiente e questo evidenzia come Carlo Rosselli fu u socialista dopo i conti fatti con il marxismo. Seguendo lo spirito dei fratelli Rosselli, l’autore evidenzia come oggi sia importante ricordare in nome dell’eredità non del retaggio di Giustizia e libertà.

Interessante il corredo fotografico e la raccolta su alcuni scritti nella parte finale del testo come appunto il tentativo di sistema del pensiero socialista su basi anti-marxiste; la visione di un’Europa spaventata dal Nazismo, un approfondimento sulla Guerra civile spagnola e sul significato di essere ebreo in senso religioso da parte di Nello Rosselli.

Per approfondire il tema di grande interesse il numero speciale 3/2016 dei QCR, i Quaderni del Circolo Rosselli diretti da Valdo Spini, “I Rosselli. Attualità di un ricordo”, a cura di Tommaso Nencioni (Pacini Editore). Nel numero della Nuova Serie, si analizza il filo rosso dipanato dalla famiglia Rosselli, in Italia ancora non una storia completa. Uno dei capitoli importanti da studiare il tema dell’interventismo democratico del quale fu protagonista lo sfortunato Aldo. La famiglia Rosselli sembra incarnare quel “NON MOLLARE”, lascito della tradizione risorgimentale che simbolicamente finisce in casa Rosselli dove Giuseppe Mazzini muore, sotto falso nome, nel 1874.

Nella pubblicazione anche il carteggio con cinque lettere indirizzate da Carlo Rosselli al futuro presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, scritte tra il 1931 e il 1934. Nel numero della rivista un focus sul rientro a Firenze dei fratelli Rosselli dove tra il 1920 e il 1924 Carlo anima il Circolo di Cultura insieme a Gaetano Salvemini.

E’ nel 1929 che nasce invece il Movimento Giustizia e libertà, movimento di azione che richiama all’unità nella lotta e il rapporto con la cultura internazionale. Mi pare indovinato il ricordo e la sottolineature con Albert Camus che alla pari dei fratelli Rosselli riteneva che l’interesse della società non dovesse prevalere su quello del singolo e non esitò ad avanzare critiche all’Unione Sovietica e per questo fu emarginato dal partito e meno apprezzato di Jean-Paul Sartre che si distaccò dal diktat del partito solo dopo i fatti del 1956 in Ungheria.

Alla fine della pubblicazione anche la vicenda degli antifascisti italiani in Tunisia raccontata dalla scrittrice tunisina, fiorentina d’adozione, Leïla el-Houssi in l’urlo del regime, uscito nel 2014 che mi ha colpita perché la conosco discretamente ed è stata del tutto trascurata nella lettura della storia.

Il libro di Valdo Spini diventa dunque uno stimolo per una rilettura critica del pensiero e della storia della liberazione dal Fascismo e l’avvio della giovane democrazia italiana nel contesto dell’Europa tra alterne vicende di totalitarismi e dittature.

Il libro sarà presentato al Salone del Libro 2017 a Torino all’interno dello stand della Regione Toscana, ospite d’onore di questa edizione.

Domenica 21 maggio – Ore 12.30
RICORDARE Laboratorio di lettura per adulti
Valdo Spini, autore, dialoga con Ilaria Guidantoni, autrice e giornalista
Letture a cura di Gaia Nanni
Andare oltre il confine spesso significa riuscire a guardare al proprio mondo con occhi nuovi, ripercorrere a ritroso gli stessi passi con una consapevolezza diversa, cogliere sfumature non esplorate.
Il ritorno di Ilaria Guidantoni, scrittrice toscana che ha vissuto i propri anni di formazione lontana dalla regione d’origine e autrice di Viaggio di ritorno. Firenze si racconta (Oltre Edizioni, Sestri Levante), incontra lo sguardo di Valdo Spini, e la sua costante attenzione alle vicende che tanto hanno contribuito all’abbattimento dei muri del fascismo e alla creazione di un Paese libero e democratico. Nell’ottantesimo anniversario della morte oltreconfine dei fratelli Rosselli, un laboratorio di lettura del presente a partire da uno sguardo al passato, attraverso le voci di due “testimoni di giustizia e libertà”.

Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di giustizia e libertà
A cura di Valdo Spini
Edizioni Clichy
Collana Sorbonne
Firenze, 2016
Euro 7,90

Articolo di Sophie Moreau

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