“L'architettura delle città” di Aldo Rossi

Scritto da  Domenica, 24 Marzo 2019 

Aldo Rossi (Milano 1931- Milano 1997) è uno dei più grandi nomi dell’architettura italiana. La sua opera si è divisa tra l’insegnamento universitario (svoltosi, tra l’altro, negli atenei di Yale, Harvard, Zurigo e Milano), lo svolgimento della libera professione di architetto (lungo l’elenco di opere architettoniche importanti progettate dal milanese e quello delle opere di design industriale di cui è autore) e l’attività pubblicistica (Rossi ha scritto diversi saggi e una autobiografia scientifica).

 

“L’architettura delle città”, uscito nel 1966 in prima edizione e ristampato nel 1995, è stato di recente nuovamente dato alle stampe (256 pp., 25 euro) dalla casa editrice “Il Saggiatore” di Milano. Si tratta di un libro che ha finora avuto una fortuna straordinaria, denso, senza tempo, i cui contenuti non hanno perduto di fascino e di validità rispetto a quelli della prima edizione del volume. “L’architettura delle città” è un classico della teoria architettonica. Il libro ha notevolmente influenzato il dibattito urbanistico, gettato le basi fondamentali per la comprensione dei fatti urbani ed elaborato una “teoria della città” propriamente detta. Gli intenti del libro, peraltro, vengono chiariti da Rossi già in sede di introduzione alla prima edizione del volume: la città è una architettura che deve essere intesa come costruzione di se stessa nel tempo. “Creazione di un ambiente più propizio alla vita e intenzionalità estetica sono i caratteri stabili dell’architettura”, aggiunge lo studioso, che continua: “questi aspetti emergono da ogni ricerca positiva e illuminano la città come creazione umana”. Altri punti salienti che presuppongono e integrano la visione rossiana dei fatti architettonici si annidano da un lato nella considerazione secondo cui l’architettura è collettiva perché è manifestazione della vita degli uomini e della società nel suo insieme, dall’altro nella constatazione del fatto che la città è divisa in elementi primari e residenziali (questi ultimi, continuamente soggetti a mutamento, appartengono alla sfera pubblica e a quella privata) fusi in un unicum urbano. La trattazione teorica di Rossi è articolata in quattro capitoli. Nel primo viene analizzata la struttura dei fatti urbani, la loro individualità, la loro complessità, e così via. Nel secondo vengono trattati, tra gli altri, gli elementi primari che partecipano, nel corso del tempo, all’evoluzione della città, l’espansione urbana e i processi di trasformazione della città. Gli ultimi due capitoli sono rispettivamente dedicati alla individualità dei fatti urbani e alla loro evoluzione.

L'architettura delle città
di Aldo Rossi
Il Saggiatore
Milano 2018
Articolo di Giovanni Graziano Manca

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