“Apologia della lettura - Riflessioni di un bibliofilo incallito” di Diego Zandel

Scritto da  Sabato, 18 Luglio 2020 

Un viaggio nel magnifico mondo dei libri attraverso lo sguardo di Diego Zandel, che diventa anche un viaggio nella sua vita. La lettura non è solo un interesse, ben al di là della passione, diventa un modo di vivere, una maniera di guardare il mondo e di affrontare la vita. Per questo lontano da un saggio accademico, dall’essere un manuale di lettura, è una passeggiata nella vita dell’autore con questo sguardo particolare.

 

Al centro l'amore per i libri in dieci capitoli che mettono in luce la passione di un uomo fin da ragazzo e una chiave insolita per raccontare la vita. Diego è lettore appassionato, dopo le prime resistenze ancora bambino, di fronte ai regali che erano sempre libri; è scrittore, recensore di libri, lettore di testi che autori, noti ed esordienti inviano alle case editrici con la speranza di essere pubblicati; un’esperienza aziendale prima in SIP e poi in Telecom dove si è occupato di editoria aziendale. Insomma una vita tra i libri, anche con un discreto spazio riservato all’acquisto dei libri, senza deformazioni da collezionista. Il libro non ha la pretesa di essere un manuale e in qualche modo aiuta a diffidare dei consigli preconfezionati, come le tecniche di lettura veloce o le regole per realizzare un biblioteca in casa, come classificare, come ordinare, cosa contemplare. E’ invece la descrizione accurata del proprio percorso, il confronto con altre modelli e grandi lettori, con incursioni tra letture e autori. Soprattutto c’è il dialogo vivo di chi ha con il libro un’empatia emozionale che non si può ridurre ad impegno professionale e non può fare a meno di mescolare le emozioni, gli affetti e la famiglia quando parla di libri, perché la lettura è strettamente connessa con la quotidianità della vita. Interessante l’idea dell’oralità che filtra nei libri, facendo riferimento alle fiabe che costituiscono una via privilegiata per entrare nel mondo dei libri e se è vero che si leggono, soprattutto si raccontano, si inventano, si ‘distorcono’ e si vivono, al di là delle pagine di carta.
E in generale uno spazio è lasciato al posto che i libri prendono nelle conversazioni con amici ma, direi, anche nelle amicizie perché quelle nate tra i libri sono molto forti e di solito durano nel tempo – com’è il mio caso con l’autore – e nelle nostre vite, nella cura di noi, nel lenire ferite, o nell’aiutarci ad uscire dal tunnel dei momenti difficili. Sembra incredibile ma i libri hanno un grande potere, basti pensare ai libri sacri. Per questo l’educazione alla lettura è molto importante, è una sorta di educazione sentimentale che ha la sua scuola, dalle tecniche di lettura, all’organizzazione delle letture, al tempo per leggere, oltre ai luoghi della lettura. Il libro mescola in modo fluido un lato che assomiglia più a delle raccomandazioni – ad esempio sul possibile modo di ordinare i libri della propria biblioteca – a uno più personale, trovare i luoghi per leggere o un aspetto controverso del prestare o regalare i libri. Su questo mi trovo totalmente d’accordo con l’autore e lascio al lettore il piacere di scoprirlo.
Non poteva mancare un cenno alle librerie e oggi a quelle scomparse che disegnano una mappa di Roma, città dove abita l’autore, piena di serrande abbassate e di vuoti. Parliamo naturalmente di luoghi di aggregazione e di scambio di idee oltre che di un punto vendita perché il libro non può essere solo una merce.
Un aspetto originale che l’autore evidenzia è l’organizzazione del tempo di lettura, la possibilità di trovare quello spazio mentale anche tra mille impegni e soprattutto come distribuire nella giornata la lettura per piacere e quella professionale. Una lettura piacevole che può offrire spunti utili e un invito a riflettere sul libro che spesso diamo per scontato.


Apologia della lettura Riflessioni di un bibliofilo incallito
di Diego Zandel
Historica Edizioni
Maggio, 2020
15 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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