“Antologia di Spoon River”, di Edgar Lee Masters (il Saggiatore)

Scritto da  Domenica, 18 Settembre 2016 

Per addolcire il ritorno alla quotidianità dopo una bella estate, ci si può tuffare in una lettura avvolgente, divertente, profonda, frammentaria e al contempo unitaria, che porta alla luce inconscio e realtà personali e collettivi.

É l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che il Saggiatore pubblica con il testo inglese a fronte, nel centenario della sua prima edizione integrale, comprendente cioè, la Spooniade e l'Epilogo. La nuova edizione è a cura di Pietro Montorfani, nella traduzione di Antonio Porta. Era necessaria una revisione del testo perché, ci ricorda il traduttore, le traduzioni sono “deperibili, invecchiano rapidamente, sbilanciate verso nuovi lettori e verso la loro lingua in continuo movimento. Sono ponti di ferro che arrugginiscono con il tempo, mentre sotto, limpido e inalterato come il primo giorno, protetto dalla sua stessa essenza di “classico”, continua a scorrere intatto il fiume del capolavoro originale”.

Ma che cos'è questo capolavoro, l'Antologia di Spoon River? Un'antologia di epitaffi, cioè di iscrizioni funebri, che Edgar Lee Masters (1868/1950) immagina sulle lapidi del cimitero accanto allo Spoon River, fiume che conosce bene per aver vissuto dall'età di undici anni nella “litigiosa” Lewistown, cittadina vicina al fiume. C'è molto di autobiografico negli epitaffi che si trasformano in storie di vite talvolta intrecciate che, se non sono state vissute nella verità, la raggiungono ora, nel regno dei morti. Ogni testo è un dialogo con un passeggero ideale che transita per il cimitero, in una sorta di cammino dantesco verso una trasfigurazione finale.
Lo stile è flessibile: la poesia, con la sua essenza disarticolata e talvolta oscura, si scioglie nella prosa. O viceversa. Tutto il villaggio sfila con le sue tragedie, commedie, verità, menzogne, valore, coraggio, odio, amore, compassione, corruzione e ingiustizia, specie quella nascosta tra le pieghe-piaghe del potere apparentemente irreprensibile che l'autore conosce bene sia per esperienze di vita che professionali, (era avvocato). “Mio marito, dice la signora Reece, non ebbe nulla a che fare con il fallimento della banca, era solo il cassiere. Il crac fu dovuto al presidente e al suo fatuo figlio senza coscienza. Però hanno mandato in prigione mio marito. Ed io sono stata abbandonata con i bambini da nutrire, vestire e dargli un'istruzione”. Cosa che la donna ha fatto, aggrappandosi ad un verso di verità e di bellezza: “fai bene la tua parte, sta lì tutto l'onore”. M. Church, legale irreprensibile delle ferrovie, confessa di aver influenzato giudici e giurie per sconfiggere le rivendicazioni dei deboli. Ci sono poi momenti di lirismo: “mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, l'anima volò via, all'improvviso”; o di riflessione: “tu che indugi tra queste tombe, ci dice Griffy il bottaio, credi di conoscere la vita, che il tuo sguardo comprenda un ampio orizzonte”; in realtà, conosci solo la tua botte dall'interno e sei sommerso dalle doghe di questa, che sono tabù, regole e apparenze. “Spezzale e dissolvi la magia di credere che la tua botte sia la vita! E di conoscere la vita!”; Lyman King avverte: “Forse credi, passeggero, che il destino sia una trappola al di fuori di te stesso…col tempo vedrai come il Destino si avvicina a te nella forma della tua stessa immagine nello specchio”.

Antologia di Spoon River
di Edgar Lee Masters
il Saggiatore
Traduzione di Antonio Porta

Grazie a Alice Farina: il Saggiatore

Articolo di Raffaella Roversi

Commenti   

 
#1 InfonotiziaGuest 2017-01-09 17:58
Hai fatto bene a inserire Spoon River all'elenco dei libri che consigli nelle tue recensioni; è un libro importantissimo per la letteratura e di grande valore umano. Ovviamente lo consiglio anche io, che mi ritengo un grande appassionato delle poesie di Edgar :)
 

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