“Annegare il pesce” di Mario Lunetta

Scritto da  Sophie Moreau Giovedì, 23 Novembre 2017 

Il titolo singolare svela la sperimentazione linguistica, straordinaria prova di cultura aulica che maitrise le regole della retorica con la disinvoltura dell’argot, senza per altro disdegnare quest’ultimo. Racconti che paiono cronache sull’assurdità della vita che è naturalmente violenza, sopraffazione: un genere pulp di grande raffinatezza, in grado di unire la realtà quotidiana tridimensionale della Roma di oggi diventando un classico.

 

Il titolo così particolare è frutto della traduzione del francese noyer le poisson, in italiano “imbrogliare le carte”, titolo di un capitolo-racconto-episodio del libro, che ci introduce nello stile del libro all’apparenza classico, in realtà un lavoro di forte sperimentazione della scrittura che unisce la conoscenza delle regole della retorica all’attenzione al linguaggio quotidiano, corrente, disinibito dei giorni che corrono. La forma è quella del racconto ma il sottotitolo “resoconti e spiate”, sollecita l’ammiccamento allo stile giornalistico, allo stimolo e allo spunto dalla cronaca nera. E’ certamente intrigante l’accostamento dello slang disinvolto a un linguaggio forbito, con un’alternanza sorprendente tra storie talora con effetto splatter ma anche crudo e austero. Tutto il mondo raccontato da Mario Lunetta sembra decretare la violenza della vita nella sua intima natura, con l’amara constatazione per il lettore che si tratta di un’ordinaria quotidianità di ambienti molto comuni. E’ un libro difficile rispetto all’espressione di un giudizio perché se sotto un certo profilo è un affresco sulla parte nera della vita, c’è un’atmosfera sospesa singolare e una bellezza sorprendente dell’uso della lingua, che all’improvviso cambia registro: come se si mettesse insieme un genere letterario e lo stile di un altro e spesso mi sono sorpresa di ritrovarmi nella Roma di oggi perché le atmosfere surreali portano lontano. La sua scrittura, con lievità e ironia, svela una grande cultura che trapela da citazioni che arrivano attraverso battute, spiate appunto, come recita il sottotitolo. Il libro, diviso in due parti. Raccoglie ventuno narrazioni che funzionano come le tessere scompaginate di un puzzle che di tanto in tanto, misteriosamente, si ricompatti di colpo in una figurazione allarmante. Nessuna pacificazione, in questi testi intrisi di fredda pietà, di ironia labirintica e di duro sarcasmo. Nessuna banale speranza. Il mondo è quello che è - sembra dire Lunetta – pur nelle sfumature di un amaro umorismo e offre ai suoi lettori solo una lucida scrittura della crudeltà, senza sconti facili né promesse patetiche. Così, in queste pagine di delirante realismo, il cinismo politico e l'insensatezza dell'eros, i soprassalti della memoria e le nebbie del mito sembrano obbedire a una sola paradossale logica di prevaricazione e di arbitrio, in un gorgo di autodistruttività senza scampo. Il presente e il passato fino alle età più remote e leggendarie, mescolati come in uno shaker impazzito, lasciano intravedere con vivida energia allegorica, attraverso flussi di energia regolati da un’ottica straniante, il profilo disfatto di un'Italia e di un mondo le cui pulsioni profonde sembrano unicamente votate all'avidità, alla menzogna, alla prevaricazione e alla morte. Un libro noir grottesco, nel quale l’elemento surreale sorge d’improvviso nella routine.

Mario Lunetta (Roma, 23 novembre 1934 – Roma, 6 luglio 2017) è stato uno scrittore, poeta e narratore italiano. Di famiglia piccolo borghese, nasce e cresce alla Garbatella. Sperimentatore nei più diversi generi letterari e artistici, ha collaborato ai programmi culturali della RAI e a decine di giornali e riviste italiane e straniere, tra cui L'Unità, Corriere della Sera, Il Messaggero, Rinascita, Il manifesto e Liberazione. Curatore di importanti antologie (Il surrealismo, Roma, Editori Riuniti, 1976; Poesia italiana oggi, 1981, e, in collaborazione con Franco Cavallo, Poesia italiana della contraddizione, 1989, entrambe edite a Roma, Newton Compton), ha introdotto e curato opere, tra gli altri, di Italo Svevo, Emily Bronte, Émile Zola, Federico De Roberto, Gustave Flaubert, Dino Campana e Velso Mucci. Nel 2004 ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa nella sezione Poesia e nel 2006 il Premio Alessandro Tassoni alla carriera. Due volte finalista al Premio Strega.
Poeta-operaio, cresciuto all’interno del Sindacato autori della CGIL, è diventato presidente della SIAD - società italiana autori drammatici. E’ socio fondatore de La Casa Totiana, archivio e laboratorio dell’intellettuale Gianni Toti a Roma.
Tra le opere principali: Invito alla lettura di Italo Svevo del 1972; Dell'elmo di Scipio (1974); I ratti d'Europa (1977); La presa di Palermo: poesie 1972-77 (1979); Chez Giacometti: 13 poesie 13 (1979); Flea market, (1983); Puzzle d'autunno: romanzo (1989); Le dimore di Narciso (1997); Montefolle: romanzo (1999); Roulette occidentale: poesie 1991-1997 (2000); Cani abbandonati: racconti (2003); Doppio fantasma: 91 poesie per 91 artisti (2003); Figure lunari (2004); La notte gioca a dadi (2008); Metasintassi (2012).

Annegare il pesce
di Mario Lunetta
Oltre Edizioni
Giugno, 2017
Euro 18,00

Articolo di Sophie Moreau

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP