“Amours nomades” di Isabelle Eberhardt

Scritto da  Domenica, 02 Settembre 2018 

Una penna poetica di grande piacevolezza racconta con immediatezza giornalistica l'Algeria nomade di fine Ottocento, vissuta da una ragazza giovane svizzera votata all'avventura tanto da lasciare tutto per il Maghreb, vestirsi da uomo, convertirsi all'Islam e "diventare" a sua volta una nomade.

 

Scrittrice prolifica malgrado la sua breve vita (1887-1904), di lei avevo già recensito Sud Oranais su queste pagine - http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/sud-oranais-di-isabelle-eberhardt-recensione-libro.html - e ho ritrovato la sua penna felice. Un francese fluido ed un ritmo che non rendono datato né lo stile né quanto raccontato. Eppure si tratta di una realtà ben lontana, l'Algeria nomade di fine Ottocento, paese da favola, conturbante e intrigante per gli europei che questa scrittrice sceglie di vi ere e non semplicemente di raccontare, senza vene esotiche. Convinta che per conoscere qualcosa bisogna viverlo come se ci appartenesse, a vent'anni lascia la Svizzera -nasce a Ginevra - sua patria, insieme alla mamma, affascinata dal richiamo lontano e insieme vicino di questa terra. Qui girerà travestita da uomo, imparerà alcuni dialetti, già in possesso del l'arabo, probabile ponte per approcciare questa cultura. Figlia dell'amante di sua madre, dal precetto è istruita anche nel russo visto che la Russia le appartiene per parte di madre. Morirà nel 1904 a 27 anni travolta dalla piena di un oued. La madre dopo altri figli per assecondare il bisogno di un clima più dolce di quello russo di uno dei figli, Nicolas, lascia il marito che morirà due anni dopo la partenza, nel 1973, senza rivedere la propria famiglia.
Storie ordinarie e straordinarie compongono questa raccolta che riunisce una serie di testi dove la lezione giornalistica si fa sentire. La Eberhardt collabora con il quotidiano franco-arabo el-Akbarm, il più vecchio giornale del periodo coloniale, nel quale è redattore capo Victor Barrucand, fondatore della Lega dei diritti dell’uomo.
Si indovina la dimestichezza con la vita quotidiana locale e una conoscenza dei luoghi e della cultura senza che mai divenga didascalica.
Isabelle, dopo vari amanti, sarà un periodo a Marsiglia dove si sposa civilmente con Slimène Ehnni e poi deciderà di vivere, dopo tanto girovagare, nella Casbah di Algeri. Donna dalla formazione da autodidatta ma complessa, comincia a frequentare gli ambienti anarchici russi di Ginevra e sarà sempre dalla parte dei “rivoluzionari”, tanto che diventerà persona “sorvegliata”.
L'unico appunto, legato all'edizione, visto che l'autrice conosceva bene le lingue locali oltre l'arabo, come sottolineato già, è la trascrizione che in alcuni punti resta maccheroni a con l'articolo staccato dal nome - diversamente da quanto accade in arabo - e che non è né nella forma originaria "el" né assimilato con il raddoppia e to da lettera iniziale della parola seguente quando comincia con una lettera "solare". Si trova così un "erc isolato dalla parola che segue che inizia con la lettera "r".


Amours nomades
di Isabelle Eberhardt
Éditions Gallimard
Folio
Collana Femmes de lettres
Febbraio 2008
Euro 2,00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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