“L'amore è eterno finché non risponde” di Ester Viola

Scritto da  Domenica, 31 Luglio 2016 

Ti spiego una cosa di te, Olivia. Provo con un riassunto così possiamo mangiare in fretta e tornare a lavorare. Ti fai piacere uno che all'inizio non ti piaceva. Scoprite che non funziona, tu subito e lui dopo un po', vi dite addio, a lui dispiace perderti perché scriverti e stare al telefono con te è divertente o meno noioso che stare al telefono con altre. Tu prosegui a intrattenerlo senza essere mai invitata a cena, e meno male che non è sposato, sennò gli stavi anche salvando il matrimonio.

 

Ho sempre sostenuto, anche con una certa convinzione, che in Italia raramente si possa trovare una narrativa contemporanea in grado d'intrattenere con intelligenza, parlando di cose comuni all'esperienza quotidiana dei lettori senza scadere nella banalità o nello stereotipo. Qualcosa - insomma - capace di vincere la diffidenza di chi, in modo più o meno motivato, preferisce una serie tv a un libro. Per scrivere un romanzo in grado di convincere i lettori da acque profonde e quelli da bagnasciuga (per stare in tema “libri dell'estate”) occorre uno sguardo acuto e critico sulla realtà, ma allo stesso tempo una buona dose di anticorpi all'egocentrismo letterario, quel male che - di norma - colpisce gli scrittori più attenti a fare bella figura che a raccontare una storia. Cultori di una forma che finisce col mangiare la sostanza. Esiste un pregiudizio, ahimè ancora molto radicato, rispetto ai libri che piacciono (o hanno il potenziale per piacere) al grande pubblico: lettura facile si dice, con tutto il peso che porta con sé il termine. Come se la lettura non dovesse essere un piacere insomma. Viene da chiedersi perché, al di là di critici e studiosi, le persone “normali” dovrebbero quindi dedicare il loro tempo libero alla lettura. Ho fatto questa lunga premessa perché per definire il nuovo romanzo di Ester Viola utilizzerò dei termini che la Critica con la C maiuscola utilizzerebbe con una certa sufficienza e che, in questo caso, io utilizzerò attribuendogli estremo valore.

L'amore è eterno finché non risponde è un libro piacevole, estremamente scorrevole nella lettura, di quelli che “divori” tutti d'un fiato senza sentire alcuno stacco fra vissuto e letteratura. La prosa, asciutta e puntuale, non concede spazio all'autocompiacimento: si scrive come si vive e, dato che la vita è reale, perché la scrittura non dovrebbe darne segno? Quindi nessuno stupore per le inserzioni di “chat” all'interno del testo – con l'utilizzo di un escamotage grafico ormai assai diffuso all'estero e da noi ancora poco “apprezzato” - ma la piacevole sensazione di trovarsi davanti alla normalità. Ester Viola racconta un viaggio emotivo-sentimentale che tutti, prima o poi nella vita, abbiamo vissuto o ci troveremo a vivere: amore, separazione, distacco, mancanza, senso di abbandono e di rivalsa, stretta (e altalenante) alternanza fra autostima e sconforto, fra il desiderio di migliorarsi e il totale abbandono a piccole manie e grandi ossessioni che ogni strappo affettivo porta con sé. A fianco della protagonista figure femminili che, pur ascrivibili in categorie tradizionali (l'amica materna e conciliante, quella razionale con punte di cinismo...) non si trasformano in stereotipi, mantenendo una loro tridimensionalità. La trama non è “originale” direbbe qualcuno. Quante pagine sono state scritte sulla fine di una relazione? Nemmeno la vita, presa per categorie, è particolarmente originale. La differenza sta nella qualità del vissuto e, nel caso di un romanzo (in particolare di questo romanzo), nella qualità del racconto. Ester Viola ci restituisce uno spaccato di vita normale capace di attirare l'attenzione in modo straordinario. Per il lettore che ama leggere direi che questo può “bastare”.

L'amore è eterno finché non risponde
di Ester Viola
Einaudi

Articolo di Caterina Bonetti

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