“Agar” Di Albert Memmi

Scritto da  Lunedì, 18 Aprile 2016 

Un romanzo manifesto dell’autore ebreo tunisino che è considerato il più grande scrittore che la Tunisia ha dato alla lingua francese, autore di oltre 40 opere tra romanzi e saggi. Una storia singolare di grande modernità, tragicamente profetica: un matrimonio misto per nazionalità e religione, scritto nel 1955. Scrittura agile e moderna, attenzione psicologica che colpisce per la sottigliezza, soprattutto se si pensa che è scritta da un uomo degli anni Cinquanta del Novecento.

Un romanzo ormai classico per un grande autore di riferimento tunisino, Albert Memmi, nato nel 1920, ebreo, con uno sguardo di grande lungimiranza sul mondo dei sentimenti e della vita di coppia. Quando appare nel 1995 in Francia, il libro sembra lontano dalle preoccupazioni dei francesi mentre negli Stati Uniti viene accolto con grande calore e vende oltre 150mila copie. In Tunisia, dove ha avuto un grande riconoscimento, arriva solo nel 2007. La storia, in parte autobiografica, si svolge tra Tunisi e la sua periferia, l’ambiente rurale. Il soggetto è oggi quasi comune, ma non all’epoca: il matrimonio misto tra un ebreo tunisino e una cattolica, molto laica, francese. Il titolo Agar che fa riferimento alla schiava di Abramo e Sarah, non spiegato nel libro, sembra riferirsi alla fertilità della terra natìa anche se umile, come quella della schiava rispetto alla signora. La storia infatti che comincia in una residenza universitaria francese, con una storia d’amore fresca, entusiasta, incurante delle diversità, si corrompe dopo appena tre anni di matrimonio al termine dei quali, come racconta la scena finale, l’incomunicabilità di coppia di tanto teatro d’Oltralpe sembra essersi incarnato: lei, dopo notti nei quali i due corpi, quello di lei a fianco del marito, giacciono immobili, dolorosamente indifferenti ma non inconsapevoli, se ne va senza voltarsi indietro alla guida della macchina; il protagonista che stava guidando scende e le lascia il posto e la macchina, così come un cambio di marcia.

Una storia senza colpi di scena che si consuma in un’analisi dell’estinguersi del sentimento inesorabile e irreparabile. Sullo sfondo l’ambiente sociale e religioso, il contesto in qualche modo rurale, la mentalità familiare del clan, lo sguardo indiscreto e insistente di parenti e amici che si scontrano con la “francesità” di lei, fin dall’aspetto: magra, fin troppo, sottile, riservata, chiusa nell’essere coppia, con i capelli chiari e corti. Tutto quello che una donna del sud non è e non rappresenta. Lei è chiusa in una crescente solitudine nelle quali perde le radici e il suo silenzio diventa dolorosa ostentazione che appare al marito quasi una violenza. Chi legge è spinto a gridare, a scuoterla come per risvegliarla e incitarla a prendere per mano il marito e strapparlo a quella maledetta terra di origine che lo ha risucchiato insieme all’amore per lei. Lui d’altronde vive una lacerazione drammatica e si arrabbia con se stesso per l’incapacità di reagire ai suoi genitori, al suo mondo, di opporsi all’indurimento di lei accogliendola, rassicurandola, fino a pensare che l’ha sposata ma in fondo non è mai stata sua moglie. E’ un libro dove non c’è litigiosità ma la prese di coscienza graduale di un’illusione che si rivela per quello che è e dell’inadattabilità di ognuno dei due a un mondo che li costringerebbe a mancare la fedeltà a se stessi, l’unica cosa alla quale non si può rinunciare, neppure per un amore. E’ un testo dalla scrittura agile, moderna, essenziale e senza farsi manifesto, senza pesantezza alcuna, riesce a “decorticare” l’anatomia di un rapporto di coppia e a volte la sua ineluttabilità con una capacità di lucidità senza mediazione e anche di immedesimazione nelle parti dell’altro. Viene da dire che per difendere l’amore serve silenzio e una condizione di riparo per i due, mentre il matrimonio è un fatto sociale e forse l’affinità sociale è in questo secondo caso più importante dell’amore. Un testo di grande attualità e un affresco della Tunisia tradizionale che diventa la metafora di ogni diversità che si frappone in una coppia.

Agar
di Albert Memmi
Cérès Editions, 2007

Articolo di Ilaria Guidantoni

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