Un manuale sulle regole del mangiare zen, dalla preparazione, al modo di mangiare e soprattutto di servire il cibo, mettendo quest’ultimo al centro della spiritualità. Può essere letto come un insieme di regole e la narrazione di una spiritualità orientale, un testo di alfabetizzazione o anche, forse in modo più utile, uno spunto di riflessione che ciascuno può declinare secondo la propria sensibilità e contesto socio-culturale, per ammissione dello stesso autore. Colpisce lo stop che si impone nel caos metropolitano e la delicatezza, l’umiltà, con le quali si porge l’autore che non ha il tono del guru né del direttore spirituale.

Gli occhi di Borges è il titolo della settima indagine dell’ormai famoso commissario Ottavio Ponzetti, il romano colto e di mezz’età creato da Giovanni Ricciardi e apparso per la prima volta in I gatti lo sapranno, che ha vinto il Premio Belgioioso nel 2008. Da allora, Ponzetti e il suo fido Iannotta hanno risolto diversi crimini e si sono fatti amare da un cospicuo numero di lettori, che ormai non vedono l’ora di leggere le loro nuove avventure.

Testo storico di ricostruzione di due secoli di Crociate dalla parte della storiografia araba, ad opera di un grande scrittore a cavallo tra due culture. Lo si legge come un romanzo avvincente ma è un prezioso e quanto mai attuale saggio storico che oltre gli avvenimenti racconta quell’incrocio di culture e di scambi commerciali che poi divennero scambi di idee tra l’oriente e l’occidente del Mediterraneo, provando a evidenziare senza tesi né a priori né deduttive, in termini conclusivi. In particolare avvalora l’idea che la politica è mossa da ragioni economiche e la religione non è una causa di conflitto quanto un effetto strumentalizzato. Un libro che ha il coraggio di mettere il dito nella piaga di entrambe le parti, senza acredine, senza trionfalismi ma come un narratore scrupoloso.

“Voci di donna” - AA.VV.

Scritto da Domenica, 18 Dicembre 2016

Un’antologia di voci di donna come recita il titolo pubblicato in occasione del 25 novembre, Giornata ONU contro la violenza sulle donne, per ribadire la gravità e l’urgenza di intervenire per fermare una carneficina in un mondo nel quale le donne confermano la propria forza, spesso detengono il potere ma solo in apparenza e restano vittime sacrificali. Racconti brevi come istantanee e poesie per caso non troppo dettagliate né georeferenziate che diventano spunti di riflessioni perché sono testi adattabili come un oroscopo inquietante per molte, quasi tutte le donne e soprattutto per gli uomini.

Un saggio denso e intrigante, dotto senza essere accademico sul femminile che prende spunto da una singolare lettura dell’adolescenza, come energia allo stato puro, desiderio del mondo, della sfida, della sperimentazione e della negoziazione, attraverso il tema della verginità. L’altra verginità, non riduttiva dell’essere uno stato del corpo ma dell’anima che può essere ritrovata e conservata per sempre come sguardo sul mondo. Una lettura di questo elemento nella storia del Mediterraneo tra sacro e profano, ricco di spunti Un’occasione per rileggersi, attraverso la propria infanzia e le fiabe che formano in modo indelebile l’immaginario collettivo.

La letteratura algerina del Novecento conferma la narrazione poetica nello stile nutrita della lacerazione tra le due sponde del Mediterraneo: il destino di molti di appartenere in qualche maniera altrettanto autenticamente alla Fracia e all’Algeria. Un affresco della voce dell’Algeria rurale e del nomadismo cabilo dove il villaggio, la tribù, rappresentano il rifugio, l’ancora e la condanna di una sorta di collettivo ancestrale al quale non si sfugge.

TOP