Bastarono pochissimi anni a Otis Redding per diventare uno dei cantanti di musica nera più celebri e amati di sempre: egli iniziò a girare il sud degli States in cerca di gloria in compagnia di un gruppo che si faceva chiamare Johnny Jenkins e i Pinetoppers; morì ad appena ventotto anni famoso, ricco e artisticamente molto influente, a causa di un incidente aereo avvenuto nei pressi di Madison (Wisconsin) il 10 Dicembre del 1967.

Due volumi (usciti rispettivamente nel 2014 e nel 2015), mille storie, quasi ottocento pagine intriganti, esilaranti e talvolta sconcertanti, di sicuro altamente rappresentative di ciò che da sempre accade nel rutilante e pazzo universo della Rock music. Da sempre quest’ultimo produce musica per orecchie giovani ma anche esempi di trasgressione, follia, bizzarria sessuale, dipendenza estrema e autodistruttiva da vari tipi di sostanze. La serie nutrita di manifestazioni comportamentali (e non solo musicali) oltre qualsiasi limite cui le rockstar ci hanno ininterrottamente abituati, specificamente contraddistingue uno stile di vita e un fenomeno che dura ormai da settant’anni e fa parte di quella che oggi viene chiamata cultura Rock.

Un libro reportage dall’interno della guerra siriana, l’atrocità della guerra raccontata con la spontaneità di un bambino senza pelle, affetto dalla sindrome di Asperger, che rende questo singolare romanzo: ad un tempo, poetico, tenero, a tratti noir, con accenti perfino pulp e un’anima surreale. La resistenza strenua dell’io che non crolla verso all’orrore che deforma l’essere umano. Dio e l’amore per gli altri come salvezza, attraverso un mondo visto a colori, popolato in forma di sineddoche.

“Egregio professore, so che le è stato riferito che io non prendo «regolarmente» le sue medicine. Naturalmente si tratta dei soliti pettegolezzi di ospedale che purtroppo alle volte rovinano con la loro cattiveria la buona fede di chi crede nella lealtà del prossimo. È vero, qualche volta ho omesso il Nobrium perché non volevo cadere nel solito stato di incoscienza e volevo tenermi un po' desta, un po' attiva, ma se mai un ammalato non prendesse i medicamenti prescritti la cosa più grave non è nella omissione degli stessi ma nel proposito, assurdo e malato, di non volere guarire. Chi viene a riferirle queste cose dimostra un animo molto meschino ed io nella mia semplicità ed anche nella mia malattia mi rallegro di non essere tra le file di quelli che si chiamano «spie».”
Lettera al medico in Manicomio di Alda Merini

Un libro dentro Tabucchi, un viaggio attraverso i suoi occhi più che un libro su Tabucchi. La storia di un incontro che diventa una vocazione, ripercorrendo i luoghi dei viaggi dello scrittore e soprattutto raccontandone in un viaggio in prima persona, sulle tracce del percorso dell’intellettuale, l’evoluzione culturale e sentimentale insieme. Una sorta di viaggio iniziatico inaspettato, cosicché le fantasie e l’impegno di una professoressa in una gita scolastica la portano a diventare scrittrice. Piccoli equivoci senza importanza, direbbe Tabucchi. Ma essenziali per la vita, anzi forse il cuore della vita.

“Gli indifferenti” di Alberto Moravia

Scritto da Martedì, 08 Novembre 2016

“Scosse la testa: hai torto, pubblico accusatore, pensò con ironia; hai torto …. né purificazione, né espiazione, e neppure famiglia … indifferenza, indifferenza; soltanto indifferenza.”

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