Con tre quarti di cuore, opera scritta da Selene Pascasi, edizione Galassia Arte, presenta una raccolta di quarantasette liriche scritte di getto che rappresentano la forte sensibilità dell’autrice alle questioni sociali.

Introduzione di Saverio Fossati


Un’iniziativa singolare, coraggiosa per alcuni aspetti – pubblicare un libro senza l’autore (vivente) che non è un classico riconosciuto – di grande attualità. Romanzo di ambiente politico, anzi parlamentare, il libro è uno spaccato sulla vita dell’avvocato Guidi, coprotagonista di una pletora di gente inutile, irriverente, fannullona, affarista che ha caratterizzato l’Italia di ieri e di oggi, o almeno la sua più insigne rappresentanza. E’ l’analisi spietata di un mondo intramontabile, scritta con stile fiorito e termini che oggi appaiono desueti, allo stesso tempo con piglio civettuolo e caustico insieme, un vero piacere alla lettura.

Romanzo di un’autrice tunisina, laureata in filosofia in Francia dove ha insegnato per anni, ha vinto nel 2012 il premio Comar d’Or, la principale competizione letteraria per la narrativa della Tunisia.

Non è sempre facile poter raccontare delle vicende tragiche che colpiscono improvvisamente le famiglie. La prima reazione è una chiusura in una sofferenza vissuta nel silenzio fino a quando delle circostanza casuali contribuiscano a far affiorare, esternare i pensieri più reconditi, fornendo una motivazione e una chiave di lettura dell’accaduto. E’ quanto viene racchiuso nel libro dal titolo” Infamia” dell’autrice brasiliana Ana Maria Machado che, con visibile sensibilità, racconta la storia di due uomini che inevitabilmente si uniscono in un destino comune macchiato dall’infamia e dalla calunnia.

E’ la terza raccolta di versi di Floriana Porta - poetessa, fotografa e pittrice, nata a Torino nel 1975 – la seconda che leggo dopo “Verso altri cieli” - nella quale questa volta il mare è protagonista assoluto. Il mare è presente in tutte le composizioni, brevi e brevissime, citato o meno espressamente, quale elemento dell’ambiente naturale e ancor più della natura interiore, dimensione esistenziale e metafora del vivere, quant’anche interlocutore – quasi uno specchio dell’io, infinito e profondo come l’inconscio – con il quale la protagonista dialoga e attraverso il quale si interroga.

Una donna che ama le immagini sospese, Alessandra Zenarola, pubblica il suo terzo libro intitolato L’autunno dell’anno prima. Vive nel nord est, a Udine, ma conosce bene anche altri luoghi del Veneto e del Friuli, come della Venezia Giulia. La protagonista di questo recente romanzo ci è nata anche se, per sfuggire a un marito inutile e fedifrago, va a Roma per riunirsi alla madre portando con sé Nicole, la propria figliola. Anni prima sua sorella maggiore aveva lasciato lì tanti ricordi, prima di scegliere pure lei la fuga verso Londra. Così Roma diventa uno spazio dove esercitare l’uso della memoria, accudire la madre che sempre più spesso la perde e veder partire anche la figlia, che va a studiare in Inghilterra. Da tempo Mizia non ha notizie della sorella Andrea e decide di fare un viaggio solitario per tentare di scoprire cosa possa esserle accaduto.

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