Faïza Guène, è uno dei tanti esempi di un’Algerina di Francia. Gli intellettuali algerini in effetti sono quasi tutti all’estero. Sono venuta a sapere della sua attività grazie al settimanale “Jeune Afrique” che la scorsa primavera le ha dedicato un articolo in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo, che è stato un vero successo in Francia ed è arrivato anche in Tunisia dove la letteratura algerina contemporanea è molto apprezzata.

Avevo letto di questo libro, sostanzialmente autobiografico, una lettera aperta alla propria città e al proprio Paese, e l’ho trovato in una libreria del quartiere internazionale residenziale a Tunisi, la Marsa presso Millefeuilles, che è stata la prima libreria della banlieue nord della capitale, un luogo dove il libraio è prima di tutto un lettore, in secondo luogo un venditore di libri.

Non mi parlare più di scrittori” concluse Alfredo con voce alterata. “Quelli sono una maledizione divina, un castigo inventato apposta per rovinarti l’esistenza, hai capito?”.
Scusa, Fred, proprio tu che ami tanto leggere?”.
Che c’entra? Io parlo di chi scrive, non del suo prodotto. Quello va benissimo, per carità!”.
Strane creature gli scrittori: caratteri sensibili e facilmente “infiammabili”, suscettibili e passionali, riversano grandi aspettative, desiderio di successo e ambizioni nelle loro creazioni letterarie, desiderosi di primeggiare e veder riconosciuti i propri meriti, tra invidie, gelosie e ripicche reciproche. Sarebbero addirittura pronti a uccidere chi non riconosce il valore dei loro libri?
Il nuovo romanzo di Francesca Battistella, Il messaggero dell’alba (Scrittura & Scritture) ci racconta in chiave thriller il lato oscuro che può nascondersi dietro il mondo dell’editoria.

Una delle maggiori scrittrici algerine, e l’unica maghrebina ammessa all’Académie de France, racconta un’Algeria attraverso morti eccellenti di intellettuali, un testo non lugubre, anche se in certi tratti polemico, per esorcizzare il dolore del suo Paese straziato nel Novecento da due guerre: una coloniale (dal 1^ novembre 1954) e una civile non dichiarata (negli Anni ’90). E’ un racconto con il quale dichiara di voler semplicemente ricordare ed essere vicina a personaggi più o meno noti che ha conosciuto in modo diretto o indiretto, molti dei quali erano veri amici. Al di là dell’angolatura originale per raccontare il Paese attraverso le sue voci poetiche e di prosa, giornalisti e intellettuali, c’è il desiderio di scrivere, riscrivere o forse decriptare la storia algerina contemporanea attraverso le assenze.

Il politico è un libro scritto da Pee Gee Daniel e pubblicato dalla casa editrice “Associazione Golena Edizioni”, in cui il protagonista viene descritto come un uomo insignificante, a tratti inetto, capace di subire soprusi e umiliazioni senza mai reagire, ma immagazzinando tutto per poi esplodere nel momento meno opportuno, mosso da un’indole morbosa che gli fa compiere improvvisi atti di violenza.

Chi conosce, segue ed apprezza il collettivo Wu Ming questa volta non rimarrà deluso. Chi, come me, sostiene che Q sia stato un bellissimo libro e che le altre opere del collettivo non siano state all’altezza delle aspettative questa volta dovrà ricredersi.

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