La rivista femminile “Confidenze” ha conservato l’antica abitudine di pubblicare testi letterari di facile e veloce lettura. Uno degli appuntamenti della rubrica “Il nostro romanzo d’autore” è con Mariù Safier e il suo racconto “Perché finisce quando finisce?” dedicato ad un tema che negli ultimi tempi sta riscuotendo non poche attenzioni, forse perché le relazioni affettive si sfaldano con più facilità, per non parlare dei matrimoni. Tanto che sull’argomento si sono scritti addirittura testi più o meno seri su come lasciarsi e come sopravvivere ad un abbandono o a un fallimento.

“Violè”, di Angela Micieli

Scritto da Martedì, 30 Settembre 2014

Il primo incontro con Violè è stato in occasione della II Edizione Diritti in Scena – che si è tenuta al Teatro Italia di Roma, domenica 18 maggio 2014 – e che è risultato uno degli spettacoli vincitori. Prodotto da Khoreia 2000, Viole’ di e con Angela Micieli per la regia di Rosy Parrotta, è stato uno spettacolo fortemente caldeggiato da me che ero in giuria soprattutto per il testo. Ho letto quindi con interesse il libro confermando una piena rispondenza con la messa in scena che focalizza l’attenzione proprio sul racconto intimo nel quale i dialoghi sembrano raccontati dalla protagonista in un diario, una dolorosa anamnesi.

Devo dire che l’Inferno mi delude ogni secondo di più. Solo effetti speciali scadenti e nessuna vera sorpresa. Il Diavolo deve leggermi nei pensieri perché sussurra: “Proprio come il peccato, cosa credi? … alla fine ti lascia l’amaro in bocca … alla fine non era così bello come te lo immaginavi …

Prefazione di Xavier Frìas Conde, illustrazioni di Pinina Podestà, postfazione di Daniela Micheli, musiche di Gianluca Rando

Una trilogia palestinese, di Mahmud Darwish. Prefazione e cura di Elisabetta Bartuli

Il testo raccoglie tre scritti in prosa, piuttosto voluminosi, sostanzialmente autobiografici che disegnano un affresco storico e culturale della Palestina e del rapporto con il Libano rispetto all’’affronto’ israeliano. La Trilogia si rivela anche una testimonianza esistenziale, umana e poetica di un grande intellettuale engagé senza vizi intellettualistici né mondanità; la lingua di uno dei più grandi poeti arabi, segnatamente del Novecento che lo scrittore portoghese Josè Saramago non esita a definire ‘il più grande poeta al mondo’.

Prefazione di Gabriele Del Grande
Il mondo dei migranti al centro di un romanzo reportage dove i confini tra realtà e finzione sono così labili che il libro è decisamente più credibile di molte cronache. Marta Bellingreri, arabista ed esperta di mondo arabo, per aver vissuto in molti Paesi, dalla Tunisia dove io l’ho conosciuta al Libano, sceglie un punto di vista insolito per parlare di immigrazione. Quello delle storie di vita, dei nomi e delle emozioni al posto dei numeri.

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