Ci sono vite che somigliano a un romanzo per la fitta rete di intrecci di caso, relazioni, incontri che le hanno caratterizzate. Una di queste è stata, senza alcun dubbio, quella di Bobi Bazlen, conosciuto – seppur parzialmente – per il suo ruolo cruciale nella costituzione della casa editrice Adelphi. Raramente ci s'interroga, senza essere esperti del settore, sulle ragioni culturali, sociali, estetiche che hanno portato alla nascita di un progetto editoriale, ma – nella fortunata epoca di genesi delle maggiori case editrici italiane – le vicende private di alcuni cenacoli culturali, più o meno ampi, hanno avuto un impatto rivoluzionario nella formazione e sviluppo di un gusto nuovo e di nuove forme di pensiero.

Natale tempo di letture ispirate ai classici e ai più piccoli. Con Sonia Saba, restauratrice in primis, decoratrice e anche illustratrice di testi per bambini, troviamo atmosfere fiabesche che piacciono anche ai grandi. La proposta è un tris con Cappuccino e Cappuccetto, appena uscito (per Editrice Aam Terra Nuova); e due libri – suoi anche i testi - Pepe, gatto fifone,ispirato al suo gatto, uscito a settembre scorso (la Margherita Edizioni) e mamma, voglio un cane!, pubblicato lo scorso anni (sempre con la Margherita Edizioni).

Entrando in queste pagine si scivola verso un luogo altro e lontano, lungo le strade di rossa terra battuta di un paese africano piu o meno contemporaneo. Il paese è il Ghana, un tempo patria del Regno Ashanti famoso per il suo oro e quindi territorio di razzia dei cacciatori di schiavi, ma oggi ormai meta di flussi turistici. Qui si dirige Isabel, giovane e avventurosa studentessa di letteratura africana in cerca di un tesoro tutto suo – il sapore dell’Africa, il profumo della gioventù.
Dalla prefazione di Itala Vivan

In questo “romanzo di viaggio” o “di scoperta degli altri”, Isabel non sfuggirà a quella regola non scritta di essere disorientata almeno inizialmente dalla propria visione alterata sull’Africa.
Ma l’approccio reale con città e villaggi, la volontà sincera di aprirsi al diverso, i contatti concreti con gente e natura del luogo, descritti minuziosamente dall’autrice, alla fine daranno un approccio genuino alla giovane avventurosa protagonista.
Dal Post Scriptum di Pap Khouma, autore del best seller “Io, venditore di elefanti” (Garzanti)

“Fuori da Gaza” di Selma Dabbagh

Scritto da Lunedì, 01 Gennaio 2018

Tradotto dall’inglese da Barbara Benini

Un romanzo originale nello sguardo sul conflitto palestinese, attraverso la diversa prospettiva di due fratelli, Rashid e Iman, che cercano una via di fuga da Gaza o per Gaza, l’uno cercando di stare fuori dal conflitto, l’altra immergendosi nell’impegno civile. Il libro, romanzo a tutti gli effetti, con una bella scrittura, fluida e a tratti lirica, un’architettura ben equilibrata tra riflessione intima, dialoghi, intreccio con una vena da noir psicologico, mette in luce come sia inevitabile lo sguardo sull’attualità per chi è legato a un Paese mediorientale.

Torna dopo il successo forse insperato della prima edizione il racconto del mondo armeno, la memoria di una tradizione orale molto lontana da quella europea, affascinante e per certi aspetti disorientante. Scritti con grande capacità iconopoietica, le fiabe armene hanno il dono della sintesi pur in una trama molto articolata e rompono completamente lo schema del bene e del male e la corrispondenza bello, buono e felice, tipico della cultura europea. Fiabe che spalancano un mondo di trasformazioni, spiriti in un clima totalmente surreale, nel quale bisogna solo lasciarsi trasportare.

Una passeggiata attraverso il Marocco, tra città e villaggi, piazze affollate, caffè, mercati e negozietti e lunghi tragitti in pullman con lo sguardo annegato nel paesaggio. Diario di viaggio e guida emozionale, protagonista l’autrice, che racconta i luoghi illuminandone la storia con la spiegazione di alcuni termini, il racconto di aneddoti, le impressioni sull’accoglienza delle persone e molti excursus storici. Un libro dal quale si può imparare molto con la leggerezza della curiosità e di chi è catturato da un paese per l’atmosfera. Capitoli brevi come episodi da guardare anche attraverso le immagini della stessa autrice: foto indubbiamente belle ma non oleografiche ne didascaliche. Si colgono delle pennellate non si percorre il filo del libro attraverso le foto. Così il titolo suggestivo fa trattenere il fiato come l’immagine di ragazzini spericolati ma non illustra, invita alla lettura. Ben dosato, dalle citazioni letterarie, alla bibliografia, Rosita Ferrato conserva il piglio della giornalista, lo stile veloce, fatto di impressioni, ma si spoglia di ogni veste professionale e dà prova di una grande umiltà. Non è un “docente”, è un’autentica viaggiatrice.

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