E’ stata definita una storia d’amore quale tributo a Jane Eyre di Charlotte Brönte ed è in questo suo romanticismo non tradizionale, in quello che l’amore ha di assoluto e proprio per questo per il suo lato anticonformista, con il gusto tutto al femminile dell’innamorarsi dell’amore e saper fare i conti con la realtà, con la capacità di darsi senza condizioni che il romanzo della scrittrice esordiente, manifesta la sua inattualità e in questo originalità. Il coraggio, pur ambientando la storia ai giorni nostri, nei grovigli della società romana malata e corrotta, di usare un profilo che è autentica narrazione.

Seconda prova narrativa del genere Giallo classico del giornalista Umberto Cutolo, La scapece assassina, gustoso titolo per un frizzante noir ambientato nella Costiera amalfitana. Secondo episodio di una trilogia non perde il mordente, anzi si fa più appetitoso, intreccio complesso di figure e personaggi ben scolpiti, un tocco alla Hitchcock in versione pop moderna, che prende in giro quell’italietta arrogante e di media statura, a volte piccola piccola, che si lascia incantare dai miti: chef stellati, esotismo prêt-à-porter e successo fatto di soldi e belle donne anche se prese in prestito. Ben scritto, non manca, accanto ad una sagace ironia, colta, momenti lirici dedicati al paesaggio e alla memoria familiare, soprattutto culinaria.

“La giusta mezura” di Flavia Biondi

Scritto da Mercoledì, 04 Luglio 2018

Ci hanno insegnato questo: ti innamori, sei la luce dei suoi occhi...finisci per arrenderti ai baci perugina e a tutto il resto. Non ci hanno detto niente di quello che c'è dopo. Un buco. Un vuoto delle parti. La pagina seguente sono i comici in tv che prendono in giro la moglie che gli rompe le palle. Le chiacchiere da bar su quella stronza che ti aspetta a casa. Le lamentele con le amiche su lui che non pulisce mai. I figli, l'amante, il divorzio. Rifarsi una vita. Ma che c'era nel mezzo? Come si è passati dal prima al poi? Dov'è che l'amore sbaglia e diventa sopportazione? Là nel mezzo c'è l'umanità, la nostra limitatezza nell'essere solo persone. C'è la storia vera, il capitolo per cui serve uno sforzo per trovare l'ispirazione.

Lo sguardo al femminile, di quattro donne, tra loro legate, generazioni che aspirano a vivere e a volare lontano, vedendo anche negli aerei che sganciano bombe uccelli di libertà. Sullo sfondo il Libano, sempre in guerra, con quel senso di precarietà e di paura che attraversa e trasforma le vite e anche l’amore e i rapporti più intimi. Un’analisi delicata e spietata ad un tempo dell’esilio e della lacerazione tra nostalgia e voglia di fuga.

L’amas ardent di Yamen Manai

Scritto da Sabato, 05 Maggio 2018

Romanzo fresco e originale, insolito per il mondo arabo, riesce a raccontare l’aggressività del mondo contemporaneo attraverso una metafora, riprendendo un modo classico di narrare con uno spirito giovane e leggero anche nella scrittura.

Figure, idoli, maschere è un testo fondamentale di mitologia classica e psicologia storica, in cui, attraverso il gioco delle simmetrie e delle contraddizioni, Jean-Pierre Vernant ci parla dell’infinita tensione dell’uomo verso dio per mezzo dell’arte. Il Saggiatore lo ripropone con una nuova prefazione di Giulio Guidorizzi che, dissertando intorno al tema del doppio, scommette ancora una volta sulla grandezza della <<ragione>> greca.

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