“Pista nera” di Antonio Manzini

Scritto da Giovedì, 03 Settembre 2015

Romanzo poliziesco dello scrittore romano Antonio Manzini, nonché attore, sceneggiatore, regista, pubblicato per la prima volta nel 2013 nella scuderia Sellerio. È il primo libro con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un antieroe che rappresenta in qualche modo la cifra originale di questo giallista, più attento alle debolezze umane che agli aspetti eroici.

L’Hotel Saint-Georges dello scrittore algerino contemporaneo Rachid Boudjedra, edito da Le Livre de Poche è un romanzo corale con uno stile asciutto, duro e poetico insieme come solo la letteratura algerina riesce a fare rendendoci cinematograficamente la vita nella sua commedia che è insieme tragedia. Un romanzo a più voci ed un affresco sulle ferite e le cicatrici di un popolo martoriato da secoli di scorribande, invasioni e oppressioni. La guerra d'Indipendenza e il cosiddetto decennio nero, rispettivamente, il periodo dal 1954 al 1962 e gli Anni Novanta afflitti dal terrorismo di matrice islamico-estremista, non sono che l'epilogo più doloroso di una lunga guerra.

Ho cinque anni, ti piace la mia gonna rosa? A papà piace, dice che sono carina, la bambina più bella del mondo, la sua principessa, ma la mamma dice di non dargli retta, che è solo uno scherzo e io non sono la principessa di niente e di nessuno, che sono goffa e sgraziata e farò fatica, molta fatica a trovare un marito, allora io piango e si rovina anche la gonna rosa, faccio sempre tutto sbagliato, lo so”.

Generalmente associamo all’amore accezioni positive di cura, protezione, affetto e dedizione disinteressata. Le cronache ci raccontano sempre più spesso, invece, di come questo sentimento possa degenerare in desiderio di possesso e paura di abbandono, ossessione, gelosia, disagio, che si riversano sulla persona “amata” con conseguenze tragiche.
Francesca Mazzucato racconta nel suo nuovo lavoro proprio il lato “cattivo” dell’amore: da dove nasce e come si manifesta questa fattispecie di amore malato e distorto, descrivendone sintomi e fenomenologia in chi lo prova e in chi ne è oggetto. Il fatto che l’argomento venga trattato in romanzo e non in un saggio aggiunge alla lucidità e precisione dell’analisi il coinvolgimento emotivo nei confronti di una giovane donna costretta a fare i conti in varie fasi della sua vita con questa forma patologica, tossica, vorace e distruttiva.
Nora dovrebbe essere appagata e soddisfatta di ciò che è riuscita a ottenere: è una bella ragazza di 39 anni, che ha terminato brillantemente gli studi e ha successo nel suo lavoro. Ha raggiunto la sua indipendenza, riuscendo a costruirsi una carriera di successo a Milano.
A dispetto delle apparenze, nella sua parte più intima Nora nasconde dei fantasmi che la perseguitano da quando era una bambina desiderosa solo di affetto e comprensione da parte dei suoi genitori. Una madre egotista e assente e un padre depresso non sono mai riusciti a darle l’amore di cui avrebbe avuto bisogno, a farla sentire importante, speciale (come ognuno di noi meriterebbe). Nonostante sia ormai adulta, nei momenti di difficoltà e sconforto vediamo affiorare ancora in lei quella bambina convinta di avere qualcosa di profondamente sbagliato che le impedisce di essere amata davvero.
Nora è profondamente sola. Soprattutto è sola al termine della sua giornata o durante le terribili, lunghissime domeniche, spazi vuoti, precipizi aperti sul nulla che la circonda quando le viene a mancare il rifugio del lavoro.

Nora ha delle amiche che le vogliono bene, ma non ha un compagno e questo la fa sentire sbagliata. La famiglia, la società ti fanno sentire che ti manca qualcosa quando non hai un uomo accanto, perché non stai seguendo la strada “giusta”, sei un pezzo che non si adatta all’ingranaggio.
Quando improvvisamente e inaspettatamente nella sua vita entra Alessandro, che sembra avere tutto ciò che lei ha sempre desiderato di trovare in uomo, Nora decide di fidarsi.
Con precisione anatomica, Francesca Mazzucato analizza l’animo di Nora, per restituirci un racconto di fragilità e paura, desiderio d’amore e bisogno di comprensione e protezione.
I piani temporali si sovrappongono e si moltiplicano perché spesso, all’improvviso, nell’animo ferito di Nora riaffiorano voci e immagini di quell’infanzia dolorosa con cui faticosamente ha cercato di fare pace per andare avanti e la scrittura registra con sensibilità e delicatezza i sentimenti e gli stati d’animo, il tempo vuoto della solitudine, l’euforia dei primi tempi in cui inizia a uscire con Alessandro – un dono a cui pensava di non avere diritto – l’ansia e l’angoscia quando le attenzioni di lui cominciano a diventare troppo pressanti, i dubbi e le esitazioni di fronte a comportamenti a cui lei vorrebbe sottrarsi, la difficoltà di dire no a causa delle pressioni sociali e familiari.

L’amore cattivo racconta le ferite profonde che una donna cerca faticosamente di far rimarginare ma che invece continuano a sanguinare a distanza anche di molti anni, perché, come spiega Camilla Ghedini nella prefazione, “se non ti sei sentita amata dalla mamma, non ti sentirai mai veramente amata da nessuno”.

Francesca Mazzucato
L’amore cattivo
prefazione di Camilla Ghedini
Giraldi Editore
200 pagine
€ 12,50

Articolo di Adele Maddonni

“Il cerchio” di Dave Eggers

Scritto da Lunedì, 31 Agosto 2015

Qual è il prezzo della nostra libertà? Che valore attribuiamo alla riservatezza? Cosa siamo disposti a sacrificare in cambio di una vita tranquilla, dove ogni cosa funziona a dovere, un mondo in cui siamo sicuri potremo trovare risposta a tutti i nostri bisogni? Mae è una giovane impiegata che vive una vita ordinaria: da poco laureata, trascorre la sua esistenza fra un ufficio asfittico e il piccolo appartamento che condivide con una coinquilina. Giornate tutte uguali e prive di prospettiva, ma la svolta arriva grazie all'intervento della sua migliore amica ed ex compagna di college Annie: il Cerchio, un'azienda dai contorni futuristici, l'assume come addetta al servizio clienti. Un compito apparentemente semplice, che le da però la possibilità di entrare a far parte di un universo dorato, dove efficienza e spirito d'intraprendenza sono patrimonio di ciascun dipendente e dove la vita lavorativa si svolge in spazi curati in ogni minimo dettaglio, forniti di tutti i servizi che si potrebbero desiderare. Il Cerchio non è solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio modo di vivere differente, improntato alla salute e al benessere. Ci si diverte e si socializza nel corso di eventi creati apposta per i dipendenti, si rimane costantemente in contatto attraverso social network dedicati e sofisticati apparecchi di monitoraggio e condivisione delle singole esistenze. Tutto questo però ha un prezzo.

Il giallo di Ferragosto, non per l’ambientazione spazio-temporale, è il suggerimento di una lettura estiva: linguaggio diretto, con qualche farcitura dialettale, e termini dotti e desueti che spuntano con nonchalance. Giallo atipico, sullo sfondo di una casa di ringhiera, in un’ambientazione insolita – la bassa provincia milanese – personaggi anonimi, della porta accanto, senza colpevole né morti, forse. Una pista che si dirama in strade che si perdono nel nulla, un pezzo di vita, come tanti che accadono come a dire: il crimine non è l’eccezione, è la nostra quotidianità.

Diamo tanta importanza all'amore. Viviamo per amore, lo inseguiamo, ci convinciamo che senza di esso moriremmo, lo mettiamo al centro della nostra vita. Ma l'amore, amici miei, è una sofferenza terribile. Ci confonde, ci toglie tempo ed energia, ci rende svogliati e infelici quando non lo abbiamo e ci trasforma in creature inerti quando lo troviamo. Essere innamorati è probabilmente la meno produttiva delle condizioni umane.

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