Il Giardino In Tasca è un libro delicato per bambini, una favola illustrata, una di quelle che può crescere sui muri. I suoi autori, Luca Indemini (testi) e Ale Puro (illustrazioni), sono infatti street artist.

Autografia irregolare e irriverente anche verso l’autore. Frammenti che vanno avanti e indietro nel tempo, seguendo il flusso dei ricordi e regalandoci un mosaico da ricomporre della canzone italiana dietro le quinte, da parte dei cosiddetti amici. Ironico, critico, un testo che smonta le apparenze ma non iroso. Bruno Lauzi vive la vita come una lunga villeggiatura anche se di amarezze ne ha avute molte. Poco personaggio, artista non di sinistra, dalla vita regolare, anti-eroe del mondo della musica e per questo interessante: una voce che stacca dal coro.

Romanzo di storie di ordinaria banalità e follia insieme, letteratura dichiaratamente da intrattenimento, per svagarsi e specchiarsi insieme nella quotidianità della società inglese, di scrittori in cerca di ispirazione, precariato lavorativo, famiglie improbabili. Una penna fluida che indugia nelle pagine per chi vuole gustare il tempo senza correre verso un traguardo.

Una riflessione sull’identità e l’appartenenza, sulla ricchezza della memoria di sé, la sua evoluzione, la necessità del cambiamento che segue la storia e le derive dell’identità unica, della differenziazione per resistere alla cultura dominante che asfalta l’io, a volte per la rabbia che genera il tentativo di prevaricazione. Un libro scorrevole, senza la pretesa di essere un saggio, che non intende sistematizzare il pensiero ma offrire degli spunti per uscire da una situazione claustrofobica e sempre più divaricata che affligge la società contemporanea.

Il nuovo volume dello storico Guido Crainz “Storia della Repubblica. Dalla liberazione ad oggi” è un libro dedicato agli addetti ai lavori, a quelli che la storia la masticano e la padroneggiano e che sono consapevoli dell’importanza del passato come strumento per conoscere il presente

"L’impostore" di Javeri Cercas

Scritto da Domenica, 06 Marzo 2016

Capire il male non significa giustificarlo, ma, caso mai, dotarsi degli strumenti per impedirne di nuovi” cit. Todorov

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