Un inno al Mediterraneo del Brassens della letteratura, del Bukowski francese, con quella nota calda del sud e intrigante d’Oltralpe. La storia corale degli uomini del mare che diventa una metafora del vivere come camminare, dell’uomo come viaggiatore dell’universo e di sé, dell’imprevisto come costrizione e di quel microcosmo che si costruisce per il blocco di una nave a largo. E’ il racconto dalla parte del mare sotto la luce del sud del sogno di avventura e del bisogno disperato d’amore che sono i soli ingredienti della vita che contano.

In un’epoca ormai lontana, nasce la storia del Dott. Salmoni. 140 pagine che si muovono in pochi mesi compresi tra il 1944 ed il 1945. Un’epoca non ancora troppo lontana e troppo difficile da dimenticare, anche per chi la conosce solo attraverso le pagine di storia, video, film e testimonianze di chi c’era.

L’aspetto più singolare è che questo romanzo è scritto in olandese da un iracheno che racconta il suo paese adottivo come un “madrelingua” dello spirito. Ultra-realista nella sua realtà quotidiana
Con qualche lato crudo e disincantato tipico del nord Europa e insieme con un lato fiabesco: una favola dei giorni d’oggi, un inno all’arte che regala la possibilità di volare a chi è imprigionato.

Il catalogo Donzelli si arricchisce di un ulteriore volume di approfondimento sul cinema italiano. Si tratta di Peplum – Il cinema italiano alle prese col mondo antico, un libro di Francesco Di Chiara, docente universitario di discipline cinematografiche, che esce in co-edizione con il Centro sperimentale di cinematografia di Roma.

Il Giardino In Tasca è un libro delicato per bambini, una favola illustrata, una di quelle che può crescere sui muri. I suoi autori, Luca Indemini (testi) e Ale Puro (illustrazioni), sono infatti street artist.

Autografia irregolare e irriverente anche verso l’autore. Frammenti che vanno avanti e indietro nel tempo, seguendo il flusso dei ricordi e regalandoci un mosaico da ricomporre della canzone italiana dietro le quinte, da parte dei cosiddetti amici. Ironico, critico, un testo che smonta le apparenze ma non iroso. Bruno Lauzi vive la vita come una lunga villeggiatura anche se di amarezze ne ha avute molte. Poco personaggio, artista non di sinistra, dalla vita regolare, anti-eroe del mondo della musica e per questo interessante: una voce che stacca dal coro.

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