La vita è bizzarra, mai lineare. È tortuosa e carsica. Che sia tornato Iachino proprio ora avrà forse un senso, ma lo scoprirò a carte giocate.

“Rosso Parigi” di Maureen Gibbon

Scritto da Domenica, 05 Febbraio 2017

Un romanzo che intreccia eros e sentimenti disegnando una Parigi in rosso di metà dell'Ottocento tra mondo operaio e bohème artistica, dove il torbido non fa perdere la freschezza dei sentimenti. Una biografia artistica ben documentata che riesce ad essere avvincente.

Gustoso manuale che è anche diario intimo di un percorso dal caos all’ordine che diventa metafora del ritrovamento del centro dentro se stessi. Per certi aspetti una lettura pratica con alcuni consigli utili, per altri uno spunto di riflessione sulla necessità di fare ordine dentro se stessi.

Un manuale sulle regole del mangiare zen, dalla preparazione, al modo di mangiare e soprattutto di servire il cibo, mettendo quest’ultimo al centro della spiritualità. Può essere letto come un insieme di regole e la narrazione di una spiritualità orientale, un testo di alfabetizzazione o anche, forse in modo più utile, uno spunto di riflessione che ciascuno può declinare secondo la propria sensibilità e contesto socio-culturale, per ammissione dello stesso autore. Colpisce lo stop che si impone nel caos metropolitano e la delicatezza, l’umiltà, con le quali si porge l’autore che non ha il tono del guru né del direttore spirituale.

Gli occhi di Borges è il titolo della settima indagine dell’ormai famoso commissario Ottavio Ponzetti, il romano colto e di mezz’età creato da Giovanni Ricciardi e apparso per la prima volta in I gatti lo sapranno, che ha vinto il Premio Belgioioso nel 2008. Da allora, Ponzetti e il suo fido Iannotta hanno risolto diversi crimini e si sono fatti amare da un cospicuo numero di lettori, che ormai non vedono l’ora di leggere le loro nuove avventure.

Testo storico di ricostruzione di due secoli di Crociate dalla parte della storiografia araba, ad opera di un grande scrittore a cavallo tra due culture. Lo si legge come un romanzo avvincente ma è un prezioso e quanto mai attuale saggio storico che oltre gli avvenimenti racconta quell’incrocio di culture e di scambi commerciali che poi divennero scambi di idee tra l’oriente e l’occidente del Mediterraneo, provando a evidenziare senza tesi né a priori né deduttive, in termini conclusivi. In particolare avvalora l’idea che la politica è mossa da ragioni economiche e la religione non è una causa di conflitto quanto un effetto strumentalizzato. Un libro che ha il coraggio di mettere il dito nella piaga di entrambe le parti, senza acredine, senza trionfalismi ma come un narratore scrupoloso.

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