“Siracusa” di Delia Ephron

Scritto da Domenica, 02 Settembre 2018

Dalla sceneggiatrice di C’è posta per te, un accattivante romanzo ambientato in Sicilia: un perfetto gioco di seduzioni incrociate in cui la commedia brillante americana assume un’intrigante sfumatura noir.

Una penna poetica di grande piacevolezza racconta con immediatezza giornalistica l'Algeria nomade di fine Ottocento, vissuta da una ragazza giovane svizzera votata all'avventura tanto da lasciare tutto per il Maghreb, vestirsi da uomo, convertirsi all'Islam e "diventare" a sua volta una nomade.

Romanzo circolare nella struttura, commovente, di sentimenti puri, struggente e catartico ad un tempo. Una storia d’amore in qualche modo senza tempo, al centro della quale una ragazza determinata quanto pura, innamorata dei propri sogni. Ispirata a una storia vera, perché la vita ha sempre più fantasia di noi, anche degli scrittori, ci fa riflettere sull’incredibile gioia e dolore che la quotidianità ci riserva e anche sulle possibilità che abbiamo, non già di cambiare il corso delle cose, ma di conservare l’integrità di noi stessi.

Un libro scritto da donne che riguarda il cinema delle donne. Un tentativo di riappropriarsi di un importante spazio della cultura moderna che alle donne spetta di diritto: quello che riguarda appunto la settima arte, che della sensibilità, della specificità e del talento femminili si è largamente giovata fin dai tempi del cinema muto.

La Poursuite du bonheur è una raccolta poetica dal titolo paradossale: l'alienazione e lo sfinimento del quotidiano rendono di fatto impossibile la sola ricerca o anche semplice aspirazione alla felicità.

Il libro è un ossimoro anche formale di tradizione poetica classica e di libertà dal linguaggio crudo. Luogo di nostalgia dove la morte è presenza costante e anche l'amore, l'unica cosa dotata di senso, resta il grande assente.
La raccolta La poursuite du bonheur, letteralmente "Il perseguimento della felicità", è una raccolta di poemi di Michel Houellebecq publicata nel 1991 con le Éditions de la Différence à Paris. La raccolta rimaneggiata è stata ripresa in altri volumi, in particolare con le Éditions J'ai lu e nella collana «Librio». Ha ottenuto il Premio Tristan-Tzara.
Dal punto di vista stilistico, com'è stato notato dalla critica, Houellebecq fa un'operazione interessante, prendendo le distanze dall'espressione poetica tradizionale con l'adozione del verso libero e l'esplosione del sentire contemporaneo, dall'uso del fraseggio, ai termini, al sentire; dall'altro non dimentica la lezione classica, che impone forme fisse, un numero di piedi prestabilito, l'inclinazione verso l'alessandrino. Così con alcune elisioni e tenendo conto della pronuncia di lettere mute, costruisce versi come «J'aime les hôpitaux, asiles de souffrance / Où les vieux oubliés se transforment en organes » (p. 16) che si pronunciano "J'aim les hôpitaux, asil de souffrance / Où les vieux oubliés se transform' en organes »). In modo nuovo e senza ammiccare al ritmo tipico della rima, la tiene in considerazione.

Di scena è il quotidiano, il suo mondo di per sé romanzesco, un po' stralunato, quasi surreale, di grande attualità eppure evanescente come un sogno che rischia di diventare un incubo, dove "il tempo non ha pietà di noi".

Al centro la sofferenza e l'ineluttabilità dello scacco per cui la stessa ricerca della felicità diventa assurda, quasi ridicola nella sua ingenuità come una lotta contro i mulini a vento. Persa in partenza. C'è una grande prossimità con la morte che è raffigurata metaforicamente con la notte che incombe, corpi molli ed esausti che giacciono per lo più. Anche l'amore, che è considerato come l'unica cosa che conta, è raffreddato. Appare sempre come languido, passato, finito, assente, irraggiungibile. Prevale in ogni caso nel senso dell'assenza. Conosciuto soprattutto per i romanzi, in particolare "Le particelle elementari" e "La Carta e il territorio" (premio Goncourt 2010) che lo impongono come uno degli scrittori francesi più letti, sorprende come poeta. L'ultimo romanzo, Sottomissione, ha fatto molto discutere.

La poursuite du bonheur
di Michel Houllebecq
France, 1991
Éditions de la Différence
pp. 103
J'AI LU
Paris, 2015
Stampa, Italia Grafica Veneta
Collana "Librio"

Articolo di Ilaria Guidantoni

Un premio Strega all'insegna dell'impegno civile per recuperare un angolo di storia dimenticata, la nota fotografa partigiana tedesca partita per documentare in prima linea la Guerra civile ne in Spagna, Gerda Taro, vittima giovane di un incidente sospetto, conosciuta per essere stata la compagna di Robert Capa. Il libro, ben scritto, impegnativo con alcune immagini scelte con cura e commentate che diventano parte del testo, restituisce una figura tridimensionale viva, a tutto tondo, nemmeno troppo simpatica.E questo è un merito, oltre il prezioso lavoro di ricerca e di assimilazione.

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