Walled Gardens in an Insane Eden – Galleria Z2O

Scritto da  Martedì, 14 Marzo 2017 

Lo sguardo di un gruppo di artisti inglesi sulla realtà contemporanea, il senso della fluidità e dell’incertezza al centro della riflessione. Eppure in questa foresta urbana, mutuata anche dalla fantascienza, dove non ci sono più certezza, si apre una porta sul nuovo che è speranza e non groviglio che è semplicemente gorgo. Come se gli artisti avessero la speranza, la coscienza e la responsabilità di poter trovare la chiave per un mondo rigenerato.

 

Walled Gardens in an Insane Eden è stata in scena in scena alla Galleria Z2O dal 9 al 25 febbraio, una mostra collettiva di sette artisti giovani che vivono e lavorano a Londra: Rebecca Ackroyd, Gabriella Boyd, Rhys Coren, Kira Freije, Marie Jacotey, Florence Peake, Zadie Xa. Una riflessione sui sentimenti e le contraddizioni dell’umano in un mondo che si sgretola, senza perdere la speranza. Il viaggio è in tre sale attraverso sette artisti, tra i quali un solo uomo, scelti da Marcelle Joseph che realizza progetti a Londra con un focus su giovani emergenti - tra i 28 e i 35 anni quelli esposti- che vivono e lavorano nella capitale ingles. Nella prima sala l'artista francese Marie Jacotey con i suoi disegni a matita su carta e uno spirito voyeristico legato anche alle suggestioni cinematografiche e della fotografia ma anche la protesta come nel suo “No” che è diventato la locandina della manifestazione e “Non vedi che hai fatto abbastanza danni qui?”. La dimensione onirica è invece dominante nella tela - un uomo che tiene in mano un bicchiere mezzo vuoto - di Gabriella Boyd.
Nella seconda sala Rhys Coren, l'unico artista uomo di formazione musicale crea lavori con ritmo, due quelli in mostra, mossi e incastonato come un mosaico l’uno, come una nuvola fumettistica dipinta e intagliata l’altro. Di fronte l'artista di origine coreana Zadie Xa che realizza grandi lavori tessili che indossa durante le performance con simbologie provenienti dalle culture che ha attraversato come nel caso delle fiamme della sua opera, simbolo di magia ed epurazione nel suo lavoro che si ispira alla tradizione sciamanica della Corea del Sud.
Nella terza sala, continuando a pensare all’arte come terapia, si entra in un labirinto scultoreo simile ad uno degli ambienti londinesi de Il mondo sommerso di Ballard. Invece di una palude disabitata, insopportabilmente calda e governata da rettili primordiali e da un’aggressiva vegetazione tropicale, ci introduciamo in una giungla urbana più ospitale popolata da parti del corpo e sagome, piccole e grandi, di materiali e colori diversi, dove coesistono armoniosamente i lavori di Rebecca Ackroyd, Kira Freije e Florence Peake. Le sculture di Rebecca Ackroyd realizzate in loco ridisegnando li spazio nel quale lavora respirano e simulano prese d'aria. Qui si Poi una scultura che si 'attiva' con materiali forti come l'acciaio e materiali di recupero Kira Freije che lavora sulla on tradizione emozionale. Infine le sculture di Florence Peacke, danzatrice di formazione che realizza le opere durante le performance nelle quali intrattiene un rapporto interattivo con il pubblico. In mostra opere in ceramica ma il 10 marzo nella Galleria è prevista la performance "Voicings" con la realizzazione di sculture in terracotta.
L’esposizione è un viaggio nella società fluida e pericolante che non scoraggia i giovani artisti concentrati sui sentimenti con il coraggio di attraversarne le contraddizioni. “È soltanto il panorama esterno a trasformarsi? Quanto spesso, negli ultimi tempi, la maggior parte di noi ha avuto una sensazione di déjà-vu, di aver già visto tutto questo, addirittura di ricordare fin troppo bene queste paludi e queste lagune? Per quanto selettiva possa essere la parte cosciente della mente umana, la maggior parte dei nostri ricordi biologici è legata a eventi spiacevoli, echi lontani di pericoli e di terrori. “Nulla dura più a lungo della paura”, come scrive J.G. Ballard ne Il mondo sommerso (1962). In linea con l'umore prevalente nel 2016 dovuto alla perdita assoluta delle certezze politiche in Europa, appropriandosi di una frase de Il mondo sommerso, primo romanzo di fantascienza di J.G. Ballard e racconto distopico ambientato a Londra, Walled Gardens in an Insane Eden ritrae il mondo in cui viviamo oggi: sull’orlo del collasso, ma pieno di speranza per un futuro meno fragile.


Rebecca Ackroyd (n. 1987, Cheltenham, UK), vive e lavora a Londra. Si è laureata presso la Royal Academy Schools nel 2015 dopo aver completato il suo BA in Belle Arti presso la Byam Shaw School of Art nel 2010. La sua pratica come artista consiste nello scavare i resti di un oggetto per ricostruire qualcosa di nuovo, creando sculture e disegni che riflettono una storia e che rimangono sospesi tra luoghi diversi, diventando allo stesso tempo familiari e sconosciuti. Su larga scala, l’artista si sposta per creare composizioni che si snodano nello spazio come condotti di aria condizionata - strutture respiranti che abitano e dividono lo spazio. Mentre piccole opere invitano un incontro più intimo, invitando a una riflessione sullo schiacciante spostamento tra desiderio globale e individuale: queste opere esplorano un quadro individuale dentro il quale trovare o costruire significato. Rebecca ha mostrato il suo lavoro a Londra in una personale presso la galleria Hunter/Whitfield (2015), la Kinman Gallery (2014) e la Marsden Woo Gallery (2013). Tra le recenti collettive: Modest Villa Immense Versailles, Kinman Gallery, Londra; At Home Salon: Double Acts, Marcelle Joseph Projects, Ascot; Bloody Life, Herald St, Londra; All Over, Studio Leigh, Londra; Is it heavy or is it light, Assembly Point, Londra; With institutions like these, Averard Hotel, Londra; Opals, Galerie Opdahl, Stavanger, Norvegia; Royal Academy Schools Degree Show, Londra; Works in Residence, David Roberts Art Foundation, Londra; and The London Open, Whitechapel Gallery, Londra. Nel 2013, il suo lavoro è stato incluso in Bloomberg New Contemporaries (ICA, London and Spike Island, Bristol). http://rebeccaackroyd.com

Gabriella Boyd (n. 1988, Glasgow, UK) vive e lavora a Londra. Gabriella Boyd ha studiato alla Glasgow School of Art 2007-11 (Medaglia del Presidente 2011) ed è ora alla Royal Academy Schools di Londra 2014-2017. È stata uno dei cinque vincitori del Premio di Pittura John Moores nel 2016, dove il suo lavoro è stato esposto alla Walker Art Gallery, Liverpool (2016). Le sue opere, che consistono principalmente in dipinti ad olio su tela, ruotano intorno alla fusione di spazi privati e pubblici. L’artista realizza dipinti di luoghi immaginari in più fasi, spesso consentendo considerazioni puramente formali di colore e linea per determinare la loro essenza: è attraverso questo processo che emergono figure. Gli stati psicologici vengono realizzati teatralmente come realtà interne e sfocate di personaggi inventati. Lavorando con fotografie, disegni e osservazioni sociali, Gabriella Boyd cerca di descrivere le interazioni fugaci tra le persone o i momenti di intimità falliti. Tra le mostre e i riconoscimenti recenti: ); Premiums: Interim Projects, Royal Academy of Arts, Londra (2016); Gabriella Boyd & Marco Giordano, Glasgow International, House for an Art Lover, Glasgow (2016); Whispers, Ronchini Gallery, Londra (2015); ); Illustrated Freud’s Interpreting Dreams, Folio Society, Londra (2015); Go Figure, Cob Gallery, Londra (2014); Strong Necks (personale) High House Gallery, Oxford (2013); Catlin Art Prize 2012, Londonewcastle Project Space, Londra (2012); Beijing International Art Biennale, Pechino (2012); The Yellow Wallpaper, Cob Gallery, Londra (2012); e Saatchi New Sensations (menzione speciale), Victoria House, Londra (2011). Nei primi mesi del 2016, Gabriella Boyd ha studiato con Peter Doig alla Kunstakademie di Düsseldorf nel corso di un programma di scambio di tre mesi. http://gabriellaboyd.co.uk/

Rhys Coren (n. 1983, Plymouth, UK) è un artista residente Londra, ha conseguito un Diploma post-laurea alla Royal Academy Schools, Londra nel 2016. Coren lavora con l'animazione, la scrittura, le performance, in ogni media mostra un piacere evidente nel ritmo, nella forma, nel colore, nella consistenza e nello spazio, negativo e positivo. Le opere a parete contengono nuvole fumettistiche decorate con griglie di colore, texture e giochi di linee. L’artista descrive il legame tra la sua esperienza con la musica e il linguaggio visivo della sua pratica, usando la struttura intrinseca alla musica dance, elettronica, jazz e disco come genesi delle opere. Tra le mostre personali recenti, passate e in Z2O Sara Zanin Gallery| via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Orario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento) programma ci sono quella alla Seventeen Gallery, Londra (marzo 2017), Galerie Pcp, Parigi (dicembre 2016), Jerwood Project Space, Londra (2014), Orazio Jr., Londra (2014), e SPACE, Londra (2013). Recentemente ha curato la mostra collettiva Cuts, Shapes, Breaks and Scrapes, presso la Seventeen di Londra al fianco di Gabriel Hartley e ha in programma altri progetti curatoriali, tra cui Opening Times e bubblebyte.org. Tra le recenti mostre collettive: Beyond the Cartoon, Cassina Project con ARTUNER, New York (2016); La Royal Academy Schools Degree Show, Royal Academy of Arts, Londra (2016); Studio Leigh, Londra (2015); Drawing Biennal 2015, Drawing Room, Londra (2015); E-Vapor-8, Site Gallery, Sheffield, UK (2014); Symbolic Logic, Identity Gallery, Hong Kong (2014); Stop / Action, Test Space, Spike Island, Bristol, UK (2013); Young London, V22, Londra (2013); e Magic 8 Ball, FOLD, Londra (2013); The Response, The Sunday Painter, Londra (2012); Happy Accident, Wandering Around Wandering, New York (2012); VIDEO PROGETTO, Grand Union, Birmingham e 26CC, Roma, Italia (2010). Rhys Coren è rappresentato dalla Seventeen Gallery di Londra. http://rhyscoren.co.uk/

Kira Freije (n. 1985, Londra) è un’artista londinese, si è laureata alla Royal Academy Schools, nel 2016, dopo aver completato il suo BA in Fine Art presso la Scuola Ruskin di Disegno e Belle Arti presso l'Università di Oxford nel 2011. L'utilizzo di metallo, tessuto, immagini serigrafate e materiali di recupero, l’artista rende le sculture materialmente molto ricche, ma austere; esse esplorano situazioni narrative surreali o esagerate. L’artista dice: "Noi esseri umani condividiamo un potenziale omicida, possiamo diventare isterici. o paranoici, gelosi o promiscui ecc..” Le sculture sono simboli figurativi, anche quando non appaiono letteralmente come figure; Esse rappresentano la capacità umana di amare e di odiare allo stesso tempo, interrogandosi anche sulla possibilità di essere persone buone o cattive. Riguardo la parte fisica, che è intrinsecamente nascosta, queste opere si rivelano essere senso di colpa, ansia, e contraddizione, in altre parole, proprio come siamo tutti noi. Tra le mostre recenti: God’s Finger, Kinman Gallery, Londra (2016 Our Tongues Are The Replaceable Filaments (solo), Occidental Temporary, Parigi (2016);The rose is without a “why”. It blooms because it blooms, Carl Freedman Gallery, Londra (2016); Royal Academy Schools Degree Show, Royal Academy of Arts, Londra (2016); All About My Mother, The Keepers Studio, Royal Academy, Londra; Chimp Cracks Nut (To What Extent Is It Asking a Question), Kennington Residency, Londra (2015); Yesterday Night, Rowhill Mansions, Londra; Testing Tropes, Kestle Barton, Cornwall; Premiums Interim Projects, Royal Academy, Londra (2015); CorsoAperto, Fondazione Antonio Ratti, Como, Italia; Greenhorn, Tintype, Londra (2012); Red Mansion Art Prize, Burlington Gardens, Londra. L’artista ha inoltre ricevuto i seguenti riconoscimenti: Land Securities Studio Award; Chelsea Arts Club Trust Special Project Award; Advanced Course in Visual Arts, Fondazione Antonio Ratti, Como, Italia; Red Mansion Residency, Pechino, Cina; e Pirye Prize, Oxford University. Il suo lavoro può essere trovato nella collezione permanente della Royal Academy of Arts di Londra. http://kirafreije.com/

Marie Jacotey (n. 1988, Parigi, Francia) è un’artista londinese che ha preso un Master in stampa al Royal College of Art di Londra nel 2013, dopo aver completato un DNSAD nel 2011 da École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, a Parigi. Il lavoro di Marie Jacotey trae ispirazione dai gruppi di persone, dall'espressione delle emozioni nelle loro molteplici interazioni e dai contesti e dettagli in cui questi scontri avvengono. Le sue opere - anche se con insistenza manuale nel loro processo (dipinti su gesso, disegni a matita, cucito e tessuto) - si appropriano di prospettive che fanno riferimento al mondo del cinema e slo-mo, il punta e scatta del fotografo, identificando un’artista che ha raggiunto la Z2O Sara Zanin Gallery| via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Orario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento) maggiore età nell’era degli smartphone e i suoi verbi - zoom, scroll, touch, ecc.. Tra le recenti mostre personali: quelle presso McQueen Project Space, Londra (2016), Francis Carrette Galerie, Bruxelles (2016), Hannah Barry Gallery, Londra (2015 e 2014), Robert Blumenthal Gallery, Hamptons, NY (2015), Heike Moras Art, Londra (2015), e Galerie du CROUS, Parigi (2013). Nel 2014 il suo lavoro è stato incluso nella Bloomberg New Contemporaries (ICA, Londra, Liverpool Biennial, Liverpool e Newlyn Art Gallery, Cornwall). Tra le recenti mostre collettive: Rhythm and depiction, Center for Recent Drawing, Londra (2016); PLAYROOM, Union Club Studios, Londra (2016); The Names, Transition Gallery, Londra (2016); What’s the meaning of a goldfish, Tatjana Pieters Gallery, Ghent, Belgio (2015); She came to stay, Rook and Raven Gallery, Londra (2015); East London Painting Prize, Rum Factory, Londra (2015); and Parisianer,Hôtel de Ville and Cité des Arts, Paris (2013-4). Nel 2015, le sono state commissionate da Granby Workshop, una serie di stampe digitali in edizione limitata per il suo negozio. Granby Workshop è l’Assemble Turner Prize- un progetto di ricostruzione con sede a Liverpool. Il suo lavoro può essere trovato nella collezione del Victoria & Albert Museum di Londra. Marie Jacotey è rappresentata da Hannah Barry Gallery, Londra. http://mariejacotey.tumblr.com/

Florence Peake è un’artista londinese attiva dal 1995, con una vasta formazione in danza e un background in pittura. Le performance di Florence Peake prevede l’utilizzo di disegno, pittura e scultura, combinati con objets trouvès, messi in relazione con il movimento del corpo. Il luogo e il pubblico, testi live e preparati, arguzia e umorismo sono le chiavi del suo lavoro. Alcune delle sue recenti performance hanno preso ispirazione da pratiche spirituali popolari, nelle quali ha interagito intimamente con il pubblico, esplorando una gamma di stati d'essere diversi, al fine di testare ciò che si presume della realtà. Il suo lavoro pittorico con tecnica mista tenta di catturare l'esperienza della performance, gli stati d’animo degli interpreti e la memoria di quel momento; vuole riproporre i lavori in tempo reale attraverso le tele di grandi dimensioni e l'affresco. I lavori di ceramica includono anche la performance come soggetto, rendendo le forme di argilla, opere scultoree autonome. Il suo recente lavoro comprende: The Keeners, SPACE, Londra (2016),Voicings, Serpentine Gallery Offsite Project, Londra (2016), Lay me down, NoTT Dance Festival, Nottingham, UK (2015) e Modern Art Oxford, Oxford, UK (2015), Swell the Thickening Surface of, Hayward Gallery, Londra (2014), MAKE, BALTIC, Gateshead, UK (2013) and Yorkshire Sculpture Park, Yorkshire, UK (2012); REMAKE, Baltic 39, Gateshead, UK (2012) and Lanchester Gallery, Coventry, UK (2012); Chorus; Swell the Thickening Surface of, Tintype, Londra (2013); Paper Portraits, National Portrait Gallery, Londra (2010). Come performer, Florence Peake lavora con registi, artisti e coreografi, Joe Moran, Gaby Agis, Serena Korda, Nicola Conibere, e Gary Stevens; inoltre ha fatto un tour con Roadmetal e Sweetbread di Station House Opera. Florence Peake tiene lezioni presso i principali conservatori di danza e presso Camberwell School of Art di Londra, e recentemente ha vinto il Premio di ricerca coreografica Jerwood. http://www.florencepeake.com/

Zadie Xa è un’artista canadese che vive a Londra il cui lavoro esplora l'identità, il desiderio e la fantasia personale. Zadie ha completato un Master in Pittura al Royal College of Art (2014) e un BFA presso l’Emily Carr University (2007), Vancouver, Canada. Mostre selezionate, progetti e performance includono: Basic Instructions B4 Leaving, Café OTO, Londra (2016); Deep Space Mathematics, #Wandering Wilding: Movment as Movement (curate da Legacy Russell for Daata Editions) (2016);Kind of Flossy (curate da C.R.E.A.M.), Assembly Point Gallery, Londra (2016); 3 Z2O Sara Zanin Gallery| via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Orario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento) Thousand and 30 High Priestess of Pluto (with Eunjung Kim and Taylor Le Melle), Artsy X Whitechapel First Futures, Whitechapel Gallery Londra (2016); Coral North (curated by easy!upstream), Schwabinger Tor, Monaco; Linguistic Legacies and Lunar Exploration, Saturday’s Live, Serpentine Gallery, Londra (2016); Looking at people, looking at art (curated by Mark Essen), Division of Labour, Londra (2016); The rose is without a “why”. It blooms because it blooms (curated by Sean Steadman), Carl Freedman Gallery, Londra (2016); At Home Salon: Double Acts, Marcelle Joseph Projects, Ascot; Ride the Chaktu, Serpentine Radio, Serpentine Gallery, Londra (2016); With Institutions Like These (curate da Victor Wang and Alex Meurice),The Averard Hotel, London (2016); Meduse-Caput, Westminister Waste, Londra (2016); Living Room in the Tropics, NTU Centre of Contemporary Art, Singapore (2015); Silent Barn, Brooklyn, New York (2015); Video NachtKlub, Brussels Art Department, Brussels (2015); Space Station 51, Area 51, Londra (2015); Faux Sho, Assembley House, Leeds (2015); Studio Voltaire Open: 2015 (selezionata da Cory Arcangel e Hanne Mugaas), Studio Voltaire, Londra (2015); and Figuratively Speaking, Marcelle Joseph Projects presso Heikemoras art, Londra (2015). http://www.zadiexa.com/

Articolo di Ilaria Guidantoni

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