Bipersonale di Patrizia Molinari e Federico D'Ambrosi "Universi di Luce". Galleria BEAARTE di Roma‏

Scritto da  Domenica, 31 Gennaio 2016 

UNIVERSI DI LUCE
Patrizia Molinari | Federico D’Ambrosi

Dal 14 gennaio al 10 febbraio 2016

Luce e spazio nel dialogo tra due artisti, tra una scelta materica, pur nella forte concettualità ed una che enfatizza la dimensione spaziale sottolineata dalla luce.

 

Inaugurata il 14 gennaio 2016 la mostra “Universi di luce” degli artisti Patrizia Molinari e Federico D’Ambrosi presso la galleria Bea Arte di Roma è aperta fino al 10 febbraio 2016. Patrizia Molinari presenta opere sulle costellazioni, mentre Federico D’Ambrosi crea opere di luce che hanno come simbolo principale il GIF, ovvero il rivelatore grafico di caricamento on-line, basandosi sul numero tre come “misura” dell’universo.
Mentre Patrizia Molinari incentra il suo lavoro nel rapporto fra cielo e terra identificando l’universo come luogo dove si supera il concetto di tempo e si raggiunge una condizione fisica e mentale oltre la nostra; Federico D’Ambrosi, nella ripetizione ossessiva della forma prescelta guarda all’universo come ad un luogo dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande dove ci si può perdere in maniera indefinita.
Molinari crea strutture in ferro che hanno la sagoma delle costellazioni sulle quali inserisce fibre ottiche, tali strutture sono realizzate per rendere più concreto, o semplicemente apprezzabile, quello che all’occhio mano non è tangibile, la luce delle stelle. Ha scelto le costellazioni per una volontà di sublimazione spirituale e mentale, non religiosa e in particolare ha scelto delle costellazioni di animali – la lince, l’aquila, la lucertola e l’unicorno – che non rappresentano i segni zodiacali, incuriosita e in parte divertita dall’idea che nel cielo ci si posto per gli animali, ma non sembra esserci una traccia di figura umana. Così stabilisce un collegamento fra cielo e terra, tra animali terrestri che improvvisamente volano luminosi.ne nell’universo.
Questa tappa, a mio modesto parere, si inserisce in un viaggio intimo di ricerca che non è tanto nel segno della trascendenza o di un’aspirazione religiosa, né si connota stilisticamente in modo astratto; è invece un cammino di spiritualità dove la dimensione interiore e quella carnale si saldano in un dialogo possibile, che è simboleggiato da due elementi tanto lontani quali il ferro – nella sua pesantezza - e la luce, inafferrabile.
Diverso l’approccio di D’Ambrosi che si basa su formule matematiche e su simboli numerici: il tre è all’origine del suo lavoro, affascinato da questo numero primo crea immagini in cui è inserito il GIF, illuminate dalla luce di wood, organizzate appunto in multipli di tre. Ma anche nelle regole matematiche c’è qualcosa che sfugge, una di queste è cosa sia il tempo. Rientra qui in gioco il simbolo GIF che può sancire un’attesa indefinita che crea un percorso non più solamente temporale, quant’anche emotivo, un percorso interno che non si può definire concretamente se non quando è terminato il periodo che lo attraversa.

Galleria Beaarte artisticonlaluce
Via Belsiana, 92 - 00187 Roma lunedì – sabato: 10 - 13 | 16 – 19
mail | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 066797726

Articolo di Ilaria Guidantoni

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