Time is Out of Joint - GNAM, (Roma)

Scritto da  Domenica, 20 Novembre 2016 

11.10.2016 — 15.04.2018

Nuovo allestimento nuova vivibilità per l’arte contemporanea nella Capitale

Riallestimento con più spazio alla vivibilità. Lo spazio museale diventa un luogo da vivere, dinamico dove il passato incontra il presente con opere antiche e moderne che dialogano con quelle contemporanee, per assonanza, suggestione, affinità nei temi, e spazi prima solo funzionali sono stati riallestiti come scenografie e una scelta di “lunga durata”.

 

La Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma, la più grande collezione italiana di arte contemporanea, figlia del razionalismo, all’interno di villa Borghese, diretta da Cristiana Collu, ha inaugurato una nuova veste e un nuovo capitolo con l’esposizione “Time is Out of Joint”, aperta l’11 ottobre scorso e in programma fino al 15 aprile 2018. L’inaugurazione della mostra porta a compimento l’ampio processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento, iniziato il 21 giugno 2016, con la restituzione al pubblico di spazi completamente rinnovati e la profonda rilettura delle sue collezioni. L’esposizione, il cui titolo cita i versi dell’Amleto di William Shakespeare “The time is out of joint”, sonda l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell’arte Hans Belting “la fine della storia dell’arte o la libertà dell’arte”. Si supera così la lettura storicista che caratterizza la maggior parte degli studi italiani di estetica improntati all’estetica di Benedetto Croce che ha guidato anche la concezione della scuola di Giovanni Gentile. Prende il posto di questa visione legata ad un’evoluzione-progresso in certo senso ideale per un piano sincronico che mette in relazioni opere del patrimonio storico della collezione, da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, Alberto Burri, per citarne alcuni con lavori di questi anni di autori che hanno fatto ingresso in questo tempio dell’arte. Sostenuta dall’autonomia speciale della riforma del MiBACT, la Galleria Nazionale si propone come luogo di scoperta, aperto alla ricerca e alla contemplazione, e spazio di riflessione sui linguaggi, sulle pratiche espositive e sul ruolo del museo contemporaneo. Nata a Roma nel 1883 per rappresentare l’arte nazionale del nuovo Stato unitario. La prima impressione è di uno spazio da vivere, aperto, arioso e luminoso, con una certa leggerezza, rispetto alla struttura architettonica imponente. Il nuovo allestimento si apre con un grande foyer dove c’è la biglietteria e un piccolo caffè e anche all’interno gli spazi sono fluidi e si respira un clima giocoso. Interessante l’accostamento di opere di epoche diverse, accostate con criteri vari, per associazione tematica, di stile, talora a contrasto o in sinergia. Cambia la fruizione, sostituendosi alla visione statica di un percorso in successione cronologica con una forte segmentazione per aree geografiche, scuole e autori, una sorta di interattività nella quale lo spettatore è indotto provando a cogliere le associazioni tra le opere e a rintracciare nelle diverse sale le combinazioni. Tra le varie opere incontriamo ad esempio “Gli emigranti” di Angiolo Tomasi del 1796 che con il “Centro di permanenza temporanea” del 2007 di Adrian Paci, proveniente dalla Galleria Kaufmann Repetto a Milano, un video – accompagnato da due foto – che è stato il manifesto dell’edizione 2015 del MedFilm Festival di Roma. Il San Francesco dello scultore milanese Adolfo Wildt guarda a uno dei disegni preparatori del “Quarto Stato” di Pelizza da Volpedo, come Miriam Mafai con “Le tre sorelle” del 1936, si avvicina all’altro dei disegni. Poveri e protettori poveri insieme, in uno stesso ambiente, materie diverse e autori di ambienti variegati ruotano sullo stesso tema.
Leoncillo con il suo San Sebastiano del 1939 è accanto a Francesco Paolo Michetti, il pittore e fotografo amato dal Dannunzio, che nel 1883 dipinge “Il Voto”: una suggestione di temi non immediata ma che nello stile, rispettivamente, della superficie della ceramica policroma e pittorica, mostra un richiamo nel color e nel tratto. Il dipinto “Bosco di Fontainbleau” di Giuseppe Palizzi del 1874, dal gusto realista con una nota gotica, si specchia in una sequenza di foto di Ana Mendieta, “Untitled”, a un secolo esatto di distanza - 1974 – che mette in risalto la parte della roccia boscosa: dalle pietre in una sequenza emerge progressivamente un uomo. Lo scultore Pietro Tenerani, autore di “Vulcano” nel 1844 e Franz Von Stuck con il dipinto di grandi dimensioni “Oreste e le Erinni” del 1905 si esercitano sulla potenza mostruosa di creature mitologiche. Decisamente suggestiva la sala con un tavolo enorme di busti in gesso di vari autori, come l’interno di uno studio d’artista e le figure in legno di Mario Ceroli che sembrano sedute a guardare le opere mentre un’opera analoga astratta di Alberto Viani aspetta il suo turno dall’altra parte della sala. “Ninfee” è il titolo di uno dei celebri dipinti del pittore impressionista Claude Monet e di Luca Rento, opera del 2004, con una retroilluminazione. Divertente di Giacomo Balla “Villa Borghese parco dei daini”, con il suo tardo pointillisme che raffigura delle statue che sembrano specchiarsi nella scultura tridimensione “L'età del bronzo” di Auguste Rodin al centro della sala. Su un’idea di Arnaldo Pomodoro di realizzare gallerie d’arte e mostre all’interno di una nave, l’installazione che crea un effetto ponte di nave lungo la quale si possono guardare opere che a loro volta parlano di viaggio. Infine i “Leoni” di Davide Rivalta, disegni a carboncino su una parete del corridoio in uscita che ripropone un piano sincronico nell’opera stessa, a mio parere, il disegno con varie sfaccettature di animali, decisamente classico e realista e insieme un occhio ai murales che caratterizzano molta arte contemporanea.

Galleria d’Arte Moderna
Viale delle Belle Arti, 131, 00197 Roma
Orari d'apertura: da martedì a domenica 8.30 — 19.30 (ultimo ingresso ore 18.45)
Lunedì chiuso
Info e prenotazioni: Tel. +39 06 3229 8221
Biglietto: 10 € (intero), 5 € (ridotto)

Articolo di Ilaria Guidantoni

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