"The Art of the Brick" di Nathan Sawaya (Spazio Tirso, Roma)

Scritto da  Venerdì, 12 Febbraio 2016 

Dal 28 ottobre 2015 al 3 aprile 2016 – C’è ancora tempo per tornare bambini e lasciarsi trasportare nel mondo colorato, allegro e fantasioso di Nathan Sawaya, artista statunitense creatore di vere e proprie opere d’arte a base di soli mattoncini LEGO. Appena prorogata fino al 3 aprile, la mostra “The Art of the Brick” è arrivata in Italia dopo aver raccolto successi in tutto il mondo e dopo essere stata inclusa tra le 10 mostre mondiali da non perdere. L’arte si fonde con il gioco: sculture e quadri famosi, oggetti e creazioni originali in una mostra geniale e particolarissima adatta a tutte le età.

 

“L’arte nutre la mente, sia essa di creta, pittura, legno o giocattoli moderni” (Nathan Sawaya)

Tutto inizia dal più classico passatempo dell’infanzia, da quei mattoncini colorati con cui tutti da bambini abbiamo giocato a costruire casette, ponti, città. Era il 1978 e nell’Oregon un bambino di 5 anni, Nathan Sawaya, riceveva in dono per Natale, come tanti altri, la sua prima scatola di mattoncini LEGO. Era un bambino particolarmente creativo e fantasioso tanto che, quando i genitori non vollero prendergli un cane, lui se ne costruì uno (di LEGO) a grandezza naturale. Poco dopo creò anche un’intera città (sempre di LEGO) di 10 mq. Aveva 10 anni o poco più. Cresciuto, studiò legge a New York, divenne avvocato, iniziò a lavorare. Un giorno poi, era il 2000, tornò a sedersi per terra e a giocare con gli amati mattoncini. Mollò la carriera da avvocato, aprì il suo studio e divenne ufficialmente un Artista di LEGO. Nel 2007 ottenne la sua prima esposizione personale negli Stati Uniti. Oggi Sawaya espone in tutti e cinque i continenti; il Gruppo LEGO (per cui lavorò per poco meno di sei mesi) lo ha riconosciuto come uno dei migliori costruttori di LEGO al mondo e insignito del “LEGO Certified Professional” (unico ad aver ottenuto entrambi i titoli) e "The Art of the Brick" è la più grande mostra al mondo dedicata interamente alle costruzioni con i LEGO.
La sua storia è una favola, è il trionfo della creatività e della fantasia, è l’esortazione a non smettere mai di sognare e giocare, è la vittoria del colore e dell’immaginazione sui rigidi schemi della vita quotidiana.

Oggi Sawaya possiede oltre 4.000.000 di mattoncini. Per realizzare la mostra “The Art of the Brick” ne ha utilizzati circa un milione, realizzando più di 80 opere diverse, tutte capaci di strappare un sorriso o un’esclamazione di stupore a grandi e piccoli.

Nei 1200mq di esposizione presso lo Spazio Tirso (ben curato l’allestimento, lineare, pulito, con il giusto respiro per ogni opera e richiami giocosi adeguati allo stile dell’intera esposizione), si spazia tra oggetti di ogni tipo: mele rosse fiammanti, violini, pianeti, matite giganti (da 9800 mattoncini e 2 metri d’altezza!) create perché Nathan fin da piccolo avrebbe voluto poter scrivere sul soffitto. Non c’è limite a ciò che la fantasia e la creatività di Sawaya possono realizzare. Unica regola: i mattoncini LEGO (+ colla e fili trasparenti per tenere sospese alcune opere) come unici ingredienti della magia!

Interamente a base di LEGO sono le riproduzioni dei dipinti più famosi, spesso nelle dimensioni reali: “La notte stellata” di Van Gogh, “Il bacio” di Klimt, la “Ragazza con orecchino di perla” di Vermeer, “L’urlo” di Munch, il volto di Andy Warhol versione pop-art, un luminoso Mickey Mouse creato per restituire anche ai visitatori la spensieratezza dell’età dell’oro, quando “topi parlanti e paperi iracondi riempivano i sabati pomeriggio di risate e gioia”. Sono opere bidimensionali che viste da lontano riproducono esattamente i dipinti originali e che poi, avvicinandosi, svelano la propria identità di mattoncini, i cui colori dei lati lisci, combinati perfettamente, compongono l’immagine come pixel variopinti.

Si passa poi alle opere d’arte tridimensionali, incredibilmente perfette. Tra una ballerina di Degas, il David di Michelangelo, la sfinge di Giza, la Venere di Milo, è impossibile non avvicinarsi alle opere per tentare di capire come sono incastrati i pezzi, rese le curve, rispettate le misure, combinate le sfumature. Diventa un gioco anche andare a scoprire quanti mattoncini sono stati usati: per ricostruire il Partenone servono 30.201 pezzi, per “La grande onda di Kanagawa” 2.877, per Mickey Mouse appena 1.228.

Ma, non pago delle perfette riproduzioni di opere d’arte, Sawaya propone nel percorso anche sue creazioni originali altrettanto notevoli.Yellow” (11.014 pezzi), una delle sue opere più famose, rappresenta un uomo in giallo che si squarcia il petto e ne lascia fuoriuscire un fiume di mattoncini gialli ed ha, secondo Sawaya, tre diverse letture: piace agli adulti che ci leggono “l’apertura di sé stessi al mondo”, diverte i bambini con lo spruzzo di interiora giallo acceso e ricorda all’artista la metamorfosi avvenuta nel corso dei suoi viaggi. “Everlasting” racconta invece, attraverso 10.584 mattoncini rossi e le sagome grassocce di un uomo e una donna che si tengono per mano, che l’amore è eterno e “dura ben oltre i primi anni, una grande pancia e dei bei capelli lunghi”. E poi volti che sbucano dalle pareti, coppie che si baciano, teschi colorati, figure scure, simboli. Fino ad arrivare alla scenografica conclusione: nell’ultima sala, verdeggiante e rigogliosa per le foglie e i rami che riempiono le pareti, troneggia un colossale scheletro di dinosauro. E’ lungo sei metri, ha richiesto un’intera estate di lavoro e fu creato da Sawaya per stupire i tanti bambini accorsi a visitare la sua prima mostra. 20.020 pezzi bianchi!

La mostra “The Art of the Brick” è stata dichiarata dalla CNN una tra le 10 mostre da non perdere al mondo ed ha già attirato milioni di visitatori a New York, Los Angeles, Melbourne, Shanghai, Singapore, Londra e Parigi. “I sogni si realizzano un mattoncino alla volta” dice Sawaya e la mostra è sicuramente un invito a risvegliare il lato spensierato e creativo che è in noi, a liberare la fantasia, a dare libero sfogo alla propria arte. E allora, per cominciare subito, c’è lo spazio-giochi allestito a fine percorso per cimentarsi in qualche creazione con i mucchi di mattoncini a disposizione in ogni colore!

SET – Spazio Eventi Tirso
via Tirso, 14 - 00198 Roma
Orari: dal lunedì al giovedì ore 10/20 - venerdì e sabato ore 10/23 - domenica ore 10/21 - Sabato 13/02 la mostra resterà aperta fino alle 24.00 - Domenica 14/02 la mostra chiuderà anticipatamente alle ore 19. Ultimo ingresso consentito fino a 1 ora prima dell’orario di chiusura della mostra.
Biglietti: Intero 15,50 euro - Ridotto over 65, studenti (14-26 anni), disabili 13,50 euro - Bambini dai 4 ai 13 anni 11,50 euro - Bambini sotto i 4 anni ingresso gratuito
Biglietti famiglia: 2 adulti + 2 bambini o 1 adulto + 3 bambini 44,00 euro - 2 adulti + 3 bambini 50,00 euro
GRUPPI (10 persone o più): Intero 11,50 euro - Ridotto over 65, studenti (14-26 anni), disabili 9,50 euro - Bambini (dai 4 ai 13 anni) 6,50 euro (per i servizi di prevendita va aggiunta una commissione di € 1 iva inclusa per ogni biglietto).

Grazie a Laura Melidoni Comunicazione

Articolo di Michela Staderini

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