Steve McCurry “Oltre lo sguardo” in mostra a Cinecittà

Scritto da  Silvana Calò Domenica, 31 Maggio 2015 

Steve Mc Curry è tornato a Roma con le sue foto.
E’ ancora vivo il ricordo della mostra, intitolata semplicemente “Steve McCurry”, alla Pelanda nel 2012, con il suggestivo allestimento che invitava lo spettatore a girovagare nelle varie sezioni con la sensazione di “perdersi” in un viaggio ideale intorno al mondo. Oggi è possibile ancora ritrovare alcune sue foto nella mostra collettiva A occhi aperti. Quando la storia si è fermata in una foto all’Auditorium Parco della Musica, prorogata fino al 7 giugno, dove è in buona compagnia con Abbas, Gabriele Basilico, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Don McCullin, Josef Koudelka, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado, Alex Webb.

Per vedere invece la mostra “Oltre lo sguardo”, curata da Biba Giachetti e Peter Bottazzi, visitabile fino al 20 settembre, basta varcare gli storici cancelli di Cinecittà in via Tuscolana n.1055. Con questa esposizione si inaugura un nuovo spazio dedicato alla cultura dell’immagine, dalla fotografia al design, all’interno della leggendaria città del cinema dove pochi anni fa è approdato il fotografo statunitense ed è stato subito amore. Racconta lo stesso McCurry: "Sono molto emozionato di essere il protagonista di una mostra a Cinecittà. E’ un luogo molto importante per me, avendo visto molti film girati in questi studi, come, ad esempio, Ben Hur. Tre anni fa ho fatto una cover story per National Geographic ed ho trovato queste location piene di atmosfera."

Appena si oltrepassa l’ingresso del Teatro 1, dove è allestita la mostra, si viene inghiottiti dal buio e dopo un momento di smarrimento, emergono le immagini di grande formato, che scendono dall’alto come sospese nel vuoto e invece aggrappate a leggeri reti di velo. Le oltre 150 foto sono illuminate con luci direzionate che esaltano il buio intorno e accompagnano lo spettatore in un’atmosfera caravaggesca, teatrale dove le immagini ti rapiscono e ti portano in terre lontane, tra luoghi e persone che con la loro presenza silenziosa ci regalano frammenti di culture diverse. L’allestimento molto suggestivo ed elegante, realizzato da Peter Bottazzi, lascia lo spettatore libero di vagare intorno alle “varie stanze”, delimitate dai veli trasparenti, che fanno intravedere le altre stanze in un continuum dove niente è stabilito, dove ognuno può farsi trasportare dalle proprie emozioni. Si tratta di foto che disorientano, commuovono, rapiscono, fanno pensare…e ci raccontano la complessità dell’essere umano che, nonostante le tragedie personali o collettive da affrontare, continua il suo cammino con una profonda forza di volontà.

Gli scatti sono segni rilevanti della nostra memoria storica, attraversata dal concetto di resilienza che è la capacità di “tirarsi fuori” partendo dalla sofferenza. Trasformare il potenziale negativo in positivo. Alzarsi da soli e uscire dalla caverna. Non arrendersi, non rinunciare, non lasciare la responsabilità delle cose agli altri….
L’inesauribile voglia di conoscenza geografica, etnica, ma soprattutto umana di McCurry è all’origine dell’ampio repertorio in mostra, in cui i soggetti osservano, contemplano, soffrono, gioiscono, testimoni di verità disarmanti.
E insieme all’avventura di questi uomini, donne, bambini la mostra racconta l’avventura della sua vita e della sua professione anche grazie ad una serie di video e ad un’audioguida nella quale l’artista racconta in prima persona le sue foto.

Le massime di Steve:
1- Mantieni la calma con i tassisti
2- Impegna il tuo tempo per le fotografie, non disperderti
3- Limita le giornate di viaggio
4- Se è buono stai sul pezzo
5- Per fare delle buone foto, devi entrare dentro l’acqua

Non c’è niente di meglio che ascoltare le parole dell’autore per entrare nel suo mondo, nel mondo, oltre lo sguardo: “Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te. Mi piacerebbe che il mio lavoro mostrasse in qualche modo la nostra umanità condivisa. Ho fotografato persone in tutto il mondo. Credo che quello che ho sempre cercato di fare è far vedere quello che abbiamo in comune……Ho sempre avuto un unico approccio alla fotografia che viene in parte dall’intuito, in parte dal cuore. ……….In più di quarant’anni ho scattato centinaia di migliaia di fotografie….La ragione che mi ha portato in Asia o in altri paesi esotici è che si è trasportati in un posto davvero diverso, facendo esperienze completamente nuove….Molti dei lavori esposti sono stati scattati in Birmania e India, e ogni volta si è trattato per me di un’esperienza completamente diversa. Davvero, ogni volta che si gira l’angolo si trova qualcosa di formidabile, sorprendente, delizioso, che aspetta solo di essere scoperto.

Steve McCurry
Oltre lo sguardo
18 aprile - 20 settembre 2015
Teatro1, Cinecittà si Mostra,
Via Tuscolana 1055, Roma

Grazie a Arianna Diana, Ufficio Stampa Civita

Articolo di Silvana Calò

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