“Sensualité fluide”. Mostra di Mario Guerra a Parigi

Scritto da  Sabato, 14 Giugno 2014 

12 giugno – 4 luglio 2014


La sensualità è materia, così primaria che diventa fluida, oltre l’organicismo che la ridurrebbe al sesso. Cosa immaginate quando sentite sensualità? Corpi che danzano, bocche che si sfiorano, mani che si accarezzano e si intrecciano? Dimenticate tutto questo. Il suo mondo è infinitamente più piccolo e più grande. E’ un’attitudine, come ci racconta Mario Guerra in uno spazio singolare, dove cibo e sensi si uniscono nell’origine primaria, semplicemente vita anche se distillata.

 

 

 

 

 

 

 


Mario Guerra, fotografo italiano, a Parigi espone alla Galleria Le Purgatoire a Rue du Paradis; il gioco allusivo è fin troppo semplice se la mostra s’intitola “Sensualité fluide”. L’ambiente è scarno, con un’illuminazione che sfiora e ci guida dopo la passeggiata tra le foto, materie in dissolvenza, ad un piano inferiore, la tentazione infernale del cibo nutrimento primario e distrazione. All’inizio si può essere spiazzati dal titolo, guardando particolari ingranditi di porzioni di oggetti, materia, fino quasi ad essere deformati, dissolti come quando si ripete all’infinito la stessa parola.


Se Umberto Eco sostiene che il titolo dev’essere una suggestione che piuttosto deve confondere che spiegare, siamo nel territorio di mezzo, l’allusione senza diversione. In fondo cosa impara, in modo non automatico, per prima cosa l’uomo quando nasce? Respirare è un gesto automatico quindi non conta, come il pianto, il grido del bambino. La suzione del latte materno mima quel gesto di sintesi che è naturale e culturale insieme, che è sopravvivenza e cura e che unisce per sempre cibo e sensualità, perché l’intimità del piccolo con la madre mima il bacio e quella conoscenza che passa per vie carnali.


Al centro delle opere c’è un ingrandimento ‘esagerato’ di particolari grandi millimetri, che cambiando misura cambiano immagine e senso, come a dire che le cose sono fluide quando si sentono con le vibrazioni dell’attrazione e si muovono come la vita, sfuggono, ma nello stesso tempo incidono fortemente. E’ il rischio senza il quale la sensualità, incatenandosi muore. Il mio sguardo va per l’immagine in rosso e per i cristalli di zucchero o sale in bianco, attratta dai miei colori preferiti. Nello spazio parigino un piano è immagine distillata e l’altro è degustazione con una sorta di teatro cucina. Le Purgatoire è uno spazio in cui Alain Cirelli condivide il suo gusto per l’arte contemporanea e gli scambi; altresì spazio di ricerca e scoperta nonché di incontri intorno alla cucina.


Le Purgatoire - 54 Paradis
Espace-Galerie-Expositions
54 Rue de Paradis, Paris


Articolo di Ilaria Guidantoni

 

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