Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città

Scritto da  Mercoledì, 04 Febbraio 2015 

Titolo suggestivo per la mostra che conclude le celebrazioni del Bimillenario augusteo al Museo Nazionale Archeologico di RomaPalazzo Massimo, mettendo a fuoco uno degli aspetti che caratterizzarono la riforma politica e culturale del primo imperatore di Roma: la rimodulazione del calendario attraverso l’introduzione di festività legate alle tappe della sua ascesa al potere e per la celebrazione della sua Gens.
Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma con Electa, a cura di Rita Paris, con Silvia Bruni e Miria Roghi, compone una selezione di opere appartenenti alla collezione permanente del museo e altre in prestito da musei italiani e internazionali in un allestimento che si propone di illustrare la rivoluzione operata da Augusto nella scansione del tempo e, in stretta correlazione, dello spazio urbano.

La statua dell’imperatore nelle vesti di Pontefice massimo (dopo il 12 a.C.), con toga panneggiata tirata sul retro a ricoprire il capo, accoglie i visitatori nella prima sala della mostra. Proprio perché ricoprì anche la carica di pontefice, figura preposta al controllo della vita religiosa e alla gestione del calendario, Augusto poté modificare l’organizzazione del tempo nella capitale, e quindi nell’impero, introducendo delle festività in onore del principe e della sua casata.

Rispetto al precedente uso di riportare esclusivamente feste legate alle divinità, i Fasti (termine con cui veniva indicato il calendario dalla parola “fasto”, giorno in cui non esistevano controindicazioni religiose per la trattazione degli affari) diventano con Augusto uno strumento di propaganda. Il cambiamento porta con sé l’introduzione di nuovi riti, influendo anche nella riorganizzazione della città con inedite cerimonie in spazi civici e monumenti pubblici. L’Urbe viene divisa in 14 regiones, all’interno delle quali 265 vici (quartieri) gestiscono il nuovo culto dei Lares Augusti, figure protettrici della casa dell’imperatore.
Il museo conserva le lastre dei Fasti Antiates e dei Fasti Praenestini, i calendari che segnavano il tempo prima e dopo la riforma di Giulio Cesare del 46 a.C. e il percorso della mostra sottolinea alcune date importanti affiancando ai frammenti del calendario opere che richiamano il contenuto delle iscrizioni riferite proprio alle nuove festività introdotte dall’imperatore.

Il Ritratto di Augusto con corona civica (circa 40 d.C. da Saintes, Francia) si riferisce alla ricorrenza del 13 gennaio dell’anno 27 a.C., quando il senato conferisce ad Augusto la corona di quercia, per aver restituito la repubblica al popolo romano, e gli consente di esporla sulla porta della sua casa con rami di alloro.
Un frammento dei Fasti Praenestini attesta che il 23 ottobre viene istituita una nuova festività per ricordare la vittoria di Ottaviano a Filippi sui cesaricidi Bruto e Cassio, nel 42 a.C.
Il 2 settembre si celebrava invece il ricordo della battaglia di Azio, nella quale Ottaviano, grazie anche all’abilità del suo generale e amico fraterno Agrippa, aveva sconfitto nel 31 a.C. la flotta di Antonio e Cleopatra. Il Rilievo con Vittoria alata e trofeo di armi (ultimo trentennio del I secolo a. C. — da Roma, Quirinale) fu creato probabilmente proprio per la celebrazione di questa ricorrenza e l'iconografia conobbe grande fortuna decorativa.

Il percorso della mostra si conclude con degli approfondimenti multimediali e un cortometraggio.
L’Hyper-biografia è una grande postazione digitale, che permette al pubblico di interagire con le figure dei personaggi storici per comprenderne le vite e le relazioni politiche e familiari. Il percorso culmina in una visione aerea di Roma che mostra il grandioso progetto urbanistico ed edilizio di Augusto.
A completamento del percorso viene proiettato il cortometraggio “A” Elegia di Augusto, breve ma suggestivo viaggio nei luoghi di Augusto a Roma alla ricerca della sua eredità alle radici della cultura europea.

Prima di uscire, però, è d’obbligo una visita all’ultimo piano del museo, dove sono custoditi meravigliosi esempi di pitture ad affresco dell’età augustea, che meglio di qualunque ricostruzione virtuale ci permettono davvero un viaggio a ritroso nel tempo: il giardino dipinto, proveniente dalla Villa di Livia a Prima Porta (30 – 20 a.C.) e diversi ambienti della Villa Farnesina, edificio della fine del I secolo a.C. appartenuto a un esponente della stretta cerchia augustea, probabilmente proprio il generale Marco Agrippa.

Rivoluzione Augusto
L’imperatore che riscrisse il tempo e la città
Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo
17 dicembre 2014 – 2 giugno 2015
Dalle 9.00 alle 19.45, chiuso il Lunedì
La biglietteria chiude alle 18.45
Biglietto Intero 7 €, ridotto 3,50 €

Grazie a Gabriella Gatto - Ufficio stampa Electa per la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici
di Roma

Articolo di Adele Maddonni

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