Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo - Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli (Roma)

Scritto da  Domenica, 18 Ottobre 2015 

Lo sguardo come mezzo di conoscenza e di arricchimento; lo sguardo utilizzato dai giovani artisti per rubare la bravura e i segreti del grande maestro. La mostra “Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo”, ospitata nelle sale dei Musei Capitolini fino al 10 Gennaio 2016, riflette su questo argomento, ovvero su come l’arte del grande maestro urbinate sia stata vista e reinterpretata dai più giovani Parmigianino e Barocci, che nei loro più grandi lavori hanno sempre mostrato il ricordo di Raffaello, seppur mitigato da rielaborazioni personali ed in linea col loro tempo.

Raffaello, per la sua grazia e la capacità di rivisitare i grandi modelli degli antichi, fu senza dubbio un punto di riferimento per gli artisti del Cinquecento; infatti furono numerosi coloro che cercarono di imitarlo o di avvicinarsi alla sua maniera, fra questi degni di nota furono il Parmigianino, a cui fu dato l’appellativo di Raphael redivivus, quasi come se l’anima aggraziata e misurata del Sanzio fosse trasmigrata in lui, e Federico Barocci, avvicinato al maestro per la comune provenienza da Urbino. I numerosi disegni e stampe raccolti nella mostra dei Capitolini, coadiuvati da una selezione mirata di dipinti, vogliono illustrare come i due giovani artisti siano rimasti influenzati dai capolavori del maestro e come siano stati capaci di rielaborarne i modelli iconografici, diversificandosi nei modi e nei risultati raggiunti.

Avendo l’esposizione come tematica portante lo “sguardo” non poteva non aprirsi con gli autoritratti dei tre artisti, iniziando così un gioco di sguardi reali e fittizi tra pittore e osservatore, vi è infatti l’artista che vede se stesso e si ripropone sulla tela o sul foglio, ma vi è anche l’immagine dell’artista che sembra guardare l’osservatore, così come vi è quest’ultimo che ricambia lo sguardo, ed infine ci sono gli sguardi fittizi dei tre artisti che si osservano tra di loro. È in questa prima sezione che troviamo il capolavoro della mostra, l’autoritratto del giovane Raffaello proveniente dagli Uffizi, dove il Sanzio si ritrae di tre quarti, rivolto verso lo spettatore su fondo scuro. Ugualmente degno di nota è il ritratto che fa di se Barocci, anch’esso proveniente dalla galleria fiorentina, nel quale il pittore sceglie uno stretto primo piano e dove il volto fuoriesce dal fondo scuro grazie ad un sapiente gioco di luci ed ombre, che inoltre donano vibrante vitalità all’effigiato.
Le similitudini e delle differenze tra i tre artisti sono analizzate mediante sezioni tematiche, partendo dal tema della Deposizione (presente in mostra lo Studio per la Pala Baglioni di Raffaello), passando per le raffigurazioni della Vergine, dove la grazia e l’equilibrio del Sanzio fungono da linee guida per Parmigianino e Barocci, si arriva ad analizzare la concezione spaziale, basata per tutti e tre gli artisti su riferimenti classici (qui sono esposti gli Studi per gli affreschi della Basilica di Santa Maria della Steccata a Parma realizzati dal Parmigianino). Il percorso continua con l’analisi dei volti femminili, composti e dolci quelli di Raffaello, vibranti e di una bellezza eterea quelli del parmense e riflessivi e naturalistici quelli del Barocci. L’esposizione si chiude con una riflessione sul tema della finestra, caro agli artisti in mostra e metafora della visione.

I numerosi disegni esposti provengono dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dall'Albertina di Vienna, dalla Reale Biblioteca di Torino, dal British Museum e dalle Courtauld Institute Galleries di Londra, dal Rijksprentenkabinet di Amsterdam, dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte a Napoli, dallo Städelsches Museum di Francoforte, dalla Galleria Nazionale di Parma. Tra i dipinti un ruolo di spicco è riservato al Riposo durante la fuga in Egitto del Barocci, proveniente dalla Pinacoteca Vaticana, esemplificativo di come l’artista sia stato quasi un anello di congiunzione tra la pittura manierista e la successiva arte barocca.

Il grande pubblico potrà sicuramente apprezzare la straordinaria bravura che gli artisti dimostrarono nell’arte grafica, grazie alle opere esposte di altissima levatura; agli occhi più esperti invece spetterà il compito di cogliere il vero senso dell’esposizione, basato su similutidini e differenze stilistiche che solo un visitatore preparato potrà comprendere nella loro reale complessità.

Informazioni
Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo
Musei CapitoliniPalazzo Caffarelli
Dal 2 Ottobre 2015 al 10 Gennaio 2016
Tutti i giorni 9.30 – 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: € 15 biglietto intero integrato Mostra + Museo; € 13 biglietto ridotto integrato Mostra + Museo; € 2 sul biglietto gratuito
Informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 21.00), www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

Grazie a Giusi Alessio, Responsabile Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura

Articolo di Roberta Di Pietro

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