Preraffaelliti, amore e desiderio – Palazzo Reale (Milano)

Scritto da  Giovedì, 12 Settembre 2019 

Da Londra a Milano, fino al 6 ottobre a Palazzo Reale, con la celeberrima Ofelia di Millais, capolavoro struggente di questa corrente artistica inglese che a metà dell’Ottocento ha rivoluzionato l’arte: una Confraternita contro le regole dell’Accademia e della buona società vittoriana, che trovò nel Medioevo e nel Rinascimento, quindi nell’Italia prima di Raffaello i suoi punti di riferimento. Il gusto del particolare, l’ossessione per i simboli, la letteratura soprattutto d’amore e la Bibbia le sue fonti d’ispirazione; ben prima degli Impressionisti diffuse il gusto della pittura en plein air.

 

Per la prima volta a Milano gli splendidi dipinti della cerchia cosiddetta “preraffaellita”, frutto di un progetto di collaborazione tra Palazzo Reale e Tate Britain, fino al 6 ottobre prossimo. Nel 1848 mentre l’Europa è percorsa da un fremito rivoluzionario in termini politici e sociali che coinvolgono quasi tutte le nazioni, in Inghilterra, in particolare, sette studenti si uniscono per produrre una rivoluzione artistica: liberare la pittura britannica dalle convenzioni e dalla dipendenza dai vecchi maestri.
La mostra Preraffaelliti. Amore e desiderio, circa 80 opere dei 18 artisti preraffaelliti, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, è organizzata in collaborazione con la Tate Britain e curata da Carol Jacobi, Curator British Art del museo londinese; si avvale inoltre del contributo scientifico di Maria Teresa Benedetti, in relazione al rapporto dei Preraffaelliti con l’Italia. Da segnalare che sono in mostra alcuni dipinti iconici che difficilmente escono dal Regno Unito per essere prestati, come l’Ofelia di John Everett Millais, il cosiddetto pittore bambino, il più giovane della cerchia che aveva precedentemente frequentato l’Accademia; A more d’aprile di Arthur Hughes, la Lady of Shalott di John William Waterhouse da un poema dell’inglese Tennyson che a sua volta riprende una storia letteraria italiana.

In mostra tutta la poetica di questo movimento: dall’amore e dal desiderio alla fedeltà alla natura, le storie medievali, la poesia, il mito, e la bellezza in tutte le sue forme. 
L’esposizione si articola in sezioni tematiche, scandite da campiture di colori insoliti nella tonalità e anche ardite con una suggestione che ha insieme qualcosa di rivoluzionario e di neo-gotico.
Particolare risalto è stato dato all’impatto che il movimento artistico produsse sul modo di concepire l’arte, dimostrando come il fascino dei preraffaelliti, in quanto determinante nel processo formativo delle generazioni successive di artisti, sia ancor oggi straordinariamente attuale. Centrale in particolare il tema della poetica degli artisti preraffaelliti, che deve all’arte e in generale alla cultura italiana pre-rinascimentale quell’idea di “modernità medievale” che tanto la caratterizza. A testimoniarlo, sono presenti in mostra dipinti “iconici” su temi che vanno da Dante Alighieri e il suo poema (Paolo e Francesca e Il sogno di Dante al tempo della morte di Beatrice di Dante Gabriel Rossetti) fino al paesaggio italiano tout court (Veduta di Firenze da Bellosguardo di John Brett). 
La Confraternita dei Preraffaelliti, come sottolinea nel suo saggio all’interno del catalogo, edito da Il Sole 24 ORE, Carol Jacobi, “con la loro combinazione di ribellione, bellezza, precisione scientifica e magnificenza immaginativa, costituisce il primo movimento di arte moderna della Gran Bretagna e, centosettant’anni dopo, sono ancora fonte di ispirazione”. 
Il movimento riunì oltre che pittori anche scrittori e poeti che si allontanarono dallo stile artistico dell’epoca e anche dal perbenismo e dalle convenzioni della società Vittoriana. Le fonti dalle quali attingevano erano quelle letterarie soprattutto della poesia e novellistica medievale, Dante in primis, come il Decameron di Boccaccio tradotto in latino dal Petrarca e così conosciuto in Inghilterra; ma anche il poeti inglesi come lo stesso Shakespeare o Tennyson o ancora Le roman de la rose e il ciclo di Re Artù. Le storie d’amore soprattutto quelle infelici erano al centro dell’attenzione di questi pittori in particolare del più celebre della Confraternita, Dante Gabriel Rossetti che ebbe una vita sentimentale inquieta. La pittura del Preraffaelliti influenzò artisti anche al di fuori della cerchia come Calderon che recupera la centralità del tema dell’amore sebbene accentuandone l’aspetto sentimentale. Nei quadri dedicati al tema amoroso è evidente l’attenzione al simbolismo, floreale in particolare, dall’edera che evoca l’amore eterno, alla rosa che racconta insieme sentimento e passione ma anche un amore finito quando i suoi petali giacciono a terra dispersi; mentre le margherite di Ofelia ne raccontano l’ingenuità e il papavero che tiene nella mano destra, la morte. Questo dipinto evidenzia un altro tratto caratteristico della pittura dei Preraffaelliti, il gusto del realismo quasi fotografico, tanto che la modella si ammalò per essere stata troppo a lungo immersa in una vasca la cui acqua si era raffreddata. Questo tipo di attenzione la ritroviamo nella cura maniacale degli oggetti, come il pane ammuffito nel quadro che descrive il supplizio di Santa Teresa o nella Madonna dei bravi bambini, per citare alcuni esempi, se si fa attenzione al panneggio in stile medioevale dietro la Vergine. Altra fonte di ispirazione la Bibbia, soprattutto per quelle vicende che si prestavano ad un’attualizzazione. Quest’attenzione ai soggetti sacri era relativamente nuova in Inghilterra dove non esisteva una tradizione e una scuola della pittura sacra pertanto i soggetti furono ritratti come personaggi e avvenimenti storici. L’Italia fu un mito per questi artisti in un’epoca nella quale si cominciava a viaggiare in treno e su navi a vapori. Meta elettiva fu Firenze dove proprio in quel periodo si costituì una comunità inglese. 
La cerchia, che formò la prima delle avanguardie moderne, era quanto mai eterogenea. Tutti tranne uno dei sette membri fondatori erano studenti maschi delle Royal Academy Schools (le donne non vi erano ammesse), dove i tre leader del movimento, Dante Gabriel Rossetti, Hunt e Millais, si erano conosciuti nel 1848 e il gruppo condivideva lo spirito rivoluzionario dell’epoca. William Holman Hunt era un cockney (apparteneva cioè alla classe proletaria dell’East End londinese) e fu assunto come commesso, appena dodicenne, nel magazzino di tessuti diretto da suo padre; John Everett Millais apparteneva invece a una famiglia benestante di commercianti, che si trasferirono a Londra dall’isola di Jersey per iscriverlo, a undici anni, alle Royal Academy Schools; Frederic George Stephens era figlio di scozzesi giunti nella capitale per gestire un ospizio; il padre di Thomas Woolner era originario dell’East Anglia ed era impiegato alle Poste; la famiglia di James Collinson era arrivata dalle Midlands per dedicarsi alla stampa e al commercio dei libri, allora in espansione. Elizabeth Siddal, figlia di un coltellinaio, lavorava presso una modista in Leicester Square. Dante Gabriel, William Michael e Christina Rossetti erano figli di un poeta e letterato italiano, uno dei tanti profughi che poterono beneficiare della relativa tolleranza politica della Gran Bretagna dell’epoca. Banchieri, commercianti e industriali borghesi divennero collezionisti entusiasti di opera preraffaellite. I tempi per apprezzare la finezza psicologica di un Millais erano maturi e nel 1855 diverse opere preraffaellite furono presentate all’Exposition Universelle di Parigi, dove ottennero premi e complimenti dall’avanguardia francese. Negli anni successivi le opere della cerchia si diffusero grazie anche alle fotoincisioni spesso a buon mercato che, a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, raggiunsero un mercato molto più ampio. Dante Gabriel Rossetti fu quello che si scostò più radicalmente tanto che tornò a dedicarsi a temi poetici, trovando ispirazione, ancora una volta, in fonti italiane immergendosi con la compagna Elizabeth Siddal, sia come artisti sia come poeti, completamente nell’Italia e nell’Inghilterra del Medioevo. Nei loro acquerelli di piccole dimensioni, entrambi abbandonarono la verosimiglianza del primo Preraffaellitismo per focalizzarsi sulla forza del colore e del disegno puro; interpretando storie d’amore medievali, tratte dai poeti italiani e dalle leggende arturiane o di autori più moderni come Walter Scott.

Dall’iniziale naturalismo il movimento è sempre più focalizzato sulla rappresentazione del sentimento, della storia vissuta, di un Medioevo onirico, fonte di ispirazione, una sorta di espressionismo ante litteram che si tinge, soprattutto nelle rappresentazioni legate al mito, di nota noir.

Preraffaelliti
Palazzo Reale - Piazza del Duomo 12
Fino al 6 ottobre 2019
Biglietto intero 14 euro
Ridotto 10 euro
Lunedì: 14.30–19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30
Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Grazie all’Ufficio stampa Elettra Occhini


Articolo di Ilaria Guidantoni

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