Officina Santa Maria Novella – Firenze

Scritto da  Giovedì, 12 Gennaio 2017 

Un museo particolare, un’officina ormai cosmetica, che racconta la tradizione dei medici e speziali fiorentini, l’eleganza di uno speciale made in Italy e un luogo simbolo del capoluogo toscano.

 

L’officina Santa Maria Novella, spazio espositivo e commerciale ad un tempo nella centrale via della Scala adiacente a Piazza Novella, è un unicum non tanto per la qualità del prodotto ma per il valore simbolico. Racconta infatti come in questa città il mondo religioso e degli affari sia intrecciato più che altrove e quanto il sapere umanistico abbia saputo unire studi letterari e scientifici in un’unica soluzione. L'Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, detta anche Farmacia di Santa Maria Novella, o Antica Spezieria di Santa Maria Novella, si trova in una parte del complesso conventuale di Santa Maria Novella. E’ ritenuta la farmacia storica più antica di tutt’Europa, attiva senza soluzione di continuità da quasi 4 secoli, nonché uno degli esercizi commerciali più antichi in assoluto: per tale ragione nel 2012 le è stata dedicata un'emissione filatelica italiana ed è stato iniziato inoltre un progetto di restauro di alcuni ambienti monumentali. Tra l’altro la profumeria fiorentina, all’origine della stessa profumeria francese, grazie a Caterina dei Medici che andò sposa a Enrico III di Francia portando Oltralpe molta della nostra cultura rinascimentale, utilizza l’essenza più cara al mondo quella estratta dalla radice dell’Iris, il giaggiolo, ottimo fissatore. Esiste anche una produzione maghrebina ma non è comparabile con la preziosità di quella toscana.
Fin dal 1381 è documentato come i Domenicani di Santa Maria Novella vendessero l'acqua di rose come disinfettante, usato soprattutto nei periodi di epidemie. I frati coltivavano le piante medicamentose (“i semplici”, da cui deriva il nome del giardino dei Semplici: uno ne aveva anche Pisa) in un orto attiguo, distillavano erbe e fiori, preparavano essenze, elisir, pomate, balsami. Il giardino dei semplici riforniva principalmente la più vicina e gemella Farmacia di San Marco anch'essa fondata e gestita dai frati domenicani. L'attuale profumeria risale al 1612 quando ancora svolgeva anche l'attività di spezieria. Rinomata in tutta Europa, ricevette dal granduca Ferdinando II de' Medici il titolo di Fonderia di Sua Altezza Reale nel 1659, durante la direzione di Fra' Angiolo Marchissi. Il suo ruolo è anche al servizio extra-conventuale probabilmente con una scelta orientata da Cosimo I de’ Medici e dei successori tutti, fino al citato Ferdinando II, animati da grandi interessi scientifici applicati. E’ importante d’altronde ricordare il forte legame politico dei Medici con i Domenicani. Nel XVIII secolo i suoi prodotti venivano esportati fin nelle Indie e in Cina. Nonostante le soppressioni ottocentesche del convento, rimase attiva grazie a fra' Damiano Beni e nel 1866 divenne di proprietà comunale e fu presa in affitto dal nipote Cesare Augusto Stefani, i cui eredi gestiscono ancor oggi l'attività.
L’attuale profumeria ed erboristeria si trova in un vero e proprio ambiente monumentale, con decorazioni e arredi antichi risalenti a varie epoche. Conserva anche una pregevole collezione di materiale scientifico, quali termometri, mortai, bilance, misurini, oltre ai pregiati vasi da farmacia dal Sei al Novecento. L’ambiente neogotico dell’ingresso è quanto mai suggestivo come le altre sale che si affacciano sul giardino. All’interno della seconda sala si trovano gli stemmi del Quartiere e dell’Ordine domenicano di Santa Maria Novella, uno dei quattro quartieri della città nella quale viene divisa a partire dal Trecento, che prendono il nome dallo stemma religioso più importante. Quello di Santa Maria Novella è costituito da uno scudo bianco (simbolo di purezza) e nero (simbolo di penitenza) come i colori dell’abito domenicano e una stella a ricordare la nascita di San Domenico sulla parte nera mentre sulla parte bianca i frati hanno aggiunto il sole raggiante del volto di Cristo. La farmacia sviluppò molto gli studi alchemici e durante la grave epidemia di peste tra il 1630-1631 l’Officina ottenne da Ferdinando II la possibilità di fregiarsi del titolo di Fonderia di Sua Altezza Reale e l’arme medicea che incornicia il ritratto di San Pietro martire. Lo scudo di questo stemma, sormontato dalla corona granducale con il giglio di Firenze, è costituito da sei bisanti (palle) medicei sostenuti da putti dorati avvolte nelle spire di un serpente. Quest’ultimo è l’animale sacro al dio guaritore greco-romano Asclepio-Esculapio simbolo della farmacopea e medicina. In qualche modo tutte le strade a Firenze si ricongiungono ai Medici. Una sosta, dopo essersi persi tra profumi, creme e tisane, merita la sacrestia della cappella di San Niccolò con gli affreschi attribuiti a Mariotto Di Nardo tra il 1385 e il 1405, che raccontano la Passione di Cristo, commissionati dalla Famiglia Acciaiuoli. Tra i particolari si nota sotto la Croce un leone simbolo della famiglia e ed un cappello cardinalizio che lascia intuire che il religioso inginocchiato sotto la croce sia Angelo Acciaiuoli nominato vescovo e cardinale di Firenze nel 1385.

Negozio - Museo di Via della Scala, 16 - Firenze
Aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 9:00 alle 20.00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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