Museo Tomi Ungerer (Strasburgo)

Scritto da  Venerdì, 16 Settembre 2016 

Tomi Ungerer, da illustratore di libri per l’infanzia, a pubblicitario e autore di satire scomode.

Un museo singolare intitolato a un personaggio vivente, con alcune mostre temporanee sempre sul tema dell’illustrazione a 360 gradi: libri per l’infanzia, campagne pubblicitarie e autore di satire ironiche, graffianti, ammiccanti o grottesche sulla guerra, oggetto di censura, ma fine disegnatore.

Ho avuto l’occasione di visitare questo museo singolare grazie a Christine Mathy, che ha ereditato l’azienda paterna Sky Dress, di abbigliamento sportivo, del quale l’Alsazia è stata in qualche modo pioniera. Non è un caso questo incontro perché l’autore al quale è intitolato il museo nel centro di Strasburgo ha disegnato tra l’altro una serie di litografie acquerellate numerate per questo marchio. Emerge anche in questa immagine il tratto ironico di uno sciatore che presta soccorso ad una sciatrice caduta approfittando per un gentil approccio. E’ l’ironia che diventa qualche volta un po’ sfacciata talaltra quasi disturbante – soprattutto per la sua battaglia figurativa contro la guerra – il tratto caratteristico del suo stile. 

La villa liberty raccoglie 11mila disegni e 6.500 giocattoli donati dall’artista alla sua città natale oltre un fondo di illustrazioni.
Tomi Ungerer è nato a Strasburgo nel 1931, da una famiglia di orologiai. Dopo aver percorso molto giovane la Lapponia, l’Islanda, la Grecia, si stabilisce nel 1957 a News York. Molto rapidamente pubblica dei libri per bambini alcuni dei quali sono conosciuti nel mondo intero, come I tre briganti (dal quale nel 2007 è stato tratto il lungometraggio (Tiffany e i tre briganti”), L’apprendista stregone e Allumette: una piccola fiammmiferaia (tutti editi da Mondadori) e disegna per la pubblicità, i giornali, le aziende. A partire dal 1971 parte per il Canada dove si dedica all’allevamento dei montoni e da lì si trasferisce in Irlanda. Ma non smette di schizzare il mondo che lo circonda. E’ certamente un cronista della società che mette in scena non senza brutalità, come accennato, i mali del consumismo che emerge negli anni Settanta. Nessun tema è risparmiato nei suoi disegni satirici. Ama dire che la penna è il suo fucile con il quale spara contro la politica, il denaro, i rapporti uomo donna…

Illustratore pubblicitario, realizza anche dei progetti di campagne e di marchi fin dagli anni Cinquanta, epoca particolarmente favorevole per gli illustratori. Ha disegnato numerose campagne pubblicitarie negli Stati Uniti e in Europa, sempre con un tratto efficace e un provocatore. Ungerer è anche disegnatore erotico prolifico che si interroga sulle ambiguità di un società nella quale ognuno partecipa alle rappresentazioni convenute. In alcune immagini volutamente choccanti, rappresenta una donna-oggetto conforme ai desideri maschili o forse una donna libera nella sua sessualità.
Il suo talento si è manifestato in modo precoce come mostrano ben 400 disegni realizzati da bambino e conservati al museo. Un grande numero tratta la Seconda Guerra Mondiale di cui il futuro artista fu testimone con la sua famiglia in Alsazia. A quell’epoca era molto influenzato da Hansi, a sua volta disegnatore e caricaturista alsaziano. Lo choc del giogo nazista in Alsazia è certamente all’origine della sua ribellione alla guerra e alla lotta contro il fascismo. Interessante la sezione dedicata a Thomas Nast, il creatore dello Zio Sam, personaggio senza il quale la satira politica e sociale americana non sarebbe stata quella che è diventata, del quale Ungerer è considerato un successore anche se arrivò a News York circa un secolo dopo, nel 1957 e scoprì una serie di simboli oggi così classici da non porre più domande sulla loro origine quali l’elefante simbolo del Partito repubblicano, l’asino del Partito democratico e certamente il noto Zio Sam. In Esquire del 1958 ad esempio Zio Sam indossa il busto della Marianne francese, simbolo della libertà e dei diritti affermatisi con la Rivoluzione del 1789. Talora emergono temi nuovi legati alla cronaca e all’attualità come a Guerra del Vietnam, fortemente osteggiata dal disegnatore o in alcuni casi si assiste ad una ripresa di personaggi e dello spirito come per il personaggio di Santa Claus americano creato da Thomas Nast tra il 1863 e il 1866. Nel 1998 ha vinto il Premio “Hans Christian Andersen” per il miglior illustratore, nel 2002 ha vinto l'italiano premio Andersen per il migliore autore.

Musée Tomi Ungerer
Centre international de l’Illustration
2, avenue de la Marseillaise
Strasburgo
Chiuso il martedì – h 10,00-18,00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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