Museo Pino Pascali a Polignano a Mare (Bari)

Scritto da  Sabato, 27 Agosto 2016 

Uno spazio aperto sul mare in una continuità tra interno ed esterno e un omaggio ad un'artista locale morto troppo presto che può diventare un punto di incontro e di promozione per l'innovazione nell'arte.

A Polignano in occasione del Festival Castellinaria Parole e Note, una rassegna promossa presso l'hotel omonimo affacciato su un golfo tra gli ulivi, promosso dal giornalista Mario Valentino - al quale ho partecipato raccontando il mio Mediterraneo (con "Lettera a un mare chiuso per una società aperta", Leggi Edizioni), una passeggiata al Museo Pino Pascali, nell'ex mattatoio della cittadina, realizzato con un progetto europeo che ne ha fatto uno spazio espositivo e speriamo presto una piazza di incontri e appuntamenti culturali, diretto da Rosalba Branà, già titolare della Galleria d'arte Zelig a Bari. Dal 2010 è una fondazione pubblica che raccoglie la volontà dei genitori di Pino Pascali, artista nato a Bari ma polignanese, morto a soli 35 anni, nel 1968. Fu innovatore per la sua attività pubblicitaria, lavorando tra l'altro alla Rai per Carosello. Studia al Liceo scientifico ma è ripetente e ad un certo punto decide di trasferirsi a Napoli dove si diploma all'Istituto di belle arti, quindi a Roma studia scenografia laureandosi con Totò Scaloja. Il suo percorso è tracciato e decolla in fretta anche perché fu un personaggio amato dal bel mondo, dai critici d'arte e dai galleristi per le sue qualità umane oltre che artistiche. Sviluppò un forte legame con l'Africa anche se da lontano probabilmente affascinato dall'idea che nel Continente nero creare un oggetto fosse dar vita ad una nuova cultura e non produrre in senso consumistico. I suoi genitori già nel 1969 istituirono un premio a inviti per artisti che avessero una cifra innovativa e il 24 settembre prossimo ci sarà l'inaugurazione con l'edizione di Christiana Löhr. Il premio consiste nell'acquisto di un'opera da parte del museo e annovera artisti del peso di Jean Fabre, tanto per fare un nome.

In questo momento due personali. Quella di Angelo Filomeno, anch'egli locale sebbene newyorkese di adozione che si richiama a Pino Pascali e al suo amore per l'Africa in opere ricamate e preziose mutuate tecnicamente dalla madre sarta. In contemporanea anche la personale di Helidon Gjergji, artista albanese, newyorkese di adozione, che ha lavorato con la videoarte per le Facades, ripercorrendo il tema sociale delle periferie e il piano colore di recupero del noto sindaco di Tirana Edi Rama. Lavori originali i suoi come l'album di famiglia di Stalin ritratto in modo ironico e critico con lo sguardo di chi è nato in un paese satellite dell'Urss; la serie X-Ray paintings legata al non luogo rappresentato dagli aeroporti internazionali che mettono a nudo le vite in movimento delle genti con i metal detector che analizzano i bagagli e ancora un'opera dedicata all'immigrazione dove una serie di bicchieri su una tovaglia rossa, raccontano con le loro etichette le date di morte dei naufraghi e lambita annegata nell'acqua salata che contengono.

Museo Pino Pascali
Polignano a mare -Bari
Aperto dal martedì alla domenica: orario estivo 9-13; 17-21
La biglietteria chiude mezzora prima del museo

Articolo di Ilaria Guidantoni

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