Museo Fondazione Franco Zeffirelli Onlus (Firenze)

Scritto da  Domenica, 24 Dicembre 2017 

Un percorso ricco sulla scenografia e la regia dell’opera lirica in primis, ma anche della filmografia e di alcuni studi di progetti mai realizzati, del grande fiorentino che ha voluto il museo per mettere a disposizione degli appassionati il proprio racconto. Foto, costumi, un video, qualche plastico, ma soprattutto bozzetti che restituiscono un grande disegnatore e, perché no? Un artista del nostro tempo.

 

Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo nasce a Firenze per volontà dello stesso Franco Zeffirelli di mettere a disposizione dei cultori e degli appassionati delle arti il suo ricco patrimonio culturale ed artistico, collezionato e custodito durante quasi settant’anni di carriera internazionale. Il Museo, ospitato al primo piano del Complesso Monumentale di San Firenze – nella piazza omonima, accanto al Museo Bargello - ha una splendida sede e accompagna il visitatore, in un viaggio nel tempo di sala in sala, con stanze per lo più una di passaggio all’altra come nei palazzi antichi, dalle volte affrescate. L’esposizione raccoglie oltre 300 opere di Franco Zeffirelli, tra bozzetti di scena, disegni e figurini di costumi che il Maestro ha realizzato e conservato fin dai suoi esordi. Colpisce la maestria e la cura anche espressiva dei disegni preparatori soprattutto per le scenografie, vere e proprie opere di pittura. Il percorso espositivo è suddiviso cronologicamente nelle sale in successione, in “Teatro di prosa”, “Opera in musica” e “cinema” e illustra per temi gli allestimenti teatrali; le regie d’opera e le trasposizioni cinematografiche sia di ispirazione letteraria classica, sia contemporanea. Ampio spazio è dato alle figure della cantante lirica Maria Callas e del regista Luchino Visconti, forse i due incontri più importanti nella vita di Zeffirelli tanto che incontrando quest’ultimo decise di interrompere gli studi per dedicarsi interamente allo spettacolo. Il museo prevede, accanto alla collezione permanente, l’allestimento di mostre temporanee dedicate a grandi artisti o ad approfondimenti dei singoli soggetti e spettacoli realizzati o studiati da Zeffirelli.

Iniziamo il nostro viaggio (sala 1) con i bozzetti del Maestro che riguardano l’inizio della sua carriera e soprattutto la collaborazione con il maestro Visconti per il quale firmò le prime scenografie delle opere, da “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee William , a “Troilo e Cressida” di William Shaskespeare nel 1949 a “Le tre sorelle “ di Anton Cechov nel 1952. Sono esposte anche i bozzetti di “Rosalinda o Come vi piace” del 1948 (da Shakespeare) con le scene di Salvador Dalì dove il Maestro occupa il ruolo di direttore dell’allestimento.
Il secondo incontro essenziale della vita è stato, come accennato, quello con Maria Callas (sala 2) con la quale realizzò “Il Turco in Italia” di Gioacchino Rossini alla Scala di Milano nel 1955, “La Traviata” di Giuseppe Verdi per la Civic Opera di Dallas, quindi la “Norma” di Vincenzo Bellini per l’Opera di Parigi; la “Tosca” di Giacomo Puccini per la Royal Opera House di Londra. Nella stessa sala sono esposti i bozzetti dell’opera “La Norma” al teatro Massimo di Palermo come materiale di confronto e studio con la realizzazione londinese.
Eccoci quindi ai bozzetti delle opere giovanili e delle opere di prosa (sala 3) per poi arrivare nella sala della Letteratura classica (sala 4) dove tra le altre c’è l’opera il “Lorenzaccio” di Alfred De Musset; per poi passare alla letteratura contemporanea (sala5).
La sala 6 è dedicata alla “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni e ai “Pagliacci” di Leoncavallo in varie versioni e nella sala 7 “Antony e Cleopatra” di Barber per l’inaugurazione del nuovo teatro Metropolitan Opera House di New York. Ben quattro sale sono riservate alle opere di Giuseppe Verdi, rispettivamente, “Falstaff”, “Otello”, “La Traviata” e “Aida” (Sala 8, 9, 10, 11). Dopo una pausa dedicata alle proiezioni (sala 12) il viaggio riprende con un’area riservata alla scenografa e costumista Lila De Nobili, collaboratrice del Maestro (sala 13).
Inizia così la tappa cinematografica con l’Inferno di Dante, progetto grandioso mai realizzato con un allestimento museale suggestivo (sala 14); i costumi per alcuni film come “Storia di una capinera” (sala 15); il film “Fratello sole, sorella luna” e l’arcinoto “Gesù di Nazareth” del 1977 (sala 16); fino ai più recenti “Un tè con Mussolini” del 1999 e “Callas Forever” del 2002 (sala 17); altri lavori sono quelli come “Romeo and Juliet” del 1968, “Hamlet” del 1990 (sala 18). La sala 19 e 20 illustra la realizzazione di opere pucciniane con una grande ricchezza di disegni; quindi la “Carmen” di Bizet (sala 21) e il “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, la cui ultima versione all’Arena di Verona è del 2012 (sala 22).

Ufficio stampa: Cecilia Sandroni

Articolo di Ilaria Guidantoni

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