“Pietro Conti”, il viaggio e la memoria per rileggere la storia e affrontare il futuro

Scritto da  Mercoledì, 07 Ottobre 2015 

Museo Regionale dell’Emigrazione a Gualdo Tadino

C’è un angolo dell’Umbria, vicino al confine con le Marche, la cittadina di Gualdo Tadino – 15mila abitanti – che ha fatto dell’emigrazione e della sua storia un museo. Nel centro cittadino ho avuto modo di visitare quest’istituzione preziosa dal punto di vista dell’archivio e della memoria storica così come della didattica: non dimenticare aiuta a costruire e ricostruire, rileggere la nostra identità di migranti, come a preparare i giovani al futuro e ad affrontare una società sempre più meticcia. A dire il vero tra l’altro, attraverso corsi e ricorsi, la storia dell’umanità è stata da sempre una storia di grandi migrazioni che, al di là della considerazione culturale e del valore etico, si sono dimostrate funzionali all’evoluzione antropologica della civiltà. Il cambiamento e la contaminazione sono infatti all’origine della vita.

A Gualdo Tadino c’è una struttura in pietra – ospitata nel Palazzo del Podestà e Torre Civica (sec. XII) - con un’architettura suggestiva e interessante, il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” – Centro di Ricerca sull’Emigrazione Italiana – intitolato al primo presidente della Regione, che sviluppa un percorso in penombra nel quale sembra di entrare in una miniera, con un cammino di risalita, al contrario di quanto si associa normalmente ad una cava sotterranea. Sviluppato su tre piani e in tre sezioni, presenta al centro della propria attenzione il tema delle miniere perché molti italiani - e molti cittadini umbri – sono stati minatori, una volta emigrati. Tra l’altro essendo un lavoro usurante, particolarmente penoso, ben racconta il tema del dolore della vita fuori dal proprio paese. Il Museo nasce nel 2003 per sottolineare il patrimonio storico, culturale ed umano legato al grande esodo migratorio che coinvolse l’Italia a partire dalla fine del 1800 e che ha riguardato più di 27 milioni di partenze. In questo contesto l’incidenza della popolazione umbra, dapprima trascurabile, diviene rilevante a partire dai primi anni del Novecento, fino a raggiungere il 7° posto nel periodo 1911-1913 nella graduatoria delle regioni a più alta emigrazione. Gualdo Tadino, insieme ai comuni della fascia dorsale appenninica, è protagonista di quest’importante vicenda storica ed umana, ancorché dolorosa. Realizzato con la tecnica delle proiezioni video, coinvolge il visitatore in un percorso emozionante a ritroso: l’arrivo, il viaggio e la partenza. Il Museo possiede tra l’altro il materiale documentario di Rai Teche e della Radio Televisione della Svizzera Italiana riguardante l’emigrazione all’estero, costituito da filmati, servizi giornalistici, film e documentari. Nella prima sezione si narra come in un filmato l’arrivo degli emigranti all’estero, l’aggregazione, la vita comunitaria, il cibo, la religione, l’occupazione, il lavoro nelle miniere.

Nella seconda sezione l’avventura del viaggio, immagini rare di traversate transoceaniche, monitor che emergono da vecchie valige di cartone e antichi bauli, campane del suono che raccontano preziose testimonianze di viaggi ardui e perigliosi a bordo di lenti e bastimenti stracolmi. Il terzo modulo è dedicato alla partenza, ai motivi che spinsero milioni di italiani a tentare la via dell’emigrazione verso terre straniere, in paesi ospitanti ma non sempre ospitali, le difficoltà dell’integrazione, la produzione dei tanti documenti per non essere respinti alla frontiera. Si tratta della rievocazione di un viaggio corale che ha per protagonista l’emigrante: gli addii, l’incontro e lo scontro con il paese straniero, la nostalgia, le gioie e i dolori quotidiani, l’integrazione nella nuova realtà, le sconfitte e le vittorie, il confronto e la riflessione con l’immigrazione di oggi. Ampio spazio è lasciato proprio alla partenza e al tema del viaggio in quanto tale, dal disagio di affrontare un percorso, talora lungo e difficoltoso, soprattutto con una penuria id mezzi, generalmente in treno o in nave; alla propria vita e memoria, spesso ridotte ad una serie di valige, con un’attenzione mirata al valore del ricordo che in mostra è rappresentato dalle foto e dalle lettere. Altro tema di grande interesse, all’interno delle sezioni, l’emigrazione al femminile, vissuta a cominciare da chi restava nella terra d’origine per tutelare quello che restava della famiglia, dagli anziani ai figli, la casa, la rimessa e i propri averi o attività quando c’erano anche se non sufficienti a sfamare e soddisfare la vita quotidiana. Un altro capitolo è dedicato alle donne che partivano al seguito dei mariti e che dovevano inserirsi, più spesso arrangiarsi, nel nuovo paese.

Il Museo, tra le varie attività promuove il Concorso Video “Memorie Migranti”, giunto alla XI edizion3, dedicato al recupero di storie e testimonianze sul tema dell’emigrazione italiana all’estero. L’idea nasce dalla convinzione della necessità di documentare e custodire – attraverso i racconti dei protagonisti – gli adii, l’incontro e lo scontro il paese straniero, la nostalgia, le gioie e i dolori quotidiani, l’integrazione nella nuova realtà, le sconfitte come le vittorie di identità plurali con l’emozione che il film può garantire. La manifestazione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, con la collaborazione dell’Isuc (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea) ha come testimonial i giornalisti Piero Angela e Gan Antonio Stella ed è a cura dell’antropologa culturale Catia Monacelli, direttore del Museo (ideatrice del concorso) e di Daniela Menichini, responsabile didattica del museo che coordina l’attività di catalogazione dello stesso ed è specializzata di etnomusicologia, con particolare riguardo ai canti dell’emigrazione.
L’edizione 2015 per la sezione Andati in onda presenta “Gli errori belli”, “Italiani in Belgio” e “Veneti nel mondo”; per il Master “Vengo dalle navi” – una suggestivo documentario di chi si salva dal naufragio e approda in Argentina, un paese fatto per il 60% da italiani – “L’America ca è”, che mi ha particolarmente colpita perché parla dell’emigrazione e dei trascorsi degli italiani in Tunisia e Marocco (tema del quale ho letto molto e del quale tratto nell’ultimo mio lavoro edito da Oltre Edizioni, presentato proprio alla Mediateca del Museo il 3 ottobre 2015, Corrispondenze mediterranee, viaggio nel sale e nel vento) ricco di testimonianze ben utilizzate e “Un legame che non si spezza: Trentino-Australia”. Per le Scuole sono stati prodotti “Oltreterra”, “Battiti” e “C’era una valigia”.

Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”
Palazzo del Podestà - Piazza Soprammuro
06023 Gualdo Tadino (Pg)
Tel./Fax 0039 075 9142445
E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Direttore: Catia Monacelli
Responsabile scientifico: Alberto Sorbini
Responsabile archivi e coordinamento didattico: Daniela Menichini
Ricerca, eventi ed attività museali: Nicole Marinangeli - Sara Sabbatini - Elisa Polidori
Il Comitato scientifico
Paola Corti (Università di Torino), Emilio Franzina (Università di Verona), Nicoletta Pontalti (Museo storico in Trento), Alberto Sorbini (Isuc), Luciano Tosi (Università di Perugia).
Giorni ed orari di apertura:
Dal martedì al sabato: 10.00 - 13.00 / 16.00 - 18.30
Domenica e festivi: 16.00 - 18.30
Giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio.

Biglietti d’ingresso:
Biglietto intero 5,00
Biglietto ridotto 3,00 *
Biglietto unico 6,00 **

*Ridotto: per i ragazzi da 7 a 18 anni, per gli studenti universitari muniti di libretto, adulti sopra i 65 anni, gruppi superiori alle 15 unità.
** Il Polo Museale Città di Gualdo Tadino offre la possibilità di acquistare a prezzo agevolato un biglietto unico che comprende l’ingresso al Museo Civico Rocca Flea e alla Chiesa Monumentale di San Francesco.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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