Dal Musée d’Orsay. Impressionisti Tête à tête. (Roma)

Scritto da  Sabato, 07 Novembre 2015 

15 ottobre 2015 | 7 febbraio 2016 – I Maestri Impressionisti tornano al Vittoriano di Roma con una selezione di oltre sessanta capolavori dal Musée d’Orsay di Parigi per raccontare in modo nuovo lo spirito di un’epoca. Non i classici paesaggi impressionisti ma una galleria di ritratti, volti e gesti che insieme compongono un affresco della società francese di fine ottocento tra vita mondana, domestica e sociale. Così, passando da tele famosissime ad altre più insolite, Degas, Renoir, Bazille, Rodin, Manet, Cezanne (e tanti altri) riescono a “togliere la barriera che separa l’atelier dalla vita comune” (E.Duranty).

 

“La vita della nostra città è ricca di spunti poetici meravigliosi: ne siamo avvolti, vi siamo immersi, come in una meravigliosa atmosfera, ma non ce ne accorgiamo...” diceva Baudelaire. Certo se ne accorsero invece - e furono maestri nell’immortalarli su tela - gli Impressionisti, artisti immersi a fondo nel loro tempo, capaci di cogliere l’istante, l’impressione e fermare l’attimo presente. E se solitamente siamo abituati ad ammirarne i paesaggi, le scene di città e campagna, le ambientazioni en plein air, i giardini fioriti e i colori tenui di albe sul mare, stavolta il punto di osservazione è diverso.

A parlare sono i volti, gli abiti, le pose e gli sguardi. Sono i ritratti i protagonisti della bella mostra allestita a Roma, nuova collaborazione tra il complesso del Vittoriano e il Musée d’Orsay dopo il successo de “I capolavori del Musée d’Orsay” di appena pochi mesi fa.

Mancando i paesaggi tanto cari agli Impressionisti (e questo spiega i grandi assenti Monet e Sisley) è quindi una ricca collezione di volti, accessori e posture, sempre raffigurati nella loro reale dimensione e contesto sociale, a fornirci una nitida rappresentazione di quella vita parigina di fine ‘800, segnata da grandi mutamenti culturali, sociali e artistici. Perché “Con una schiena vogliamo che si riveli un temperamento, un’età, uno stato sociale, con un paio di mani dobbiamo esprimere un magistrato o un commerciante, con un gesto tutta una serie di sentimenti. La fisionomia ci dirà all’istante se quello è un uomo di rango, secco e meticoloso, e quell’altro l’incuria e il disordine in persona. L’andatura ci dirà che quel personaggio va ad un appuntamento di affari, e quell’altro ritorna da un appuntamento d’amore” (E. Duranty, 1876).

Un corridoio di pannelli biografici/esplicativi accoglie il visitatore, preannuncio di ciò che sarà esposto nelle sale successive: da un lato venti artisti più o meno noti, dall’altro i nove grandi: Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin, Gustave Courbet. Tante personalità diverse, ognuna con tratti e differenze significative ma con intenti e sentire comuni: insieme, un unico affresco della società dell’epoca.

Le opere, tra tele e sculture, sono circa sessanta (parecchie, considerando che alcune sono vere e proprie icone dell’arte impressionista, ma la sensazione uscendo è che siano comunque troppo poche), organizzate in cinque sezioni (Un nuovo ritratto d’artista – Ritrarre l’infanzia – Intimità – Mondanità – Modernità).

Si inizia dagli “Ritratti” con una serie di dipinti e sculture che esaltano la figura dell’artista stesso. Riconosciamo pittori, letterati e scrittori in un curioso intreccio e scambio di omaggi e tributi. Sembra quasi un gioco. Bonnat, Degas e Cézanne si autoritraggono; Bazille dipinge un giovane Renoir con i piedi sulla sedia e Renoir a sua volta dipinge Sisley e anche Monet; Durant fa Manet che a sua volta ritrae Mallarmé; Rodin scolpisce in bronzo Victor Hugo. E’ l’artista che celebra sé stesso e i propri amici. Su tutti trionfa però Frédéric Bazille con il suo bellissimo interno “L'atelier di Bazille” (1870), considerato il testamento dell’artista. Ambientato nello studio che il pittore condivideva con Renoir, il quadro raffigura lo stesso Bazille con la tavolozza in mano, Manet accanto a lui intento ad osservare una tela e, presumibilmente, Renoir e Monet con loro. Sulle pareti e appoggiati per terra sono poi riconoscibili alcune loro opere rifiutate dal Salon. L’opera è forse la miglior prova dei rapporti e dell’amicizia che legava i padri della corrente impressionista.

Nella sezione “Ritrarre l’infanzia” il protagonista indiscusso è invece Renoir, il più prolifico ritrattista del movimento, che con le sue figure delicate, ispirate ancora al tema classico del bello, raffigura il momento più tenero della vita, cogliendo nei bambini, indifferenti e felici, l’attimo di gioia assoluta. Famosissima la “Bambina con cappello di paglia” accanto, tra gli altri, a “Fernand Halphen bambin” (così poco apprezzato all’epoca che i genitori del bambino ritratto lo lasciarono ad una ex governante) e a “Julie Manet” dove la dolce bambina dipinta con il gatto accoccolato in braccio è la figlia di Berthe Morisot e Eugène Manet (fratello del celebre pittore), amici di Renoir di lunga data. Del 1910 è “Josse Bernheim-Jeune e suo figlio Henry”, interessante per lo sfarzo degli abiti indossati dai personaggi e per i sontuosi dettagli del salotto.

L’importanza dell’ambientazione risulta ancor più evidente nella sezione “Intimità” in cui gli interni diventano luoghi privilegiati e i tanti elementi della casa, vasi, tappeti o quadri, sono chiamati a evocare la più calda atmosfera domestica. Possiamo ammirare, tra gli altri, “Donna con fazzoletto verde”, esempio del puntinismo di Camille Pissarro, “Le due sorelle” di Berthe Morisot” o “La famiglia Dubourg” ritratta nel 1878 da Henri Fantin-Latour che, quattro anni dopo, immortalò anche “Charlotte Dubourg”. Ma, anche qui, padrone della scena è Frédéric Bazille, il più vicino alla corrente realista, con il suo “L’abito rosa” del 1864.

Nelle sale del piano sottostante trova spazio la “Mondanità”, la quarta sezione e forse la più bella. Le grandi tele compongono un mosaico di figure femminili ritratte en plein air o durante ricevimenti mondani, comunque nel pieno della loro vita sociale. Donne seducenti, eleganti, sensuali, avvolte in una lucentezza di stoffe così sontuose da poterne immaginare il fruscio. C’è la “Giovane donna in abito da ballo” di Berthe Morisot, ci sono le dame di Renoir con la luce delicata e la pelle morbida, “La viscontessa di Poilloüe de Saint-Périer” di John Singer Sargent ipnotica nel suo abito rosso acceso, “Nella serra” di Albert Bartholomé con il bel contrasto di luce e ombra, lo splendore di una delle tante donne ritratte da Boldini, “Madame Charles Max”. Infine due quadri brillanti e simbolici: “L’altalena” di Renoir (1876), dove la luce diventa la vera protagonista dell’opera e ”Il balcone” di Manet (1869), icona della borghesia parigina di fine Ottocento.

L’esposizione si chiude con la “Modernità”. Nell’innovazione di Manet e nelle opere di Cézanne, dalla “Donna con caffettiera” (1895) a “Il giocatore di carte” (1892), la strutturazione dello spazio, le forme essenziali, l’equilibrio rigoroso privano la luce del suo ruolo tipico dell’impressionismo di incidere forme e contorni. La filosofia di questa nuova arte del ritratto è riassunta nelle parole dello stesso Cézanne: “Tutto in natura deve essere trattato secondo il cilindro, la sfera e il cono”.

La mostra nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lazio, Roma Capitale e Ambasciata di Francia in Italia ed è curata da Guy Cogeval (Presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie), Xavier Rey (Direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay) e Ophélie Ferlier (Conservatrice del dipartimento di scultura del Musée d’Orsay).

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)
Via di San Pietro in Carcere, Roma
Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30 - venerdì e sabato 9.30 – 22.00 - domenica 9.30 – 20.30 (ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura)
Costo del biglietto: € 12,00 intero; € 9,00 ridotto
Catalogo della mostra: Skira, Milano (€ 30)
Informazioni e visite guidate: tel. 06/6780664
Prevendite: 892.101 - 06/32810811 - www.ticketone.it
Per ulteriori informazioni: www.comunicareorganizzando.it

Grazie a Allegra Seganti – Comunicare Organizzando

Articolo di Michela Staderini

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