Lucio Fontana e Yves Klein in mostra al Museo del Novecento

Scritto da  Domenica, 02 Novembre 2014 

Due esperienze rivoluzionarie per la Francia e per l’Italia, dove l’assolutizzazione di un elemento, colore, luce, linea, nel loro minimalismo stravolgono il concetto di arte e non solo di rappresentazione. Il blu e l’oro diventano un trait-d’union tra i due artisti compresenti nella Ville Lumière.

Rendering del progetto di allestimento per la facciata dell'Arengario per la mostra Klein-Fontana

70 opere, documenti e filmati per raccontare due vicende artistiche chiave, tra Milano e Parigi, monocromi e ricerche spaziali al Museo del Novecento in piazza Duomo a Milano dal 17 ottobre 2014 al 15 marzo 2015. La mostra, curata da Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, “Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962”, inserisce, accanto alle opere, una ricca documentazione di fotografie, filmati d’epoca e carte d’archivio.

Lucio Fontana e Yves Klein, sono due artisti che hanno segnato in maniera diversa il Novecento, pur con esiti diversi, intrecciando a più riprese le proprie vicende creative e personali. La mostra evidenzia il periodo che va dal 1957 al 1962, gli anni durante i quali la frequentazione dei due artisti si fa più stretta. Fontana, che appartiene a una generazione precedente a quella di Klein, diventa collezionista del giovane teorico del monocromo e dividendosi tra Milano e Parigi trova materia per approfondire la propria ricerca spaziale. Tra l’altro in qualche modo, inserendo il blu e l’oro nella propria arte – nel periodo delle ceramiche – introduce elementi innovativi che saranno portati alle estreme conseguenze da Klein, che resta però, a suo modo, un artista figurativo, almeno per gran parte (forse la più nota) della sua produzione. Se l’associazione tra i due artisti appare quanto meno singolare ad un primo sguardo, si intuiscono i nessi e la suggestione sulla quale lo spettatore è invitato a riflettere prima che a concordare. La mostra si inserisce tra l’altro negli eventi che Milano, da sempre riconosciuta per la sua spiccata vocazione europea e internazionale nell’ambito del Paese, dedica al semestre di presidenza europea dell’Italia.

L’esposizione, organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e con gli Archives Yves Klein di Parigi e prodotta dal Museo del Novecento con Electa, si avvale di prestiti importanti da musei italiani e stranieri: tra gli altri, il Mnam - Centre Georges Pompidou (da cui arriva una grande Anthropométrie di Klein mai esposta in Italia) il Mamac di Nizza, il Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld, il Louisiana di Humlebæk, la Gam di Torino e la Gnam di Roma; ed è stata realizzata grazie al contributo di Finmeccanica e della Bank of America Merrill Lynch.

Il percorso, nel Museo del Novecento, si snoda oltre lo spazio espositivo della manica lunga, che ospita abitualmente le mostre temporanee, occupando alcune delle sale più rappresentative della collezione permanente: quelle già “fontaniane” della Struttura al neon del 1951 e dei Concetti spaziali – riformulate in un nuovo allestimento per accogliere in uno stretto confronto visivo anche le opere di Klein – la saletta video, la sala focus e gli Archivi.

Pur mantenendo, come spiegano i curatori, «la piena autonomia dell’originalità artistica di ciascuno», la mostra mette insieme due vicende creative che si intrecciano in un momento fondamentale per la nostra arte contemporanea.

Nel gennaio 1957 Yves Klein tiene la prima personale di monocromi blu alla Galleria Apollinaire di Milano (Proposte monocrome. Epoca blu) con una presentazione di Pierre Restany. Dino Buzzati nella straordinaria recensione Blu Blu Blu racconta la mostra di questo “fenomeno” venuto da Parigi. In quell’occasione, Lucio Fontana è tra i primi acquirenti di un monocromo dell’artista francese e diventerà nei primi anni Sessanta, uno dei suoi più importanti collezionisti in Italia.

Tra gli episodi significativi del loro rapporto sono documentati i contatti di Klein con galleristi e amici di Fontana (oltre a Guido Le Noci e Dino Buzzati, Peppino Palazzoli, che già nel maggio 1957 presenta alla Galleria Blu le collezioni private di Fontana e Bruno Munari e che sarà il primo acquirente di una Zone de sensibilité picturale immatérielle di Klein); un invito di Fontana a Klein per il progetto, non realizzato, di un’“architecture de l’air” da presentare alla XII Triennale di Milano, nel 1960; il ruolo dell’esuberante Iris Clert che, oltre alle numerose mostre di Klein (la più nota è Le Vide, inaugurata il 28 aprile 1958), presenta nel 1961 le Nature di Fontana nella sua galleria parigina; i viaggi in Italia di Klein, tra cui i pellegrinaggi al Santuario di Cascia – dove dedica a Santa Rita un meraviglioso Ex-voto, presente in mostra – e i soggiorni parigini di Fontana che lo lanciano definitivamente sulla scena internazionale.

Le ricerche dei due artisti dialogano lungo un itinerario che – sviluppandosi secondo una puntuale ricostruzione biografica e storico-filologica – mette a confronto le loro opere principali attraverso accostamenti tematici e visivi, affidati a soluzioni espositive progettate ad hoc. Ne è un esempio il colloquio immaginario tra il segno del neon di Fontana del 1951 – snodo fondamentale della collezione permanente – e la riproposizione della grande installazione di Pigment pur, presentata nel maggio del 1957 alla Galerie Colette Allendy di Parigi.

Le aperture spaziali di Fontana (fisiche e concettuali) trovano corrispondenza nel procedere di Klein dal monocromo al vuoto. Entrambi evocano uno spazio immateriale, cosmico o spirituale, facendo un riferimento storico all’oro della pittura medievale e al blu di Giotto, ma anche impiegando direttamente elementi naturali quali la luce, il fuoco e l’aria, oppure ispirandosi alle suggestioni di immagini astronomiche.

Parallelamente si procede nell’esposizione verso un’astrazione dell’opera: i due busti, ginnasti, degli artisti si fronteggiano, appena venato di blu quello di Fontana; blu ‘assoluto’ quello di Klein; fino ai tagli del primi densi all’inizio, più rarefatti nel tempo, così come i buchi e le spirali (che subentrano in un periodo successivo) e alle grandi superfici blu del francese. Sul blu di Klein è da precisare che per il pittore francese diventa una vocazione che lo colpisce quando, adolescente, guardando il cielo di Nizza desidera appropriarsene e pensa agli angeli come una specie particolare di volatili.

Museo del Novecento
Piazza del Duomo - 20121 - Milano Telefono: 02 88444061
Il polo dell'Arengario propone una tessera per visite gratis, anche alle mostre. In più, incontri e proiezioni a ingresso libero e corsi scontati
Apertura:lun 14.30-19.30; gio-sab 09.30-22.30; mar,ven,dom 09.30-19.30
Contatti:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.museodelnovecento.org
Note:Ingresso 5 - 3 Eu, gratuito per gli under 25. Ingresso gratuito ogni giorno a partire da due ore prima dalla chiusura del Museo. Ogni venerdì gratis dalle 15.30

Grazie a Ilaria Maggi: Ufficio Stampa Electa

Articolo di Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP