Lola donna di vita – Institut Culturel Français Saint-Louis (Roma)

Scritto da  Domenica, 05 Marzo 2017 

Lola donna di vita di Jacques Demy con Anouk Aimée, Mark Michel

 

Il film “Lola Donna di vita” di Jacques Demy con Anouk Aimée, Mark Michel – in versione originale con sottotitoli in italiano - Francia 1961, 90', è un dramma in bianco e nero con lieto fine, almeno a metà. Il film è il primo di una trilogia che proseguirà con “Les Parapluies de Cherbourg” e “L'amante perduta”, entrambi diretti da Demy. Lola, ballerina, educa da sola suo figlio il cui padre, Michel, è partito da sette anni. Lei lo aspetta, canta, balla e occasionalmente, concedendosi qualche avventura con dei marinai di passaggio in particolare Frankie perché gli ricorda il suo primo amore senza che possa provare alcun sentimento, adolescente, ma senza potersi realmente consolare. Un giorno incontra Roland Cassard, un amico d'infanzia ritrovato per caso, che si innamora di lei forse di un ricordo ritrovato, forse del bisogno di trovare un amore che possa dare un senso alla vita che lo annoia. Nella cittadina francese, Nantes, vite diverse si intrecciano, si separano e si riallacciano e in alcuni momenti si ha l’impressione che ognuno aneli a qualcuno che a sua volta volge lo sguardo altrove e ad un certo punto tutti se ne vanno non verso qualcosa ma da qualcosa fino a che qualcosa sembra miracolosamente ricomporsi senza sanare completamente le solitudini. Un film malinconico e di ambientazione dove il regista non sembra puntare all’interpretazione quanto al clima di sospensione e di rimpianto che appare il sentimento dominante. La pellicola, che ottenne 4 nominations - British Academy Film Award al miglior film, British Academy Film Award alla migliore attrice straniera - è stata inserita nel ciclo “A chacun son classique”, una retrospettiva dei grandi classici della storia cinematografica francese. Interessante il personaggio di Lola, figura femminile, che oggi fa sentire i suoi anni, per lo stile: donna frivola negli atteggiamenti, con un lato infantile che fa perfino tenerezza, allegra come lei stessa dice di sé eppure con accenti di malinconia, disinibita più per necessità e debolezza che per scelta, mamma premurosa e paradossalmente tradizionale, disegna l’affresco della provincia francese che ancora non si è affacciata agli anni Sessanta. La regia è ben strutturata, senza forzature, con un gioco di specchi imperfetti: Lola in arte che in realtà è Cécile involontariamente è “imitata” da un’adolescente omonima che incontra per caso proprio il marinaio americano. Nonostante alcuni risvolti melodrammatici e alcuni aspetti poco credibili, come Michel che divenuto ricco arriva su una Cadillac bianca e abbraccia il figlio che gli corre incontro come se lo avesse lasciato qualche prima, ha una sua delicatezza, originalità e perfino intensità emotiva.
Commovente la colonna sonora nella quale spicca il pianoforte. In effetti Demy, al suo esordio nel lungometraggio, avrebbe voluto girare una commedia musicale e invece fu costretto a togliere le musiche per problemi di budget. Restano alcune canzoni con le parole della regista Agnès Varda, ai tempi sua moglie. Importante anche il contributo della fotografia i Raoul Coutard.

Lola Donna di vita
Regia di Jacques Demy
con Anouk Aimée, Mark Michel
Francia 1961
Durata: 90 minuti
Istituto Culturale Francese Saint-Louis
Largo Toniolo, Roma
Prezzo del biglietto: 5 € la proiezione/oppure abbonamento di 10 proiezioni a 40 €
La gratuità è mantenuta per gli studenti iscritti ad un corso di francese.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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