Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo

Scritto da  Lunedì, 20 Aprile 2015 

Quando si va a visitare una mostra presentata come un evento mondiale, tanto vale aspettarsi qualsiasi cosa. Se poi parliamo di un’esposizione a Palazzo Reale, a Milano, in occasione dell’Expo allo scopo di divulgare la capacità creativa degli italiani, allora vale la pena cercare di entrare a Palazzo e dare un’occhiata. Milano conosce da sempre Leonardo: l’Ultima Cena che sta in una chiesetta tranquilla, quella di Santa Maria delle Grazie e il Museo delle Scienze e della Tecnica, non a caso intitolato a Leonardo e in cui si possono trovare le sue macchine più coraggiose, considerando che nel ‘400 non esistevano né elicotteri, né paracaduti, né palombari o biciclette. Eppure Leonardo aveva disegnato e studiato i possibili modi per volare, andare sott’acqua, planare dall’alto…

Il nostro sommo artista fece ben più che dipingere o scrivere all’incontrario. Ha inventato il disegno anatomico attraverso autopsie rudimentali, ha progettato macchine da guerra lui che era pacifista, ha studiato botanica, scultura, filosofia, fisica, lettere e pittura. Raccontare la vita e mostrare le opere di un simile genio è di per sì opera immane e ci sono riusciti in squadra nel corso di ben sei anni. L’idea è infatti venuta nel 2009 e si è pensato di mostrare non solo le tante opere, suddivise in dodici sezioni, tra cui oltre cento disegni autografi di cui una trentina provenienti dal notissimo ‘Codice Atlantico’, pure lui comunque custodito in questa città alla Pinacoteca Ambrosiana, che ha fatto uscire i suoi preziosi originali per l’occasione.

Moltissime opere d’arte, compresi manoscritti, sculture, incunaboli e cinquecentine sono state raccolte dai più importanti Musei e Biblioteche del mondo, tra cui il Louvre, che ha prestato la Belle Ferronière, Annunciazione e il San Giovanni Battista. Ma tante opere provengono dalla Royal Collection Trust e dal British Museum di Londra, dal Metropolitan Museum di New York, dalla National Gallery di Washington e dai Musei Vaticani, senza contare i diversi collezionisti privati che si sono fidati a consegnare i loro pezzi più pregiati. Ci voleva ovviamente una mente comune e il fulcro di tutta la mostra sta nell’evidente capacità divulgativa dello stesso Leonardo, che disegna e descrive sempre ciò che immagina possibile, anche se appare impossibile. Si vuole quindi permettere ai visitatori di parlare di questo evento e raccontare come Leonardo appaia come l’eroe di Expo, capace di coniugare la ricerca scientifica alla ricerca artistica, la natura all’umanità.

Queste sono parole di Filippo del Corno, assessore milanese alla cultura che ha seguito per anni ogni passo dell’evoluzione di questa operazione così importante. “Imponente è la massa di opere presenti, il catalogo esiste in italiano e in inglese ed è davvero gigantesco. Questo sforzo produttivo testimonia come il matrimonio tra soggetti pubblici e privati possa raggiungere grandi risultati. Grazie ai curatori Pietro Marani e Maria Teresa Florio, che ci hanno messo il cuore e l’anima, ringrazio i tantissimi prestatori che hanno concesso le loro opere per questa opera grandiosa. Tutte le istituzioni milanesi faranno la loro parte e al Castello Sforzesco sarà aperto il grande affresco sulla volta della sala ‘delle Asse’. L’artista affrescò un finto pergolato formato da rami fioriti di sedici alberi, i cui rami intrecciati formano l’emblema vinciano del nodo che forma un cerchio che inscrive una doppia croce. Altri suoi lavori sono scomparsi col tempo ma questo si è da poco riusciti a riscoprire e a restaurare, fortunatamente. Per allietare feste alla corte dei nobili, Leonardo sapeva pure organizzare coreografie e macchinari, come l’allestimento del Paradiso realizzato come uno spettacolo teatrale. A Milano Leonardo ha vissuto di più e a più riprese, qui si crede sia esploso il suo genio creativo. E’ lui il massimo esponente milanese da cui tutti hanno tratto spunto. Perfino il Salone del Mobile oggi è uno dei più moderni aspetti che pone Milano come capitale del potere creativo”.

I due curatori, Pietro Marani e Maria Teresa Florio, hanno raccontato di aver svolto un lavoro privilegiando un taglio non cronologico ma tematico. “Così abbiamo messo a fuoco dei temi costruendo delle sezioni in modo che Leonardo avesse un contesto e radici molto forti. ‘Unità del Sapere’ confronta ‘Anatomia e Architettura’, ‘Gorghi d’Acqua’ è accostato ai capelli ricci e morbidi di San Giovanni Battista, inclusi testi di Aristotele, Socrate e Platone. Il nostro grande artista era capace di esplorare ogni regno della conoscenza e quando si rende conto di non potere, in una sola vita, indagare tutti i campi che avrebbe voluto approfondire, implode. La mostra ha il suo punto forte nei tantissimi disegni, che provengono da tutto il mondo, ma per lo più c’è il disegno fiorentino da cui tutto nasce”. Il tema della prospettiva e il rimando ad analogie e altri temi che ritornano, infine l’aspetto scientifico della conoscenza, che viene prima dell’arte perché la natura deve essere osservata con occhio scientifico, pensa. Verrocchio fu suo maestro ed era scultore, e qui troviamo l’interrelazione e la capacità tridimensionale di visione che denotano i lavori di Leonardo, come gli studi di panni poggiati”.

Una sezione è dedicata ai ‘Moti dell’Anima’ che portarono al Cenacolo, i ‘Sogni’ di volare o vivere sott’acqua. Poi ‘Architettura’, ricerca utopistica della città ideale, come Urbino, e la realtà. Nulla sarebbe potuto accadere senza l’intervento di Skira, la casa editrice del catalogo ma anche un presidente, Massimo Vitta Selman, totalmente appassionato e impegnato nella realizzazione dell’evento globale. “Leonardo era milanese, universale, assolutamente eccezionale e questa è una sfida ambiziosa, anche per la mole del catalogo che però aumenta il nostro prestigio. Con quasi 200 opere fra cui 43 dipinti, sculture, disegni e un valore assicurato per 2 miliardi e mezzo, l’impegno totale per realizzare questa mostra ha richiesto 4 milioni, di cui 3 e mezzo ce li ha messi Skira”. La dichiarazione dimostra quanto davvero possa fare un mecenatismo che si vanta di quanto offre, ricordando come Palazzo Reale offra biglietti congiunti per chi volesse visitare anche la Pinacoteca Ambrosiana e visitare la loro collezione. “Il risultato” prosegue Vitta Selman, “è strabiliante. Non 1 euro di finanziamento pubblico, ottima collaborazione: Skira ha già prodotto qui 30 mostre in 15 anni. Questa, nei prossimi vent’anni, non sarà considerato solo un catalogo ma un ‘reference book’ e avrà altri volumi più piccoli e leggeri in due lingue. E’ un’importante monografia a cui si aggiunge l’opera digitale”.

A proposito di digitale: per i più futuristi, Samsung ha messo a disposizione un certo numero di occhiali che si possono utilizzare, nell’ultima sala, che rendono possibile un’immersione nel mondo di Leonardo. Li ho provati e pare di essere sospesi in aria, una sensazione davvero speciale. Bisogna abituarsi un attimo all’utilizzo dopodichè si possono visitare diversi luoghi guardando da tutte le parti, come se fossimo davvero lì, in pieno Rinascimento, a passeggio… Infine, tutti invitano chi vedrà Leonardo a visitare l’altra mostra esposta a Palazzo Reale e dedicata ai Visconti e agli Sforza, per meglio comprendere l’epoca, poiché “Tutto cominciò allora…”. E’ davvero un bel viaggio, attraversare le sale in penombra del Palazzo Reale per scoprire guardando da vicino gli originali di un sommo maestro creativo.

Grazie a Chiara Cereda - Ufficio Stampa Skira

16.04. - 19.07.2015
Leonardo 1452-1519 Il disegno del mondo
Palazzo Reale
MIlano

Articolo di Daniela Cohen

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