Le giornate musicali di Cartagine 2017 – Tunisi

Scritto da  Giovedì, 15 Giugno 2017 

Il JMC, Journées Musicales de Carthage, festival musicale di Cartagine è andato in scena dal 9 al 14 aprile; quest’anno ha puntato su una forte apertura internazionale e sull’innovazione, oltre che sui bambini e un concorso arabo-africano. L’edizione 2017 ha deciso di “rischiare” scegliendo un gruppo metal per il concerto finale.

 

L’edizione 2017 delle JMC, acronimo francese per le Giornate Musicali di Cartagine, proposta dal 9 al 14 aprile, sulla scia delle precedenti edizioni ha offerto un concorso arabo-africano che si è svolto al Palazzo dei congressi di Tunisi con due concerti per sera e i cui laureati sono stati annunciati nella serata finale. In competizione otto artisti o gruppi tunisini, quali Mahmoud Turki, Nour Harkati e il collettivo Aytma, Wajdi Riahi, Sabry Aouni, Nawathar, Tahar Guizani & Mortadha Ftiti, Yuma Duo e Badr Dridi; due marocchini, Aywa e Hichem Telmoudi; un egiziano con Hawas; e un centro-africano grazie alla presenza di Emma Lamadji. Accanto al côté professionale la manifestazione ha inteso offrire anche intrattenimento, ad esempio per i più piccoli – con età compresa tra i 9 e i 14 anni - ai quali il 9 aprile è stata proposta una competizione nel complesso culturale Mahmoud Messadi e il 12 aprile “L’enfant créateur” è stato riservato agli strumentisti, mentre il 13 ai coristi. Quest’anno le JMC ha concentrato i propri sforzi su una formazione battezzata “one & one meeting” che ha riunito 5 formatori multidisciplinari intorno alla promozione, diffusione della musica, creazione dei dossier e soluzioni di marketing della musica oggi. Altra novità dell’edizione 2017 il grande concerto finale per il quale è stato scelto un gruppo franco-tunisino di Rock Metal orientale che ha riscosso molto successo in Europa e altrove per attrarre il pubblico giovane, “Myrath”, a dispetto di chi ha fatto notare, anche nel corso della conferenza stampa, che si sarebbe potuto interpretare l’opzione come una sfida alle tradizioni e certamente alla tradizione religiosa.

La direzione artistica ha voluto puntare su innovazione di qualità e un pubblico giovane, probabilmente anche per richiamare il turismo che langue da un po’ di tempo. Si tratta di un gruppo musicale progressive metal tunisino formato nel 2001 a Ez Zahra con il nome di Xtazy; all'epoca erano una cover band di adolescenti, il chitarrista fondatore Malek Ben Arbia aveva solo 13 anni. Nel 2006 hanno cambiato il nome in Myrath, in arabo ميراث‎, che significa “eredità” o “lascito”, e hanno firmato per un'etichetta discografica, risultando così il primo gruppo metal tunisino a firmare per un'etichetta discografica. I loro primi due album sono stati Hope nel settembre 2007 e Desert Call nel gennaio 2010. Hanno girato un video per la canzone “Merciless Times” da Tales of the Sand, il loro terzo album, e hanno accompagnato gli Orphaned Land (gruppo israeliano, tra i nomi fondamentali dell'oriental metal) in un tour europeo a partire da novembre 2011. Il 29 gennaio 2016 esce il video di Believer, primo singolo estratto dall'album Legacy, pubblicato il 12 febbraio successivo.
Da segnalare anche l’attenzione all’industria musicale con il Salone dedicato al Palazzo dei Congressi di Tunisi a 37 espositori provenienti da Tunisia, Turchia, Marocco, Inghilterra, Cameroun, Francia, Costa d’Avorio ed Egitto, nell’ambito del quale si terranno una serie di meeting.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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