La nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 22 Febbraio 2017 

Una piazza contemporanea e un cenacolo del pensiero libero per costruire un’utopia possibile: spazio di studio, lettura, condivisione ma anche promozione e diffusione delle scienze sociali con iniziative didattiche e performative nel cuore di Milano con l’idea di reinterpretare in modo innovativo la conoscenza.

 

Nella zona proiettata verso la cultura che fa tendenza, tra moda, design, fotografia e spettacolo, nasce la nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Porta Volta, realizzata dagli architetti svizzeri Herzog&Meron e inaugurata il 13 dicembre 2016, che enfatizza lo spazio diventando metafora della possibilità di “spaziare”, del senso di libertà e di libertà di movimento della quale necessita il pensiero per espandersi. La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che si presenta come uno spazio di cittadinanza, lasciando molto spazio libero fruibile dal visitatore-lettore e studioso, regala una metafora antitetica alla “privatizzazione delle piazze” e degli spazi, per restituire alla città una dimensione di incontro e condivisione, non saturato a livello di densità di presenze, di tempo contingentato e organizzato secondo un tassametro. L’edificio è uno spazio di ampio respiro da vivere, quasi un’oasi nella città con la quale si interfaccia in una continuità fluida grazie alla scelta architettonica vetrata. La filosofia è quella di restituire un luogo all’interno del quale ci si possa muovere con agio, seguendo il proprio ritmo e fermarsi per leggere, consultare documenti, scambiarsi idee perseguendo l’idea della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli che è nata nel 1949, prima della casa editrice omonima come luogo di ricerca - archivio, studio ed elaborazione - del pensiero libero nel solco della tradizione laica che ha le proprie origini nella Città del sole di Tommaso Campanella, nell’opera Utopia di Tommaso Moro, per attraversare l’Illuminismo. Ampia documentazione è stata raccolta, per volere del fondatore, in relazione ai movimenti operai dell’Ottocento e alla filosofia marxista - tra rivoluzione industriale, Quarantotto e Comune di Parigi (all’interno si conserva ancora la bandiera della comune parigina) - per arrivare alle rivoluzioni e rivolte del Novecento con un’attenzione particolare all’Europa e il Sud America.

Gli spazi architettonici sono scanditi su cinque livelli – con soluzioni che si ispirano all’idea del doppio volume, in certi casi triplo - secondo le funzioni: l’archivio e la biblioteca al piano interrato che costituisce anche fisicamente le fondamenta dell’istituzione, che ha il suo cuore pulsante nella ricerca. Recentemente tra l’altro sono state date delle borse di studio a giovani per sostenere l’attività di ricerca. A piano terra si trova la libreria – con un’offerta concentrata sulle scienze sociali e l’ambito del design, architettura e cinema - con il caffè. Ai piani superiori, rispettivamente, gli uffici e gli ambienti della co-produzione; quindi una sala multifunzionale dove sono programmate le attività di divulgazione e comunicazione, una zona didattica e una sala lettura. Questa parte è a tetto completamente vetrata e permette di vivere in modo rarefatto la città con un’immersione alla “giusta distanza”.
All’ingresso dello spazio polifunzionale l’opera di Joseph Kosuth “Ninetee Locations of Meaning” in esposizione temporanea dalla galleria di Roma, un’introduzione al luogo delle rappresentazioni sui temi dell’innovazione politica, la globalizzazione e sostenibilità e la cittadinanza europea, fulcro del laboratorio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. La sala di lettura è accessibile gratuitamente per 50 persone quotidianamente dotata di connessione wifi con fibra, restituendo l’idea della biblioteca storica dove però il lavoro e lo studio sono condivisi.
L’opera di comunicazione oltre che con la didattica, come accennato, viene svolta con una serie di eventi e attività di divulgazione legati alle arti a partire dall’inaugurazione nel segno del teatro con una lettura attoriale di lettere di vari personaggi legati all’archivio della fondazione dalle Lettere di Gramsci a quelle di Che Guevara; mentre il giorno della memoria è stato celebrato con una rassegna di film. In programma il coinvolgimento della dimensione della danza per portare in superficie, anche in senso fisico, il materiale custodito nel piano interrato e renderlo fruibile al pubblico dei non addetti ai lavori. In tal senso si intende far rivivere lo spirito di creare una rete e un laboratorio di idee, un vero e proprio vivaio di innovazione politica e di cultura civile che era nello spirito di Giangiacomo Feltrinelli.

Fondazione Feltrinelli

Viale Pasubio, 5 - 20154 Milano

Articolo di Ilaria Guidantoni

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