Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione – Mudec (Milano)

Scritto da  Lunedì, 01 Maggio 2017 

Una mostra inedita, ricca di 53 sue opere che raccontano il primo e più felice periodo dell’artista russo, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Il Mudec conferma la sua vocazione a focalizzarsi sull’artista raccontandolo: in questo caso attraverso oggetti e atmosfere dei paesaggi russi che lo hanno ispirato. Originale la presentazione con un allestimento suggestivo e funzionale ad un tempo.

 

Dal 15 marzo al 9 luglio 2017
Le opere dell’artista russo Vasilij Kandiskij, alcune delle quali mai viste prima in Italia, che provengono dai più importanti musei russi e dai musei delle province e delle altre ex-Repubbliche dell’Urss, che conservano autentici capolavori, usciti raramente dalla Russia, sono in mostra al Mudec nella ormai celebre via Tortona, luogo del design e della cultura che guarda al futuro della città di Milano. Il Mudec conferma con questa esposizione la sua vocazione nell’esporre artisti celebri che un pubblico appassionato ha già visto più volte negli spazi italiani con una chiave nuova. L’attenzione è rivolta innanzi tutto alla persona dell’artista e, questa volta, al mondo dei suoi oggetti e delle sue suggestioni. Il tema centrale – che dà il titolo all’iniziativa – è il viaggio, cifra riassuntiva dell’esistenza stessa dell’artista ed è duplice: parte da quello fisico, compiuto nella regione del Vologda, esperienza difficile ed estremamente formativa, un vero e proprio pellegrinaggio; ed uno interiore che è il viaggio verso l’astrazione, attraverso la musica.
L’esposizione - a cura di Silvia Burini e Ada Masoero – “Kandinskii. Il cavaliere errante”, ripercorre attraverso una cinquantina di opere il percorso dell’artista dagli esordi quando bambino comincia a dipingere i giocattoli fino alla svolta completa verso l’astrazione, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa.
L’ingresso alla mostra con le pareti grigie consentono un’ottima fruizione dell’esplosione del colore delle tele dell’artista e anche delle opere russe si apre con immagini dei paesaggi e della costruzioni tipiche russe delle regioni visitate durante gli anni universitari degli studi giuridici, dove il riferimento è costituito dalle stampe popolari o Lubki (lubok al singolare) e le isba, le case dei villaggi rurali dove tavoli, panche, armadi, bauli e soprattutto le grandi stufe erano interamente decorate e ricoperti con motivi primitivi. Le due sale successive sono caratterizzate in alto da una striscia blu che rappresenta cavalli e cavalieri, altro tema centrale dell’arte di Kandinskij: l’azzurro è associato dall’artista al flauto mentre il blu al violoncello e quando diventa molto scuro al contrabbasso e alla potenza dell’organo. Significativa nella sua pittura questa corrispondenza tra colore e musica. La sua prima ispirazione fu il cavallino in piombo con il quale giocava da piccolo e che riproduce nel tempo. In mostra tra gli altri Il Cavaliere (San Giorgio) del 1914-15 che attingono all’infanzia epoca definita dall’artista un serbatoio di immagini e suggestioni. Tra queste Mosca, la grande madre, il suo punto di partenza definita “il mio diapason”; poi Odessa dove da bambino si sente “ospite”; quindi Monaco con il sobborgo bohémiens di Schwabing, vicino il lago Kochel; quindi Murnau in Baviera, meta di villeggiatura estiva. Dalla Germania torna a Mosca nel 1914 e ad essa dedicherà la magnifica “Piazza Rossa”, dove i colori diventano simboli di emozioni e di partiture musicali con un’associazione ai diversi strumenti che restituiscono più o meno frammenti schönbergiani. La sua città è infatti paragonata ad un’orchestra. Un’opera che io amo molto e che diventa in qualche modo un manifesto della sua pittura astratta. In mostra tra l’altro per la prima volta in Italia la sua prima opera astratta di Kandinskij (1911, “Quadro con cerchio”, olio su Tela), anche se la svolta era maturata già nell’Ottocento. E’ proprio la suggestione musicale che lo porterà ad eliminare l’oggetto dal quadro perché ritenuto disturbante. Il rapporto con la musica non influenza solo la pittura ma anche la prima come la critica ha rilevato: con Kandinskij comincia la musica del futuro infatti nella quale le impressioni psichiche superano quelle acustiche.
Si passa così nella sala bordata di viola altro colore contemplato nelle sue tele dove campiture nette di colore trovano ad un certo punto la dissolvenza nell’astrazione, quello che in musica è l’ineffabile. Interessante tornare indietro e soffermarsi su alcune tele che conservano ancora l’impronta realistica del paesaggio perché a dire il vero si tratta di un realismo magico, a tratti naïf, che echeggia del mondo fiabesco del quale si è nutrito. Al di là dell’evoluzione e dello stile personale in certi momenti non si può far a meno di pensare alla matrice comune che lo avvicina all’altro grande artista russo, Chagall, dove il cavaliere errante è l’ebreo errante, l’elemento musicale ancorché importante resta descrittivo, nella figura del violinista sul tetto ad esempio e anche l’elemento fiabesco seppure trasfigurato in una dimensione onirica, è molto forte. Nel 1921 tornerà in Germania e non farà più ritorno nella madrepatria.
L’esposizione, che cade nell’anno del centenario della Rivoluzione russa e a ridosso delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista, è un progetto “site-specific”, legato alla vocazione del MUDEC-Museo delle Culture: è, infatti, fondato sul rapporto tra arte ed etnografia e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva. Tutti aspetti sperimentati dal fondatore dell’astrattismo, che rivoluzionò buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo, e che ha sempre mostrato interesse per un approccio scientifico alla realtà e per le esplorazioni. Le opere provengono dai più importanti musei russi georgiani e armeni, come l’Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Tret’jakov, il Museo di Belle Arti A.S. Puškin e il Museo Panrusso delle Arti Decorative, delle Arti Applicate e dell’Arte Popolare di Mosca, Georgian National Museum, la Galleria Nazionale dell’Armenia di Erevan.
Il percorso si conclude con una sorta di gioco, di esperienza tra colore, segno e musica che il museo propone per sottolineare l’attenzione di Kandinskij alle sperimentazioni di Schönberg.

Dal 15 marzo al 9 luglio 2017
Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione
Mudec - Museo delle Culture
via Tortona 56, Milano
Infoline: 0254917 (lun-ven 10.00-17.00)
Biglietti
Singoli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Gruppi e scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Lunedì: 14.30-19.30
martedì / mercoledì; venerdì / domenica: 09.30-19.30
giovedì e sabato: 9.30-22.30
La biglietteria chiude un’ora BIGLIETTERIA CHIUDE UN'ORA PRIMA
Visitatori individuali: 12,00 € Intero; 10,00 € Ridotto; 8,00 € Ridotto speciale
Gruppi: 10,00 € Gruppi adulti; 6,00 € Gruppi scuole; 3,00 € Scuola infanzia (3-6 anni)

Articolo di Ilaria Guidantoni

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