Incontri sui Tatra - manifesti di turismo e sport 1900-1950 dalla collezione del Museo dei Tatra a Zakopane

Scritto da  Lunedì, 20 Aprile 2015 

a cura di Danuta Janusz e Anna Wende-Surmiak

La Polonia delle vacanze primi Novecento a Roma

In occasione di un incontro dedicato agli operatori del turismo e alla stampa di settore per promuovere la Polonia a Roma, all’interno di un incontro Adutei (associazione dei Delegati Ufficiali del Turismo Estero in Italia), la mostra in corso sui Manifesti turistici e legati alle attività sportive della prima metà del Novecento, dalla collezione del Museo dei Tatra a Zakopane. Un’occasione per rileggere attraverso opere originali una comunicazione nella quale la promozione non era ancora diventata pubblicità commerciale e il turismo si raccontava con delle storie e con l’arte.

E’ ancora in corso nella bella cornice di Palazzo Blumenstihl, all’inizio di via Vittoria Colonna, quasi sul Tevere, appena passato il ponte Cavour – nella sede dell’Istituto di Cultura Polacca a Roma – la mostra “Incontri sui Tatra”, manifesti di turismo e sport sulle montagne in Polonia dal museo dei Tatra a Zakopane, città rinomata e molto visitata ai piedi dei Monti Tatra che la circondano, le vette più alte della Polonia. Il museo è intitolato a Tytu Chatubinski, primo divulgatore del patrimonio naturale di quella regione ed è il più antico e grande museo regionale nel sud del paese, nato nel 1889, dotato di sei filiali (Museo dello Stile Zakopane di Villa Koliba intitolato a Stanisław Witkiewicz; Museo dello Stile Zakopane – Ispirazioni; Galleria d'Arte del Novecento di Villa Oksza; Galleria di Władysław Hasior; Galleria d'Arte di Włodzimierz e Jerzy Kulczycki; e Museo di Kornel Makuszyński, nonché da altre quattro filiali sparse sul territorio della regione: il Museo dell'Insurrezione di Chochołów, Podere, dwór di Łopuszna, Cascina, zagroda dei Korkosz a Czarna Góra e Cascina dei Sołtys a Jurgów).

L’edificio in legno e muratura, conserva l’antico impianto e ospita esposizioni permanenti e temporanee che presentano la cultura montanara, cifra importante del paese. Il museo in particolare è strettamente legato al patrimonio culturale e paesaggistico della regione di Podtatrze, letteralmente “al di sotto delle montagne Tatra” ed ha un ruolo centrale per l’attività culturale e formativa che svolge con numerose attività, dal 2009 anche in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino.
La stessa mostra fa parte infatti di un accordo tra i due musei che si sono incontrati ai piedi delle rispettive montagne quali elementi identitari del proprio mondo.

Ingenui, artistici, colorati, talora vere e proprie opere d’arte di artisti importanti, i manifesti sono l’incontro del boom turistico in Europa tra il XIX e il XX secolo quando, parimenti, si sviluppò la pubblicità che trovò nel manifesto appunto una delle prime e più importanti forme di espressione. Il primato del turismo montano spettava alla Francia, la Svizzera, la Germania e l’Italia quando le funicolari e gli avvenimenti sportivi cominciarono a destare un forte interesse. Dopo una fase iniziale di mera pubblicità, intorno agli anni Venti del Novecento si dette spazio alle informazioni e fu arricchita la veste grafica. Fu allora che gli autori cominciarono a firmarli e il manifesto divenne una vera opera d’arte e, viceversa, nello stesso tempo l’arte cominciò ad essere contaminata con il marketing. Dalle grandi litografie con la tecnica offset i manifesti divennero più contenuti negli anni Trenta e dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziò il collezionismo anche se il mercato polacco non fu così vivace come quello svizzero e italiano ad esempio. Purtroppo tra l’altro la collezione dei primi manifesti nazionali si è ridotta molto e non supera il centinaio di opere. In ogni caso ben conservati e di bella qualità ci permettono di fare un viaggio a ritroso tornando un po’ alle immagini di quando eravamo bambini.

Tra le opere più affascinanti e con un segno decisamente distintivo – sempre di soggetto alpino – vanno annoverate quelle dell'altoatesino Franz Lenhart a cui è riconducibile un manifesto tra quelli della raccolta conservata al Museo dei Tatra di Zakopane. Lo stesso bozzetto di uno sciatore lanciato a folle velocità, resa graficamente con colpi di colore disposti in righe continue e tratteggiate, realizzato da Lenhart nelle tonalità dell'azzurro e del blu per il manifesto dell'Ente Nazionale Italiano per il Turismo e delle Ferrovie dello Stato Sports invernali in Italia del 1932 circa, è stato utilizzato anche per il manifesto promozionale, non firmato, della scuola di sci di R. Bujak e Z. Ritterschild di Zakopane realizzato negli stessi anni nelle tonalità calde del marrone e dell'arancione.
Purtroppo la produzione polacca di quell'epoca risulta invece essere piuttosto modesta. Gli artisti nazionali si inserirono nei progetti promozionali solo più tardi, quando si sviluppò la popolarità di montagne come i Tatra e i Carpazi, si affermarono il turismo e gli sport invernali e si avviò il processo di recupero e di consolidamento dello Stato. Tutti questi elementi, uniti a una crescita estremamente dinamica di questa espressione artistica, diedero eccellenti risultati solo negli anni 1918-1939, creando una base per gli indiscussi successi del manifesto polacco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Tra i primi manifesti di soggetto montano realizzati in Polonia spicca quello di Władysław Wankie e Włodzimierz Tetmajer intitolato “Il panorama dei Tatra” del 1896, che invita all'esposizione di un'omonima opera pittorica presentata a Varsavia. Allo stesso periodo risalgono anche il manifesto “Zakopane Adasiówka”. Appartamenti da affittare in estate e in inverno di autore anonimo, ispirato al quadro di Eljasz Radzikowski del 1899, e il manifesto pubblicitario di un sanatorio per i malati alle vie respiratorie. “Zakopane” del 1902 di un certo Foltz, che si ispira chiaramente al pittore Piotr Stachiewicz. L'opera di Stanisław Filipkiewicz del 1903 presenta il Monte Giewont con il pretesto del Terzo Ballo Artistico "Sotto il Giewont" nella Sala dell'Hotel Saski a Cracovia. Ancora Jan Małachowski nel 1911 progettò il manifesto Gara Internazionale di Sci a Zakopane. Gli anni successivi portarono temi sempre più interessanti legati alla promozione fatta sia in Polonia, sia all'estero delle vacanze nelle montagne polacche, la pubblicità di attrezzature sciistiche e di slitte, di scuole di sci, impianti e funivie, gare sciistiche e di hockey organizzate su scala nazionale e internazionale a Zakopane e a Krynica; addirittura anche la pubblicità delle Sigarette Tatra opera di Tadeusz Gronowski del 1931. Gli artisti che segnarono maggiormente quegli anni furono senza dubbio Witold Chomicz, Stefan Osiecki, Jerzy Skolimowski, Henryk Uziembło, Kazimierz Mann, Bolesław Surałło e Stefan Norblin, molti dei quali figurano nella raccolta presentata a Roma.

Il catalogo è curato da Krzysztof Dydo, collezionista appassionato, studioso ed esperto di manifesti; ha curato molteplici pubblicazioni sulla storia della manifesto polacco, esposizioni, concorsi e il Festival del Manifesto di Cracovia, oltre che giurato in diversi concorsi di manifesti in Polonia e all'estero. E’ proprietario tra l’altro della Dydo Poster Collection e fondatore della Galleria del Manifesto (Galeria Plakatu) di Cracovia.

Palazzo ¬Istituto di Cultura Polacca a Roma
Via Vittoria Colonna 1 (ponte Cavour)
12 dicembre 2014-27 febbraio 2015, prorogata fino al 31 maggio 2015
Ingresso libero
Orario di apertura: lunedì - venerdì, ore 10.00 - 17.00
Per saperne di più:
www.istitutopolacco.it
www.muzeumtatrzanskie.pl

Articolo di Ilaria Guidantoni

 

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