In viaggio con Dante in compagnia di Gianni Vacchelli

Scritto da  Domenica, 12 Aprile 2015 

Un’occasione per rileggere Dante con un approfondimento singolare, una prospettiva che prende ossigeno dalla giusta distanza e tesse fili non solo con la letteratura precedente, ma anche con la storia dell’umanità successiva fino ad oggi. Un’opportunità di attualizzare il messaggio di Dante senza semplificazioni, svilenti, ammiccanti o semplicistiche, ma con l’intento di rendere al poeta fiorentino la ragione del suo risultato più profondo: raccontare la vicenda umana quale cammino di cadute e resurrezioni all’uomo di tutti i tempi. Una dissertazione dotta ma altresì ariosa, critica, interattiva come si usa dire, lontana da ogni accademismo.

FONDAZIONE ARBORLMV e SPAZIOSTUDIO13, tre realtà che da anni operano nel campo della Cultura esperienziale e trasformativa hanno organizzato LA MIRABILE VISIONE LMV Viaggio Liberazione Parola. Si tratta di una scuola di letteratura/lettura/scrittura, una scuola nel senso di skolè come "spazio e tempo liberato", dove la lettura di un grande libro, l'incontro ideale con il suo autore diventano non solo cultura, ma l'inizio di un viaggio dentro, fuori, intorno a noi, che si può fare solo insieme. Gianni Vacchelli è il Virgilio, per l’appunto, di questo cammino 2015 alla ricerca di che cosa abbia da dirci oggi Dante e della sua contemporaneità, eternità proprio nell’interpretazione olistica della grande Commedia dell’Alighieri.

Con l’obiettivo di rintracciare l’attualità dell’esperienza dantesca per l’uomo contemporaneo, LMV ha organizzato un seminario di 9 incontri per riscoprire insieme, a partire dall’Inferno, la straordinaria profondità interiore, simbolica e civile della poesia di Dante. L’idea nasce dal desiderio di “liberare” Dante da letture (anche scolastiche) che ne nascondono il messaggio trasformativo e rivoluzionario. Una leggenda medievale raccontava che “si sarebbe capita la Commedia” dopo 700 anni: il tempo è finalmente arrivato. Si tratta di rincontrare la Commedia come viaggio iniziatico, interiore ed insieme critico, civile, di riassaporarne l’inebriante bellezza, che si nutre di verità e amore. Il seminario può essere frequentato per intero o anche per singoli incontri. Leggere insieme per fare esperienza che Dante è sì un autore medievale, ma è anche contemporaneo ed insieme un amico che chiama dal futuro.

Ho avuto modo di assistere alla lezione dell’8 aprile che ha ripercorso il Canto III dell’Inferno dedicato agli Ignavi introducendo con la lettura il Canto IV, dedicato al Limbo. Il III è un canto denso e, secondo Vacchelli, vale tra l’altro la regola che non vale per molti autori, che Dante merita di essere letto tutto. Il terzo canto si apre con la porta dell’Inferno che conduce nell’antinferno e l’entrata è potente e diretta, in qualche modo accessibile a livello di comprensione. Il clima è frastornante e disturbante, in qualche modo babelico e l’incontro con gli Ignavi impressiona molto il poeta fiorentino. Una massa di gente preme e deve attraversare il fiume Acheronte introducendo il tema del sonno e risveglio, il passaggio dall’inconsapevolezza alla presa di coscienza, cammino che in qualche modo compie anche l’autore che avverte la necessità di una guida e di percorrere il tragitto tappa per tappa. I versi 19-21danno un’immagine molto bella di conforto perché Virgilio con “lieto volto” prende per mano Dante per guidarlo e introdurlo a nuove verità. L’ingresso nel percorso interiore è molto forte perché l’espressione dice “mi mise dentro le segrete cose”. Il linguaggio, sebbene con una tonalità molto diversa dai versi immediatamente precedenti, evidenzia la fisicità e la corporeità che accompagna tutto il poema dantesco. Il significato delle “segrete cose”, ha evidenziato Vacchelli, è stato inteso in senso esoterico anche se egli preferisce parlare di dimensione interiore e simbolica, considerato che il testo ha un’importante dimensione letteraria ma non solo. E’ bene però evidenziare – sottolinea Vacchelli – che il significato complesso e profondo non è rivolto a degli iniziati ma che ognuno di noi può leggere il testo, a livelli diversi.
Affrontando il canto è opportuna una notazione stilistica, quella relativa al titolo stesso di “commedia” e non divina, tiene a precisare l’autore che è un’apposizione successiva, considerato che Dante distingue tre generi, rispettivamente, comico, tragico ed elegiaco. Se la sua opera somma è dichiarata “comica”, legata all’umano, alla vita, vero è che i generi sono intrecciati e lo stile sale improvvisamente e ridiscende verso il basso (con espressioni come “grattare la rogna” o “merdose unghie”). In effetti nella tradizione occidentale si sono avvicendate due scuole di pensiero, sostenitrice l’una – maggioritaria – della divisione dei generi e, l’altra, della possibilità di una contaminatio stilistica. L’unione di generi diversi in Dante esprime la scelta realistica di raccontare la vita dove sentimenti e piani tra di loro lontani e contraddittori si contagiano.
Scendendo all’interno del canto troviamo i protagonisti di questo “capitolo”, gli ignavi coloro che paradossalmente corrono dietro a un’insegna che va veloce e sono punzecchiati da mosconi e vespe, da preoccupazioni effimere, che distraggono dalla ragione, dallo sciame delle sensazioni non metabolizzate. Ce li immagineremo pigri e invece li troviamo agitati costretti a inseguire miti senza aver assunto consapevolezza e assunzione di responsabilità, trascinati da obiettivi esterni che oggi potremmo tradurre nell’illusione di facili successi e guadagni o nel conformismo consumistico, ad esempio.
Interessante il verso 64 dove sono definiti come “sciagurati che non furon mai vivi”, perché mai percepirono e assaporarono la vita nella sua pienezza. Per questo in fondo non sono nemmeno davvero morti e soprattutto non sono risorti. Qui Vacchelli ha aperto una breccia sul tema della resurrezione dando alcuni spunti di riflessione come il Vangelo apocrifo di Filippo che parla della resurrezione antecedente la morte, come condizione dell’anima e come un percorso che non è dato una volta per tutte, ma un cammino incessante di cadute e rinascite. In tal senso è da considerare che il viaggio dantesco non ha inizio a caso tra il 7 e l’8 aprile, il giovedì santo, nella stagione primaverile che è di per sé metafora di rinascita. In quest’ottica il memento mori andrebbe letto soprattutto come un invito a vivere pienamente la vita e in tal senso secondo Vacchelli dev’essere letto Dante secondo quello che chiama il “nesso cristico”: il Cristo scende con umiltà sulla terra, si fa carne, soffre, vive la passione in tutta la sua fisicità e poi risorge dando un modello di umanità spirituale e integrata nel corpo e nello spirito appunto.
Sono almeno altri due i momenti sui quali vale la pena soffermarsi, l’incontro con Caronte e lo svenimento di Dante. Caronte è il guardiano della soglia che si oppone con un atteggiamento aggressivo ed è uno della schiera dei guardiani che indicano un limite, un’opposizione quanto anche un’opportunità, un filtro che può essere inteso in senso simbolico. La necessità di essere messo alla prova per continuare il viaggio.
Nella parte finale del canto dal verso 130 al 136 c’è un turbamento della terra, dai segni apocalittici che ricordano il momento culminante della Passione del Cristo descritta nel Vangelo, che produce un effetto traumatico sul poeta fiorentino che dice e “Caddi come uomo a cui il sonno piglia”, verso di grande forza che chiude il canto. In qualche modo si può anche leggere come una “piccola morte” preludio ad un successivo risveglio, ristorato dal sonno e confortato dalla coscienza che ha compiuto un passo ulteriore.

Conduce gli incontri Gianni Vacchelli
Organizzazione e cura di Patrizia Gioia
Le date: 11-25 febbraio; 11-25 marzo; 8-22 aprile; 6-20 maggio; 3 giugno
La sede: Spaziostudio13, Via Lomazzo 13, Milano (zona Paolo Sarpi)
I costi: Singola serata: Euro 13.00
Pacchetto 3 incontri: Euro 35 /Pacchetto 7 incontri: Euro 80 / Pacchetto 9 incontri: Euro 100
Under 30 : 30% di sconto
Orario degli incontri: dalle 19.30 alle 21.00
Prenotazioni e iscrizioni: la prenotazione può essere fatta via mail a:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al 348 7498744
Entro e non oltre il 20 gennaio 2015
A gruppo formato ogni persona prenotata sarà informata sulle modalità di iscrizione
LAMIRABILEVISIONE non è una scuola dove imparare qualcosa da qualcuno ma uno "studium", parola che significa passione, desiderio, per pensare e dialogare insieme, per tornare vitalmente alle nostre radici culturali, interiori, per riscoprirle vive, sconosciute, dimenticate...LAMIRABILEVISIONE: per attraversare una "selva oscura", compiere un esodo, trasformare una situazione bloccata in rinascita e vita.
Un ritorno a sé stessi con l'uscita da sé, verso l'altro, per essere, per vivere, per trasfigurare... Gianni Vacchelli & Patrizia Gioia

Gianni Vacchelli, narratore, saggista e docente (PhD). È membro e co-fondatore della Comunità di Ricerca “Colligite Fragmenta”, ispirata a Raimon Panikkar, e attiva presso l’'Università di Bergamo. I suoi principali oggetti di studio: la letteratura (classica, italiana, europea e nordamericana), la Bibbia, Dante, il pensiero di Panikkar, la mistica occidentale e orientale, letti con un'’ermeneutica attenta all’'interculturalità e alla dimensione simbolico-interiore. Tiene conferenze, seminari, laboratori, gruppi di “lettura dialogale” e corsi in Italia e all'’estero. Collabora con varie testate online. Organizza convegni, presentazioni e eventi culturali, per ri-articolare discipline e saperi spesso troppo distanti tra loro (letteratura e mistica, economia, politica e spiritualità etc.). I suoi ultimi libri: Dagli abissi oscuri alla mirabile visione. Letture bibliche al crocevia: poesia simbolo e vita, Marietti, 2008; Per un’'alleanza delle religioni. La Bibbia tra Panikkar e la radice ebraica, Servitium, 2010; Viaggio, Emi, 2010; Per un'’ermeneutica simbolica. Tra filosofia, religione e poesia, Ed. Simple 2012. Del 2012 è Arcobaleni, primo romanzo della Trilogia dell’'Infanzia, uscito per Marietti. Del settembre 2013, Eutopia (scritto con Maristella Bellosta), un romanzo sulla scuola (Mimesis). L'idea di fondo è quella di una letteratura che torni ad affrontare coraggiosamente "i grandi temi", tra risveglio, bellezza e impegno. È appena uscito per Mimesis il suo saggio dantesco: L’«attualità» dell’'esperienza di Dante. Un'’iniziazione alla Commedia.

COME ARRIVARE a Spaziostudio13
MEZZI PUBBLICI:
MM 2 Garibaldi+bus 37
Bus 37 - 43 - 57 - / Tram 1 - 19 -12 -14
IN AUTO: in via bertini, angolo via Lomazzo (vicino autoalone Smart) c'è un parkeggio
sotterraneo - parkeggio sotterraneo anche in piazza Gramsci entrando dal fondo di via canonica
(entrambi euro 2 all'ora)

Articolo di Ilaria Guidantoni

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