“In Florence”, Urs Fischer – Palazzo Vecchio (Firenze)

Scritto da  Mercoledì, 01 Novembre 2017 

In Piazza Signoria dal 22 Settembre 2017 al 21 gennaio 2018, la mostra promossa dal Comune di Firenze e Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, ideazione del progetto e direzione artistica di Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti. La Mostra è a cura di Francesco Bonami, con l’Organizzazione Mus.e.. Continua il dialogo tra passato e presente nella città che ambisce ad ospitare il nuovo Rinascimento, l’apertura alla contemporaneità. Una grande totem di un artista internazionale inaugura la XXXa Biennale dell’Antiquariato.

 

A due anni di distanza, Piazza Signoria ospita nuovamente In Florence, un grande evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato in concomitanza con la Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, giunta alla sua XXX edizione. Dopo la celebre star Jeff Koons, ospite di Firenze nel 2015, il protagonista assoluto della seconda edizione di In Florence sarà lo svizzero Urs Fischer, tra i grandi artisti del panorama mondiale. Il progetto - a cura di Francesco Bonami - consiste, come di rito, nella presentazione di un’opera monumentale in Piazza Signoria, in un contrasto quantomeno provocante tra antico e contemporaneo. L’organizzazione dell’evento è seguita dall’Associazione Mus.e.
“Firenze è stata capitale quando ha saputo essere contemporanea”, ha sottolineato il Sindaco Dario Nardella.
E ancora ha evidenziato il ruolo della libertà degli artisti come uno dei principi della nostra Costituzione, declinazione della libertà d’espressione. Ai politici, ha sottolineato il Primo cittadino, spetta il compito di offrire una visione e garantire le condizioni perché gli artisti possano esprimersi. Certamente l’impatto di questa scelta, un’arte contemporanea provocatoria, susciterà un dibattitto “ma ben venga – ha ribadito Nardella – perché l’arte deve emozionare non suscitare approvazione o disapprovazione estetica semplicemente”.
Urs Fischer si è reso famoso nel 2011 in occasione della 50° Biennale di Venezia, quando ha fatto sciogliere una copia in cera a grandezza reale del Ratto della Sabina del Giambologna, uno dei grandi capolavori della statuaria rinascimentale presente dal 1583 sotto la Loggia dei Lanzi in piazza Signoria. Adesso, Fischer torna sul “luogo del delitto” con un nuovo sorprendente progetto artistico, che non mancherà probabilmente di suscitare forti reazioni e discussioni sul linguaggio dell’arte contemporanea, sulla ridefinizione del gusto, sull’evoluzione delle tecniche e del concetto di bellezza, in un duello tematico e formale tra “giganti”, tra neo-classicismo e informe, tra antico e moderno, tra le immagini “senza tempo” di Bandinelli, Cellini e Giambologna e quella “senza forma” - e proprio per questo “con più immagini”- di Urs Fischer, che da anni esplora questioni come l’imperfezione e l’entropia, la relazione tra opera e spazio, tra arte e mondo del cinema, tra vivere quotidiano e immaginario artistico con una carica sperimentale e una forza espressiva tanto inusuale quanto straordinaria, anche nel rinnovare o rischiare tecniche e temi senza limiti di tempo, di genere o di stile.
“Negli ultimi anni – commenta il Sindaco di Firenze, Dario Nardella - ci siamo cimentati in mostre internazionali pensate per la nostra città dai grandi artisti del mondo, creando cortocircuiti ed esperienze dialettiche anche spiazzanti tra antico e contemporaneo, tra linguaggi e stili, tecniche e materiali, con l’intento di incuriosire e restituire un poco di vitalità allo sguardo, molte volte disabituato a scoprire il nuovo perfino nell’antico. Dobbiamo sfidare i pregiudizi e le ideologie di comodo, godiamoci con stupore e sorpresa le opere di Urs Fischer, artista neo-rinascimentale. Una grande occasione per continuare con coraggio e determinazione nel percorso intrapreso due anni fa assieme alla Biennale Internazionale dell'Antiquariato. Siamo pronti ad accogliere l'energia poetica di questo straordinario artista, assieme alle emozioni e discussioni che le sue invenzioni provocheranno. Firenze ormai si è aperta al contemporaneo, è un laboratorio e non vuole ridursi a essere una bella vetrina, una città museificata. Vogliamo essere protagonisti del presente per non ridurre l'aureo rinascimento a un fossile del passato.”
“Guardiamo bene le opere di Urs Fischer” – è l’invito di Sergio Risaliti – andiamo oltre il loro primo impatto clamoroso. Esistono nessi sottili e collegamenti con il passato più glorioso, con il familiare e il quotidiano, con i primi gesti artistici o infantili, con il senso dell'arte e quello della nostra effimera esistenza che le rende assolutamente struggenti e travolgenti ad un tempo. Fischer è uno svizzero visionario, romantico, ironico, colto e popolare. Combina il monumentale con il ludico, il totemico con il burlesco. Perfetto per quel teatro dell'arte e della politica che è Piazza Signoria.”
Felice dell’operazione il Segretario Generale BIAF, Fabrizio Moretti: portare Fisher a Firenze per me è una grandissima soddisfazione: artista di cui ho amato sempre il lavoro per la spiccata genialità. Ricordiamoci che l'artista svizzero, è una delle poche star nel panorama dell'arte di oggi! Sono fortunato a collaborare con un Sindaco illuminato, che ama confrontarsi con il contemporaneo e quindi rischiare.”
Il curatore della mostra Francesco Bonami scrive che “Urs Fischer è uno degli artisti più influenti della propria generazione. La sua produzione spazia dalla scultura alla pittura, dal design all’editoria: un artista a 360 gradi e “Rinascimentale” in senso del tutto nuovo. Il suo lavoro pur seguendo i percorsi classici della contemporaneità come l’astrazione e la figurazione è costantemente una sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie. Una ricerca che non è affrontata per il semplice piacere della provocazione ma come strumento per raccontare storie nuove. In tutto il lavoro di Fischer non sono gli elementi materiali ad essere protagonisti, seppur essenziali, ma i contenuti ed i messaggi che comunicano in modo diretto allo spettatore”.
Per l’occasione, l’artista svizzero, residente da molti anni a New York, ha ideato un doppio progetto inedito incentrato sulla scultura tenendo conto del contesto storico e artistico urbano così carico di segni e storie della Piazza Signoria, vera e propria agorà rinascimentale, centro nevralgico della manifestazione del potere repubblicano, poi trasformata con Cosimo I, duca e granduca di Firenze e della Toscana, in una vera e propria galleria di capolavori antichi e moderni sia di marmo che di bronzo. In Piazza della Signoria si innalzerà Big Clay #4, una scultura di grandi dimensioni – circa 12 metri - in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e di infantile, di totemico e di architettonico: “la grande scultura Big Clay #4 che apparirà nel punto focale di Piazza della Signoria in dialogo con la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio – spiega Bonami - è soltanto apparentemente monumentale. In realtà è un monumento alla semplicità e alla primordialità del gesto umano che plasma la forma. Uno sguardo più approfondito della superficie di alluminio dell’opera scoprirà le impronte digitali delle dita dell’artista . La scultura infatti è l’ingrandimento di piccoli pezzi di creta modellati dall’artista nel suo studio. Un monumento alla manualità e all’azione creativa più semplice e quotidiana”.
A completezza del progetto, Fischer posizionerà due opere sull’Arengario di Palazzo Vecchio: tra la riproduzione del David di Michelangelo e quella di Giuditta e Oloferne di Donatello, in continuità con le esposizioni di Jeff Koons (2015) e Jan Fabre (2016), l’artista svizzero posizionerà due figure umane, trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra, quali simboli della finitezza umana e della durevolezza dell’arte. Le due figure saranno quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti, visti dall’artista come cittadini del mondo che hanno le loro radici nel territorio e nella sua cultura, due ritratti che attraverso la consumazione della cera diventeranno corpi astratti. La scelta dei due personaggi nasce da uno studio della loro fisionomia compiuto dall’artista nel corso dei vari incontri avuti con loro per la preparazione di questo progetto; c’è sempre, infatti, nel lavoro di Fischer un elemento biografico filtrato attraverso una riflessione formale ed estetica. Le due figure resteranno esposte per circa un mese, fino al completo scioglimento. I tre lavori mettono in scena una sorta di dialettica creativa, risultante nel confronto ravvicinato tra il semplice gesto dell’artefice che modellando la materia la trasforma poi in monumento di metallo - Big Clay #4 - e il monumento in cera - le due figure - che a poco a poco mutano aspetto e ritornano a essere semplice materia informe, in una sorta di doppio processo di consunzione e regressione figurativa. Da segnalare il prestito dell'opera Big Clay #4 da parte dellaV.A.C. Foundation Collection che sarà collocato in un grande museo a Mosca. Alla fine dell’incontro la performance con l’accensione di due statue di cera, dai volti rossi, sulla Piazza che si scioglieranno nel corso della giornata.

In Florence
Urs Fischer
Palazzo Vecchio (Firenze)
dal 22 Settembre 2017 al 21 gennaio 2018

Articolo di Ilaria Guidantoni

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