Guido Strazza. Ricercare - Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma)

Scritto da  Martedì, 07 Marzo 2017 

L’ultimo dei futuri, l’aeropittore ma soprattutto l’uomo che cerca con il segno grafico. Guido Strazza è in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, da martedì 7 febbraio a domenica 26 marzo 2017. Vitale nonostante gli anni, schivo, sempre alla ricerca ha reinterpretato il futurismo e lo spirito nell’avanguardia come ricerca permanente, facendo correre su binari paralleli e correlati disegno, pittura e grafica senza mettere l’uno al servizio degli altri. Tanti i rapporti personali e gli scambi con gli artisti che non gli hanno impedito di cercare in ogni situazione la propria via anche al riparo dalle tendenze del mercato come dimostra l’inattualità temporale del suo futurismo.

 

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura il 2017 con la mostra antologica di Guido Strazza (Santa Fiora, Grosseto, 1922), a cura di Giuseppe Appella che presenta un’antologia delle opere scelte dal maestro per la donazione in amicizia al museo. L’esposizione ripercorre oltre mezzo secolo attraverso la sua attività: 56 dipinti, 3 sculture, 42 disegni, 31 incisioni (le cartelle Ricercare del 1973 e Orizzonti olandesi del 1974, insieme ad alcune incisioni datate 1974-2001 legate ai dipinti e ai disegni dal 1942 al 2016). Le opere scelte, che provengono dalla collezione dell’artista e da alcune collezioni pubbliche e private, sviluppano metodologicamente la didattica del segno, ovvero l'elaborazione di ogni immagine possibile, il pensiero in dialogo con ciò che possiamo vedere e far vedere. Nel corso della sua lunga carriera, in cui - come l'artista spesso ha sottolineato - grande importanza ha avuto, come elemento originale di confronto e creatività, il "momento" didattico, Strazza ha sviluppato una forte connotazione personale, che ne rende difficile l'inquadramento in uno qualsiasi dei tanti movimenti che hanno attraversato il dibattito artistico del dopoguerra, al quale ha partecipato con contributi a tutto campo.
Gli scritti nel catalogo sono di Giuseppe Appella, Tullio Gregory, Giorgio Nottoli e Lorenza Trucchi, critica d’arte e sua amica personale.
A 19 ebbe la folgorazione per il volo che lo portò a prendere il brevetto di pilota, quando già era un appassionato di pittura e letteratura. Erano gli Anni Quaranta e fu allora che si presentò nella casa romana a Piazza Adriana di Tommaso Filippo Marinetti: l’inizio di una serie di incontri dai quali restò inebriato. Eppure il futurismo era già finito, in fondo quando Guido Strazza nacque, nel 1922, che ancor oggi resta in quello spirito: l’ultimo dei futuristi: toscano di nascita ma di padre lombardo e di madre sarda. L’unico ancora in vita. Erano gli anni dell’aeropittura e con una sezione speciale fu inserito nella Biennale di Venezia del 1942. Oggi il titolo della mostra ricorda un ciclo di opere e un’inclinazione che ha sempre indicato il cammino di questo artista.
Inizia così la ricerca non di quello che restava delle avanguardie ma la dinamicità del segno. Pertanto invece che scegliere Parigi o un’altra metà europea, parte per il Brasile che diventa luogo di incontro di un passato lontano e in qualche modo vergine e chiasmo di artisti da tutto il mondo. "Per me – ha raccontato l’artista nel corso della conferenza stampa – è stato soprattutto l’incontro con nuove dimensioni spazio-temporali. L'aspetto che più mi ha colpito del sud America è proprio l'inversione delle proporzioni rispetto a qui: quello che in Europa era vicino lì ad esempio era lontano e viceversa e così nella percezione del grande e piccolo".
Dopo sei anni tra Cile e Brasile sente che quegli spazi enormi diventano piccoli. Torna allora in Italia e si trasferisce a Venezia dove c'è un cenacolo che si muove intorno alla Galleria Cavallino di Carlo Cardazzo e in contemporanea a Milano alla galleria Il Naviglio, luoghi di incontri europei con una forte dimensione internazionale. A Venezia sono gli anni importanti di Guidi, Vedova e Santomaso ma soprattutto di Tancredi artista con il quale si è scambiato molto. "Tra noi, ci ha confessato, c'era un'empatia segnica".
Trasferitosi a Milano, dove l'avventura dura quasi otto anni, il punto di riferimento è lo spazialismo di Lucio Fontana "persona – ricorda il Maestro - molto generosa e umile che chiedeva il parere altrui, desiderava il confronto".
Il suo giro d’Italia non è ancora terminato. Arrivato a Roma dov’è in auge la seconda scuola romana, Guido trova la solitudine, stranamente proprio nel frastuono della Capitale, e cerca una propria via definendo la sua linea identificativa: una coabitazione tra disegno, pittura e incisione - quest'ultima assume vieppiù un posto di rilievo - senza che l'uno sia in funzione dell'altro ma senza che un'attività dimentichi l'altra.
Un altro elemento da considerare nell'arte di Guido è la musica perché la sua arte è fatta di tempo e tempi oltre ad aver associato voci e musiche alle sue opere.
Strazza si laurea in ingegneria e già negli anni Quaranta abbandona la professione per dedicarsi all’arte anche se fece in tempo a seguire il cantiere per Marcello Piacentini e tracciare le fondamenta del suo edificio romano che ospita il cinema Fiamma in via Bissolati (Piazza Barberini). L’ingegneria d’altronde è stata fondamentale per la sua formazione come la geometria, la matematica, le letture filosofiche di Platone e l’amato Søren Kierkegaard. E’ un personaggio schivo non asociale, di grande eleganza anche se non l’ha mai perseguita come obiettivo ritenendo che l’eleganza serve per piacere, fatto che non è tra suoi scopi. Anche con gli artisti ha intrattenuto rapporti cordiali senza presenzialismo. Molto forte l’amicizia con l’artista Maria Lai, con le quali ha trascorso tante estati in Sardegna. Dopo aver vissuto in molti luoghi e viaggiato – tra Milano e il sud America a lungo – scelse di vivere a Roma che ancor oggi lo emoziona, oltre un periodo a Venezia, molto amata. Ha uno stile molto personale, annoverato genericamente in una pittura astratto-informale e segnica, anche se ha avuto un periodo figurativo che ritiene “antico”, resta comunque un solitario a livello artistico. Eppure ha avuto molti riconoscimenti anche ufficiali – alcune sue opere sono al British Museum, ai Musei Vaticani, agli Uffici, alla stressa GNAM – e poi la presidenza dell’Accademia di San Luca, i Premi Feltrinelli, dei Lincei, le sale personali alle Biennali veneziane.
In programma a breve un'antologica sulla grafico all'Istituto centrale per la grafica al quale il maestro ha donato 1.300 opere in amicizia.

Guido Strazza
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
via Gramsci 69 – Roma martedì 7 febbraio – domenica 26 marzo 2017 
Ingresso gratuito
www.lagallerianazionale.com
Tel. +39 06 3229 8221
orari di apertura: martedì-domenica dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.45) 
Ufficio Stampa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Laura Campanelli

Articolo di Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP